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Superbonus 110% e Piano Transizione 4.0 i driver sui quali puntare per rilanciare il Paese

Roma, 11 dicembre 2020 – Il processo di riqualificazione del nostro patrimonio edilizio, rappresenta a tutti gli effetti uno straordinario volano di sostegno dell’intero sistema economico e dell’occupazione. Questo tema abbinato ai driver di sviluppo collegati al Piano Nazionale Impresa 4.0 – oggi Piano nazionale Transizione 4.0 – rappresentano le risposte migliori per rilanciare il Paese, sfruttare al meglio le risorse del Recovery Fund e aiutare le imprese ad intraprendere la strada delle ripresa. Occorre però tarare meglio le misure di incentivazione messe in campo per aderire maggiormente alle peculiarità dell’artigianato e della microimpresa e consentire una maggiore efficacia degli strumenti.

Una recente ricerca condotta dal Centro Studi CASARTIGIANI ha infatti messo in evidenza che dopo solo tre mesi di avvio del Superbonus sono numerose le imprese che hanno preventivato interventi legati allo strumento con un incremento di fatturato stimato superiore al 10%. Una percentuale questa destinata a crescere in modo esponenziale, insieme ai benefici per l’economia, se fosse accolta la richiesta di proroga della misura a tutto il 2023. A fronte di una spesa aggiuntiva annua di 6,5 mld€ per il Superbonus si avrebbe in generale un effetto totale sull’economia di 21 miliardi di euro, ovvero oltre 1 punto percentuale di Pil ogni anno, e importanti effetti sull’occupazione. Senza contare poi i rilevanti risultati che si avrebbero in termini di accelerazione del percorso di raggiungimento degli obiettivi previsti dall’UE per il clima e l’energia entro il 2030. Tra le altre proposte di ulteriore miglioramento del superbonus 110%, l’estensione dello strumento anche agli immobili strumentali attualmente esclusi_ capannoni industriali e artigianali _ e una necessaria semplificazione della documentazione richiesta che appare troppo compendiosa e ridondante.

Il Piano nazionale Transizione 4.0._ offre alle aziende italiane strumenti per cogliere le opportunità dell’innovazione e del digitale legate alla quarta rivoluzione industriale. Per raggiungere questi importanti risultati occorre però potenziare le misure in essere ed estendere la loro efficacia. Prima fra tutte il credito di imposta per la formazione 4.0  da allargare anche ai titolari d’impresa che, soprattutto nelle micro e piccole imprese rappresentano il fulcro del cambio culturale nell’approccio alle tecnologie rilevanti per la trasformazione tecnologica e digitale delle imprese.