Racconti Artigiani

Vita

Vita che bruci un attimo di vita all’Universo

illusione di un tempo, indistinto , poi, perso.

Quanta gioia negli occhi, per quei volti certi

perpetuati , espressivi, così uguali e diversi.

Cosa dà senso a un palpito così breve e violento

se non spiegarsi il misero passar di ogni evento

Ricordi che ti prendono , la rabbia e la dolcezza,

dov’è finita ormai quella cara carezza

E quella notte lunga con mille luci spente,

baluginio di voci, ancora, nella mente

Quell’amico che amavi, prima di gioventù,

perduto per sempre ma ti manca di più.

Eppur senti il disprezzo di un saluto mancato

irridente presenza di un tempo ormai sbagliato.

E quegli occhi di donna approfonditi e veri

ricerca continua laddove tu non c’eri.

Quando vedesti il mare tranquillo e tutto intero

fuggisti al balzo, anelito , del tuo primo pensiero.

Quella chioma canuta, riversa, disperata

la mano si confonde pietà rimuginata.

Amore disperato, rimani lì a parlare,

stringi un abbraccio , effimero, al dì testimoniare

L’orgoglio e l’umiltà, ardore e carità

Ti sento e non ti vedo mia amata bontà.

Bontà rinuncia, al fragile, possesso, di ogni cosa

non si stanca , ma all’alba, della luce , nuova , riposa

Riposa ancora un attimo prima di tarda sera

di quella ricompensa al fine, in fondo , spera

Bambino impannucciato dai tuoi primo pensieri,

quando perdesti i sogni era domani o ieri?!

Dammi la mano, Vita, solo non mi lasciare

Rimani ancora un attimo, non debba disperare.

Disperazione prende se prolunga l’inverno,

se non riesci a esprimere , del tuo senso l’eterno

Disperazione fugge se progetti mai domo

se fino in fondo fai il tuo dovere d’Uomo

L’Uomo fa di virtù, la sua prima premessa,

in fin dei conti un lascito di infinita scommessa

Vita che vivi un attimo, ma che sai perpetuare,

la dignità risiede nel senso a rassegnare.

Giacomo Basso

Musica: David Shire “Farewell my lovely”