In primo piano 19 Marzo 17

Starsky & Hutch e Casartigiani

Si cercava di anticipare il rientro a casa, ogni sera, in quel declinare degli anni ’70, perché sul secondo canale della RAI, prima del telegiornale, si trasmettevano gli episodi della serie americana  “Starsky & Hutch” (questo era concesso a tutti, ma non a noi, che eravamo impegnati a creare CASARTIGIANI per cui non avevamo orario e se è per questo, neanche stipendio, perché il nostro serviva per pagare tante spese necessarie. “Ogni riferimento a personaggi interessati e malevoli, che vogliono questo e quello, è puramente voluto”). Due sergenti della polizia di Los Angeles, nell’immaginaria Bay City, simpatici, sensibili, avventurosi e leali, con un umanissimo obeso capitano e con un informatore, Huggy Bear, proprietario di un bar-ritrovo, buffissimo, simpaticissimo e furbissimo. Su tutto, la straordinaria amicizia della manifestazione sociologica, di quell’irripetibile stagione, che aveva dato il via al “terzo tempo” del Secolo, mai e mai più libero così. Tutto influenza, la psicologia e la fisionomia formativa, e questo semplice telefilm americano ha influenzato comportamenti e pensieri. Forse è vero che tanti ragazzi, al di sotto dei 40 anni, non sanno chi fossero Starsky e Hutch , ma non sanno neppure quante parole del loro lessico e quanti stili del loro comportamento, ancora oggi, vengono usati e ripetuti. La loro fama è comunque universale e quando si vede una coppia di poliziotti improbabili o viceversa efficienti, si ironizza dicendo “neanche fossero Starsky e Hutch”.  Qualche anno fa, fu addirittura, con grande successo, prodotto il remake sui due, con Ben Stiller e Owen Wilson, con la commovente scena finale della consegna delle chiavi della mitica Gran Torino Mustang, con i due gran vecchi ancora in forma.  Non andavano molto d’accordo, fuori dal set, Paul Michael Glaser e David Soul, tanto che, a un certo punto, si interruppe la serie nonostante il planetario successo e fu un errore perché fuori da quella mitica coppia i due non ebbero gli stessi risultati, nonostante il talento. La vita ha picchiato duro sui due nostri eroi, così come sa picchiare duro la vita, come Sofocle insegna e in fondo l’amicizia, anche se litigiosa, è rimasta lucente ed emblematica. Un Rabbi di Nazareth ebbe a dire “beati quelli che danno la vita per gli amici”, noi che abbiamo dato la vita per CASARTIGIANI, che è per sua natura un contenitore di amici ideali, fummo contagiati da tanta lealtà, per qualsivoglia soggettistica, ma come vediamo, in fondo, per un metateatro realistico. Vedere Starsky che spinge Hutch sulla sedie a rotelle ci strappa il cuore e nello stesso tempo ci da speranza, perché quei due vecchi ragazzi sono ancora più giovani loro, di chi è anagraficamente giovane oggi. Torneremo tutti a Bay City un giorno, ognuno col suo retaggio di gloria, l’importante però è che si sia gli stessi, dotati della stessa libertà, della stessa identità e fisionomia e magari andremo da  Huggy Bear a farci dire quale è la Verità, senza che nessuno abbia bisogno di maledette sedie a rotelle e di ogni qualsivoglia attrezzo che definisce la miseria umana.

 

 

 


 

 

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