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Pareri importanti – Intervista a Ignazio Schirru

Ignazio Schirru soprannominato dal Presidente Viceré di tutta la Sardegna per il Suo incredibile impegno sociale e civile che ha senz’altro contribuito al progresso dell’isola, multiforme è stata la sua attività, con tratti generosi anche di volontariato. A Lui si deve la presenza di CASARTIGIANI nell’isola e, in tal senso, proverbiale è la sua fedeltà al Timone.

Si narra che quando Carlo V venne a visitare il suo dominio sardo pronunciasse la frase “Pochi, matti e divisi” riferita ai sardi e che tornasse via. Per l’esperienza che abbiamo noi, non è assolutamente così, i sardi sono gente spigolosa e fiera,  e come tutti gli abitanti di un’isola, solitari ma trasparenti nella loro integrità e nella loro espressione, come lo splendido mare che li lambisce e li avvolge. Ignazio è l’espressione di Sardegna e, come il mare è azzurro e profondo, ha le sue mareggiate le sue bonacce ma la sua immutabile imperscrutabile condizione e dimensione di intensità di vita e di impegno. Cagliari poi è particolare, essendo una delle città a più alto livello di qualità di vita e di dignità della gente. Quella qualità e quella dignità che ha fatto innamorare Gigi Riva e che tramanda la convinzione che, se stai tra quella gente e in quel contesto, per più di un mese, non te ne vuoi più andare.

Amico personale del Presidente da quasi quaranta anni.

 

1) Il Professor De Rita, uno dei maestri di riferimento del nostro Presidente, ama dire “le crisi” quando non azzoppano fortificano e aggiunge che noi italiani siamo uno strano miscuglio di culture e che per questa ragione abbiamo un grande spirito di adattamento. In tal senso qual è la sua osservazione sullo stato della crisi nel nostro Paese?

 

La crisi che viviamo può diventare un’opportunità nel momento in cui mettiamo in pratica le nostre capacità di resilienza, ossia la capacità di adattamento alle situazioni meno favorevoli. L’artigiano da questo punto di vista ha molto da insegnare perché da sempre plasma il proprio lavoro superando i vari ostacoli che gli si pongono davanti e perché ha una creatività innata che lo porta a trovare le migliori soluzioni per superare i momenti di crisi.

 

2) Per l’abbassamento delle tasse e per una burocrazia che non sia più opprimente servono risorse. Qual è il modello Casartigiani Sardegna? Pensa che con la chiusura di EQUITALIA, la cancellazione degli studi di settore e la nuova Iri si vada nella giusta direzione?

 

La burocrazia e un fisco asfissiante, oltre le contingenze della politica economica internazionale, sono le cause di questa crisi; finché non si inverte la rotta su questi punti sarà difficile risollevarsi.

In Sardegna oltre alle suddette cause della crisi subiamo un più alto costo dell’energia e dei trasporti che attanagliano la nostra economia. Dobbiamo far pesare in sede europea la nostra insularità per farla tornare un vantaggio anziché un gap.

Oggi concorrere con la produzione a basso costo, con la grande distribuzione, con i prodotti dei paesi emergenti è sempre più difficile; per riuscire ad emergere dobbiamo da una parte adattarci al mercato sfruttando i nuovi strumenti che possiamo avere a disposizione come per esempio l’e-commerce, dall’altro lato riuscire a soddisfare la sempre maggior richiesta di qualità, di artigianalità, di personalizzazione del prodotto che il mercato sempre più richiede.

 

3) Cosa ne pensa dell’esito del Referendum?

 

Casartigiani Sardegna non ha dato indicazione di voto ai suoi associati pur intuendo che il No avesse un’ampia maggioranza. Questo referendum ha fatto emergere una voglia latente di partecipazione democratica che non può che essere positiva; in Sardegna inoltre l’esito che ha visto prevalere il No è stato molto netto sia per un evidente malcontento verso il governi nazionale e regionale sia per un probabile timore di perdere le proprie prerogative istituzionali, evidentemente considerate ancora di una certa importanza.