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Intervento di Mario Bettini, Presidente CASARTIGIANI Lombardia

Intervento del Presidente Mario Bettini effettuato durante la call conferenza stampa di questa mattina in Unioncamere Lombardia in occasione della presentazione dei dati della congiuntura manifatturiera artigiana e industriale del terzo trimestre

Intervento di Mario Bettini,
Presidente CASARTIGIANI Lombardia
in rappresentanza di
Casartigiani, Confartigianato, CNA e CLAAI

Il contesto politico ed economico globale continua ad essere socialmente influenzato dagli impatti del Covid-19 e delle misure messe in campo dai Governi. La pandemia continua a costituire una grande incognita a livello globale, alternando i propri effetti sui continenti di volta in volta interessati.
Nelle ultime settimane si è verificato un miglioramento della situazione complessiva nelle Americhe, ma è tornato a preoccupare fortemente il quadro europeo e quindi quello italiano.
Il miglioramento rispetto alla drammatica situazione del secondo trimestre è evidente e si estende a tutte le variabili, a partire dal fatturato e dal tasso di utilizzo degli impianti. Questi dati ci confortano, in quanto confermano che il rimbalzo nel terzo trimestre c’è stato, in modo particolare per l’industria ma anche per l’artigianato. Oramai l’andamento economico in Italia e in modo particolare in Lombardia è paragonabile ad un su e giù preoccupante.
Il permanere della pandemia fa sì che l’uscita dalla recessione sia incerta nei tempi e possa risultare lenta. Pertanto, oltre a gestire al meglio la crisi, limitando i danni per la salute dei cittadini e gli effetti negativi sul sistema produttivo, è importante guardare in avanti, al Paese, al sistema economico che vorremmo avere dopo la pandemia.
Diventa vitale oggi, mettere in campo ai vari livelli istituzionali provvedimenti e misure che abbiano come obiettivo quello di recuperare un adeguato tasso di crescita per salvaguardare le imprese e l’occupazione e gli aspetti sanitari e sociali.
La recessione in corso tende invece a ridurre il già modesto tasso di crescita potenziale dell’economia. I motivi sono vari: in primis la confusione e l’incertezza sanitaria, i nuovi scenari geopolitici, la debolezza degli investimenti delle imprese, il maggiore indebitamento pubblico e privato, la stagnazione del mercato interno, la difficoltà nell’ adozione di nuove tecnologie, la formazione del capitale umano, senza dimenticare il credito, la burocrazia e la pressione fiscale.Quindi le priorità di oggi della politica economica dell’Italia non cambiano rispetto a quelle del passato, anzi diventano impellenti, come accrescere gli investimenti privati e pubblici, aumentare la spesa in ricerca e sviluppo, migliorare la qualità dell’istruzione, occorrono quindi concrete azioni di semplificazione nella PA e ridisegnare gli strumenti fiscali e di welfare.
L’imperativo deve essere quello di uscire al più presto da questa recessione cercando di diventare un paese più dinamico, innovativo e inclusivo, soprattutto per i giovani. A livello regionale, alla luce del covid, diventa sempre più rilevante che le nostre imprese possano contare su un sistema pubblico-privato che le sostenga e lavori in sinergia. Devo ringraziare l’assessore Mattinzoli e la sua squadra che hanno saputo mettere, sin dall’inizio di questa difficile partita, in campo misure a favore e sostegno delle imprese in sintonia con il mondo associativo e il sistema camerale attraverso un accordo di programma.E’ di ieri un nuovo provvedimento che mette a disposizione ancora somme per le nostre categorie e anche per questo lo dobbiamo ringraziare.
In tema di credito diventa strategico mobilitare al meglio le risorse giacenti in Finlombarda per incentivare investimenti competitivi nelle micro e piccole imprese e per potenziarne le loro chance di accesso al credito.
Per quanto riguarda il focus sull’impresa 4.0 evidenzia che qualche timido passo è stato fatto dalle imprese artigiane anche grazie all’emergenza Covid e ai contributi messi in campo. La strada è ancora in salita basti pensare che non tutti i territori possono usufruire della banda larga.

Concludendo.
La nostra preoccupazione per l’instabilità geopolitica è grande. Purtroppo il governo centrale nonostanti la buona volontà e l’impegno costante manca di quella caratura politiche che in queste temperie sarebbe indinspensabile per catalizzare una maggior fiducia dei cittadini e delle imprese. Non vogliamo concludere senza una nota di speranza: attendiamo fiduciosi la ricostituzione, per quanto possibile, di un senso unitario fra le forze politiche e sociali, perché la nostra Repubblica non sia più divisa, ma trovi come ha detti il Presidente Mattarella una convergenza d’intenti, indispensabile per superare questa emergenza sanitaria economica e di valori. —