In primo piano 18 Settembre 20

Rubrica Interviste sostenibili e insostenibili

Intendiamo dare il via a una Rubrica di interviste interessanti per l’operatività e l’etica associativa, con riferimenti non troppo canonici accentuati a conoscere meglio l’intervistato.

Naturalmente questa panoramica riguarderà in particolare non tanto i cosiddetti leader, alcuni dei quali verranno di volta in volta consultati, ma soprattutto i cosiddetti outsiders ovvero coloro i quali hanno ruoli a volte più defilati ma che, come si dice, fanno “legna” e hanno un’importanza vitale ed essenziale per CASARTIGIANI e l’Artigianato.

Quelle Donne e quegli Uomini a cui siamo grati e su cui facciamo conto ringraziandoli.

Cominciamo con Giuseppe Profita Presidente dell’Associazione Artigiani di Termini Imerese che fa parte della grande associazione CASARTIGIANI Palermo

 

1) Suscita grande interesse l’esperimento Termini Imerese che fa sì, con i suoi quasi 500 inscritti, che un piccolo borgo perlopiù famoso per la sua vocazione artigiana susseguente a dimissioni industriali, dimostri all’interno di CASARTIGIANI più partecipazione di iscritti di molte grandi città. Siamo convinti che questo sia dovuto anche al modello assistenziale piuttosto che a quello rappresentativo, sempre ispirato da CASARTIGIANI, che costa sacrificio, ma rende fidelizzazione. Oltre a questo e ai Suoi meriti oggettivi ci sono altre spiegazioni?

A settembre sono esattamente 33 anni di appartenenza fedeltà, quasi devozione per CASARTIGIANI che interpreto come una CASA famiglia. I 500 iscritti, che non sono un traguardo ma un trampolino di lancio, sono frutto di una “missione” che mi permette di instaurare con gli artigiani un rapporto anche di amicizia. L’artigiano oggi va assistito, seguito nelle diverse fasi di attività e psicologicamente sostenuto, soprattutto dopo l’emergenza COVID. E’ necessario dare servizio ma anche sorridere nel dare speranza ed essere sempre presenti. Gli artigiani non vanno mai abbandonati. 

 

2)  Quello di Termini Imerese è un vero e proprio modello su cui dovranno vertere le strategie e le tipologie associative, se non si vuole perdere il contatto con la categoria in favore di altre entità, che oltretutto sono diversamente motivate non certo in meglio. Quello delle delegazioni, modello Movimento, che Le sappiamo caro è l’unica strategia che dà cura all’associato e snellezza operativa; anche perché le Associazioni, modello anni 80, nate perlopiù sulla Visentini, tendono fatalmente a divenire burocratiche con un paradosso evidente e inaccettabile per chi la burocrazia intende combatterla. Lei che ne pensa?

La strategia, che ho sempre seguito, è semplicemente essere amico di tutti, anche in politica, mai cavalcando, però, nessun partito politico. La realtà termitana ha preso le luci della ribalta nel momento in cui il polo industriale è venuto a mancare. Termini è stata distratta dall’industria, siamo riusciti ad essere vicini all’industria nelle manifestazioni di piazza, ma abbiamo sempre difeso le tematiche dell’artigianato nei tavoli di lavoro, portando avanti progetti per le imprese. A tal proposito ringrazio CASARTIGIANI per le tempestive circolari fonte e tesoro per leggere conoscere e al tempo stesso divulgare informazioni alla categoria.

 

3) Lei è famoso per prendere iniziative di impegno nel sociale, anche coraggiose, perché pronte a contrastare interessi in una terra dove questi, purtroppo, a volte sono illeciti. In più anche la materia della diversa abilità e delle problematiche connesse La vede sempre in prima linea, con un grado di partecipazione emotiva che qualche volta La consuma in termini di sofferenza compatibile. Il Presidente, per questa Sua attitudine umanitaria, lo ha soprannominato “lo Smacchiatore”, quale forma di abnegazione la spinge in questa direzione e che cosa ha in programma o perlomeno in testa per i prossimi mesi, auspicando che, come da notizie di ieri, entro sei mesi dovremmo essere fuori dall’emergenza Covid?

Sono un papà fortunato perché ho due ragazze speciali che mi hanno fatto maturare e crescere in maniera repentina e cerco di avere la forza, quella stessa forza che mi danno le mie figlie con le loro problematiche, impegnandomi molto nel sociale. Vi confesso che avere due figlie con disabilità mi ha portato fortuna perché gli artigiani apprezzano il mio essere e mi sono vicini. Tutto questo mi da la forza di andare avanti e di portare pace negli ambienti di lavoro cercando di mitigare gli attriti e forse anche per questo il termine del Presidente “lo Smacchiatore”. Sono convinto che se seminiamo bene, in questa terra, i figli raccoglieranno i nostri frutti.

La disabilità in Sicilia si vive in maniera drammatica, vi dico solo questo, sono cominciate le scuole e io non posso portare le mie figlie a scuola perché manca l’assistenza igienico personale. Sto portando la mia battaglia in Comune e nelle scuole per cercare di assicurare alle mie figlie, ma anche agli altri genitori, il corretto svolgimento delle lezioni.  Nonostante le difficoltà che il Covid ha creato alle mie figlie, con la mancata possibilità di effettuare le terapie, l’esperienza ci ha rafforzato e ci ha fatto capire il vero senso del rispetto, dell’umanità e il bello della vita.

 

4) Quale è la situazione economica, in particolare quella della Piccola Impresa e dell’Artigianato, in questo inizio di autunno 2020 a Termini Imerese e più in generale a Palermo e in Sicilia visto il suo ruolo di Coordinatore regionale con delega alla Segreteria insieme ai valorosi Maurizio Pucceri e Nello Molino?

La situazione attuale economica sia a Termini in particolare che a Palermo e in Sicilia in generale è una situazione di attesa perché molta imprese, dopo aver avuto i benefici con l’Ente Bilaterale per il contributo alle imprese e con i finanziamenti per il Covid 19, cui abbiamo lavorato tutti egregiamente e per questo ringrazio Maurizio Pucceri, Nello Molino e Cetty Grasso, hanno avuto quel barlume di ottimismo che li fa ancora sperare. Ora non resta che continuare a dare speranza alle imprese con quei provvedimenti che il Governo ha messo in atto accompagnandoli sia nella fase di informazione che nella fase attuativa.

 

5)  Proprio di Maurizio Pucceri, Lei è stretto collaboratore per quanto riguarda l’Associazione di Palermo, la più grande Associazione di CASARTIGIANI sul territorio, anche se non si intromette più di tanto, lasciando la Rappresentanza in toto al collega con un “balance of power” che sta dando ottimi risultati, in attesa della grande riforma delle delegazioni che prima o poi dovrà essere intrapresa. Non Le sembra che Maurizio abbia rappresentato egregiamente, pur con la guida del Nazionale, la continuità dopo la perdita irreparabile di Giuseppe Guarino?

Descrivere Maurizio Pucceri? Una bella domanda…

Maurizio Pucceri è croce e delizia, in fondo è un ottimo amico. Una persona con cui condividiamo giornalmente tutte le tematiche e problematiche. Ci sentiamo tutti i giorni come fossimo due amanti… ma di fatto non lo siamo… per fortuna!

Maurizio è un grandissimo, grandissimo lavoratore ma anche un grandissimo testardo, è sempre convinto delle proprie decisioni per poi ripensarci senza però dirti che avevi ragione.

E poi Maurizio è fortunato, viene dalla scuola del grande Presidente Guarino, un grande Maestro di vita con cui ha condiviso tutti i momenti e per questo un grande stratega, Una persona con qualità uniche e dire che a scuola non “ne voleva manco a brodo”.

 

6) Un ricordo, appunto, del vecchio Presidente Lei che ebbe un ruolo così importante nel salvataggio dell’Associazione e nella fedeltà a CASARTIGIANI

Il Presidente Guarino è stata una persona straordinaria, come un grande regista del cinema che ha diretto un colossal di CASARTIGIANI per quegli anni. Una persona che riusciva a tessere quella tela con la politica, con gli istituti, con gli enti. Per quei tempi ci voleva una persona come Guarino ma ora i tempi sono cambiati e un Guarino del 2000 non potrebbe competere. E’ stato il grande Guarino di quell’epoca.

Noi abbiamo imparato molto da Lui siamo stati “soldati” di CASARTIGIANI ed io mi identificavo come il classico fiduciario, quella fiducia che Guarino riponeva in noi che rappresentavamo CASARTIGIANI nelle città e nei borghi.

La fedeltà verso Guarino l’ho dimostrata, lo dico con orgoglio e con fierezza, quando nel passato CASARTIGIANI è stata attaccata duramente, nel tempo in cui Guarino stava per compiere gli ultimi giorni di vita e di attività lavorativa, dimostrando cosi amore incondizionato per CASARTIGIANI.

 

7) Un messaggio, un suggerimento o un rimprovero al Presidente Giacomo Basso, Suo amico personale, che come Lei dice sempre così popolare e ben voluto dagli artigiani termitani

Immagino una medaglia. Da una parte della medaglia c’è Giuseppe Guarino, dall’altra Giacomo Basso. Sono la medaglia che noi portiamo al collo, con orgoglio.  il Presidente Giacomo Basso è straordinario, non lo dico per piaggeria, è una persona che non ho mai conosciuto in tutta la mia vita. Non ha difetti il Presidente Basso, se possiamo dire una piccola, piccola imperfezione è che è tifoso della Roma. E’ una persona che ti legge dentro, non puoi nascondere niente al Presidente Basso perché Lui riesce a capire. Lo stimiamo, lo ammiriamo perché è uno di noi, trasmette sicurezza e forza anche nei momenti di sconforto e rabbia. Per questo gli artigiani di Termini Imerese gli vogliono bene

 

8) Narra la tradizione e la cronaca che quando ha fatto il servizio militare Le è capitato di far parte del raggruppamento 41° Stormo Aeronautica Militare che a Sigonella ha circondato l’aereo sul quale si trovava il terrorista libico Abu Abbas. che a sua volta era bloccato dai Marines USA per ordine del Presidente Ronald Reagan, mentre voi o meglio i vostri superiori prendevano disposizioni dal Presidente del Consiglio Bettino Craxi. Come è noto il braccio di ferro sul controllo dell’aereo fu vinto dalle forze armate italiane con conseguenze diplomatiche non indifferenti ma questa è un’altra storia. Vorremmo da Lei ricordi, impressioni, sensazioni, emozioni di quella sera.

Del servizio militare ho un ricordo dolce e amaro perché sono stato indirettamente protagonista della famosa “notte di Sigonella”.

Giovane aviere dell’Aeronautica Militare, trasferito a Sigonella, nella notte del 5 ottobre 1985, nella base Nato, mi ritrovai in una situazione anomala perché alcuni caccia americani avevano catturato in volo l’aereo libico dell’Egyptair, con a bordo i terroristi, capeggiati da Abu Abbas, che avevano assassinato un americano sulla sedia a rotelle in viaggio sulla Achille Lauro. Quella notte, il sergente mi disse di svegliare tutti per un allarme. Sulla pista abbiamo trovato l’aereo libico circondato da grandissimi bidoni, usati per impedirgli di ripartire, con attorno i soldati americani armati. Su ordine del generale della base, alcuni di noi, compreso il sottoscritto, hanno circondato gli stessi americani delle forze speciali della Delta Force che si avvicinavano sempre più ai terroristi. Si è creata così una difficile crisi militare. Ricordo ancora, l’ordine del nostro generale di non far muovere i corpi speciali americani, colpo in canna, con l’obbligo di sparare.

Importantissimo in quella circostanza anche il ruolo dei carabinieri delle forze di Catania e Siracusa.

Il Ministro Craxi fermo nella sua posizione, in una situazione politica più compatta rispetto a quella attuale, ha fatto valere la nostra “italianità” di Paese ospitante la base Nato.

Un aneddoto che ricordo e che fa sorridere è che nell’85 non essendoci i cellulari e non avendo potuto dare notizie ai familiari e ai conoscenti, l’Arciprete di Termini Imerese organizzò un pulmino con 20 amici e parrocchiani e venne a far visita alla base per assicurarsi dell’incolumità mia e di un altro commilitone.

Esperienza unica, indimenticabile, per la quale ho ricevuto un encomio speciale di cui sono fiero per aver difeso la sicurezza della nostra Sicilia e dell’Italia.