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Speciale Emergenza Abruzzo – Intervista a Rinaldo Potenza

“Tutto quello che m’è avvenuto di scrivere, e probabilmente tutto quello che ancora scriverò, benché io abbia viaggiato e vissuto a lungo all’estero, si riferisce unicamente a quella parte della contrada che con lo sguardo si poteva abbracciare dalla casa in cui nacqui. È una contrada, come il resto d’Abruzzo, povera di storia civile, e di formazione quasi interamente cristiana e medievale. Non ha monumenti degni di nota che chiese e conventi. Per molti secoli non ha avuto altri figli illustri che santi e scalpellini. La condizione dell’esistenza umana vi è sempre stata particolarmente penosa; il dolore vi è sempre stato considerato come la prima delle fatalità naturali; e la Croce, in tal senso, accolta e onorata. Agli spiriti vivi le forme più accessibili di ribellione al destino sono sempre state, nella nostra terra, il francescanesimo e l’anarchia. Presso i più sofferenti, sotto la cenere dello scetticismo, non s’è mai spenta l’antica speranza del Regno, l’antica attesa della carità che sostituisca la legge, l’antico sogno di Gioacchino da Fiore, degli Spirituali, dei Celestini.” (Ignazio Silone)

 

Questo stralcio di Silone rimane ancor più di “Al fiero Abruzzo” di D’Annunzio, che naturalmente raggiunge incommensurabili vette poetiche, la più attagliante definizione del nostro ambito, se vogliamo crepuscolare, in contrasto alla decadenza D’Annunziana ma sinceramente esplicativa, in qualche misura esaustiva.  Se parli di Pescara, però, parli di D’Annunzio che h lasciato un viatico non indifferente per quello che è considerato l’Abruzzo Ulteriore ( ecco perché si usava il termine Abruzzi da Abruzzo Ulteriore e Citeriore). L’Abruzzo del mare, quello dove si vive bene, quello che si incrementa, quello che dà una caratterizzazione più denotata. Magia del nostro Paese, retaggio del nostro mistico Medio Evo con i suoi vassalli, valvassori e valvassini che ha portato diversità nella identità, a pochi kilometri di distanza, così come nell’idioma e nelle tradizioni. Di Rinaldo Potenza tutte le testimonianze sono di persona e di imprenditore coerente, qualificato e sensibile. Uno di quegli eroi del Mezzogiorno, piccoli imprenditori, che danno un senso e un significato al termine e all’ingegno.

La Sua attenzione a Mano Tesa, in quanto iniziativa, ci conferma più di cento discorsi, anche la qualità del dirigente. Siamo lieti di ospitarlo con i Suo parere in questa Rubrica.

 

Intervista a Rinaldo Potenza

 

1) Oltre ad esprimerle la solidarietà e l’affetto di CASARTIGIANI tutta a nome del Presidente, Le chiediamo qual è la situazione, se piano piano è tornata alla normalità, e se ha delle considerazioni da fare. Naturalmente può contare, in particolare, su “Mano Tesa CASARTIGIANI”, che sarà prioritariamente adesso indirizzata presso le Regioni del Centro-Italia.

 

La situazione attuale è migliorata a livello perturbazioni. Resta il disastro materiale ed economico che molti ignorano e fanno finta di non vedere. Mano Tesa è, sicuramente, una boccata di ossigeno, questo grazie  a CASARTIGIANI.

 

2) Aldilà di questa terribile emergenza, causata da una congiuntura incredibile di simbiosi perversa, tra sisma e la più grande nevicata degli ultimi 50 anni, acuita, questa, dalla particolarità climatica abruzzese della neve a vento, che ricopre rapidamente il manto stradale appena spalato dalle turbine (quando ci sono), quali sono le problematiche più importanti su cui intervenire per il Suo Abruzzo? Se fosse Governatore della Regione e avesse la possibilità di un intervento straordinario cosa farebbe? Dove interverrebbe?

 

Una regione bella come l’Abruzzo bisogna semplicemente amarla, basterebbe vivere per la politica e per il bene comune, non vivere di politica e per i propri interessi.

 

3) Lei, particolarmente attaccato alla Sua città nel contesto abruzzese, è uno dei riferimenti comunque più importanti. Cosa chiede per la Sua città e in particolare per l’Artigianato oltre alle tre esigenze primarie meno tasse, meno burocrazia e più Credito?

 

Cosa si vuole per la propria città? Sicuramente più lavoro, più investimenti per il turismo, sentirsi amati dalle istituzioni e non additati.

 

 


 

 

Notizie dalle associazioni casartigiani di tutta italia Diffondere la coscienza dei valori dell’Artigianato nel suo ruolo storico quale primaria forza sociale, economica e culturale.

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Il Welfare bilaterale artigiano
Gli Organismi e i Fondi Bilaterali nazionali e territoriali nell’artigianato - EBNA/FSBA, SANARTI, FONDARTIGIANATO, OPNA sono strumenti di welfare contrattuale finalizzati a mettere in campo interventi a tutela dei datori di lavoro e dei dipendenti.

Il Welfare bilaterale artigiano, eroga prestazioni e servizi che vanno dal sostegno alle aziende in crisi e al reddito dei lavoratori dipendenti in costanza di rapporto, a interventi a favore delle imprese e del loro sviluppo, all’assistenza sanitaria integrativa e a corsi di formazione professionale, fino alla costituzione di una rete di rappresentanti della sicurezza territoriale.

Racconti artigiani
Dalla penna di Giacomo Basso, i racconti artigiani pensati per esaltare l’artigianato attraverso l’uomo.
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