Territorio 03 Luglio 20

Maggiore chiarezza sul fondo perduto per le imprese artigiane siciliane

quotidianodisicilia.it

A chiederla alla Regione sono Cna, Confartigianato, Casartigiani e Claai: “Non c’è più tempo da perdere”. Si vogliono conoscere le linee guida per dare sicurezza alle aziende duramente colpite dalla pandemia

PALERMO – Contributo a fondo perduto in Sicilia, CNA, Confartigianato, Casartigiani e Claai chiedono l’intervento della Regione Sicilia: “Non c’è altro tempo da perdere, vogliamo conoscere le linee guida della Regione”, questa la richiesta per dare sicurezza alle imprese che hanno subìto un duro colpo in questi ultimi tre mesi.

“Anche le misure più efficaci se non sono tempestive e non seguono una procedura lineare, trasparente e coerente, rischiano di tradursi in un bluff, oltre che a produrre un danno e a disattendere legittime aspettative”, le associazioni degli artigiani prendono così posizione per sollecitare il governo regionale circa la predisposizione delle linee guida rispetto alla richiesta per l’erogazione del fondo perduto, previsto nella Finanziaria, destinato alle imprese siciliane colpite dalla pandemia.

“Il tempo è denaro – affermano i rappresentanti della Organizzazioni datoriali – e specie in una fase così drammatica e delicata, innescata dagli effetti devastanti legati al lockdown il già fragile tessuto economico dell’isola attende risposte concrete, immediate e chiare. Non si comprende tutta questa attesa – aggiungono Piero Giglione (segretario CNA), Andrea Di Vincenzo (segretario regionale di Confartigianato imprese Sicilia), Maurizio Pucceri (Casartigiani) e Orazio Platania (presidente UPLA/CLAAI) –, ci sono 150 milioni di euro che vanno messi rapidamente nel circuito produttivo al fine di mitigare i danni subiti dalle aziende, alle prese con una faticosa ripartenza.

Parecchie sono in affanno e rischiano addirittura di non trovare la forza per tornare a produrre e a lavorare. Qui non servono più parole, annunci ed impegni, ma solo e soltanto azioni e provvedimenti da tradurre urgentemente in aiuti agli artigiani e alle piccole e medie imprese, che rappresentano l’ossatura del nostro sistema economico”.

Una pandemia economica globale sta investendo il comparto produttivo. Molte aziende rischiano di chiudere, altre si sono già cancellate dal registro delle imprese. Cosa fare? “Fare in fretta e fare bene – avvertono – sono le due leve da azionare con sollecitudine per mantenere in asse i segmenti produttivi che, seppur provati e fortemente danneggiati, mantengono viva la speranza della ripresa sociale ed economica dei nostri territori e delle nostre comunità.

Il fondo perduto certamente non risolverà la grave crisi determinata dall’emergenza sanitaria – proseguono – ma è una misura compensativa molto attesa e apprezzata dagli operatori economici”.

A chi dovrà essere estesa? “Al maggior numero di imprese attraverso modalità e procedure di partecipazione che vanno concordate e condivise nel segno della trasparenza e di criteri di accesso oggettivi ed inclusivi. Chiediamo di conoscere, in tempi brevi, i parametri e il perimetro all’interno del quale l’erogazione del fondo perduto dovrà muoversi e agire a favore delle imprese siciliane. Non c’è altro tempo da perdere”.

L’importo del contributo è commisurato alla perdita del fatturato e dei corrispettivi subita a causa dell’emergenza da Coronavirus. Non spetta a tutti ovviamente. Per accedere al Fondo perduto 2020 è necessario possedere alcuni requisiti generali e specifici, soddisfatti i quali è poi possibile accedere direttamente al sito dell’Agenzia delle entrate e compilare le domande telematicamente, tramite procedura web o software. Attenzione però: il soggetto che ha percepito il contributo in tutto o in parte non spettante, anche a seguito di presentazione di istanza di rinuncia, può regolarizzare l’indebita percezione, restituendo spontaneamente il contributo, i relativi interessi e versando le relative sanzioni mediante applicazione delle riduzioni del ravvedimento operoso.