Casavideo 12 Ottobre 18

L’arte guantaia parte da Napoli

Alla fine di Settembre si è tenuto il vernissage della Mostra Evento “Gabriele D’Annunzio ispira l’Arte Guantaia” e in tal occasione, Fabrizio Luongo segnala il ruolo determinante dell’Artigianato napoletano, tramite l’esponente di punta e di prestigio conclamato, Simona Colonna, della “Duecci Guanti”, che per nostro vanto, è responsabile del comparto moda di CASARTIGIANI Napoli.

Quando si tocca l’argomento D’Annunzio scatta un qualcosa per retaggi familiari e culturali.

Concordiamo pienamente con la ratio culturale di questo Evento, perché i Guanti sono l’espressione metaforica più significativa di questo straordinario personaggio che fece di tutto, va ricordato, per impedire l’alleanza con Hitler, definito da Lui, “l’imbianchino della pennellessa”.

Ci piace ricordarlo per la Sua grande poesia ma anche per la convinzione che vivo ancora Lui, che scomparve nel ’35, forse non vi sarebbero state né l’abominio delle leggi razziali, né l’entrata in guerra con il vituperato Terzo Reich. I guanti stanno a significare, forse, una Sua concezione snobistica del mondo, ma anche, un livello di eleganza che diviene tocco delicato e metafora della Poesia. Nella nostra personale mostra fotografica i guanti diversificati accompagnano il Vate nel Suo suggestivo percorso. Guanti da pilota di automobile, guanti da aviatore, guanti da cavallerizzo, guanti eleganti, guanti da amatore, guanti da poeta, quelli che espongono la propria pelle, a toccare la realtà, per renderla migliore, il tutto, poi, sublimato dalle Sue gesta, come quelle dell’alter ego “Andrea Sperelli”.

Altra cosa che va denotata è un certo qual risveglio culturale della città di Napoli che ruota su miriadi di iniziative sul Cristo Velato e sul MAN per dare respiro all’ingegno e al riscatto. In questo caso la Mostra non è a Napoli ma al Vittoriale, ma, che, artigiani-artisti come Simona Colonna partecipino ad iniziative così suggestive dà il senso di quale forza e di quanta energia ci sia in questa abbandonata, risorta Patria, perché sia chiaro, Napoli è una Patria, non come Roma, dove i romani sono sempre intenti a fregarsene di tutto e di tutti o come Milano, dove i milanesi sono sempre intenti a perseguire i loro interessi.

Il Vate cantò il “Notturno” in un momento di cecità e la Sua evocazione fa rivivere la metafora in tempi di buio e di decadenza. Ci fosse almeno Lui a cantarne la dolente melodia implicitamente speranzosa.

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