• Racconti Artigiani

Il marconista della tenda rossa

Giuseppe Biagi detto “Baciccia”, il marconista della tenda rossa, morì il 2 novembre del 1965, fino a pochi mesi prima era stato addetto ad una pompa di benzina, sulla via del mare tra Roma e Ostia.
I giornali riportarono la notizia, non senza rievocare, con grandi editoriali, quella leggendaria avventura del dirigibile Italia capitanato dal generale Nobile, ma pochi si interrogarono sul perché l’eroico marconista fosse finito dimenticato da tutti a fare il “benzinaio “ ad un’età non più tenerissima (era nato a Medicina (Bo) nel 897). La cosa non deponeva bene per l’Italia del “boom” e delle rinnovate identità socio culturali, che dimenticava i suoi eroi, umili e discreti.
Biagi, nell’intimo, era un artigiano , con grandi competenze di elettricità , aveva scelto di fare il marconista nell’esercito , per vocazione sensibile al fascino tutto italiano di questa suggestiva teleologia cui un grande italiano come Guglielmo Marconi aveva genialmente avviato i principi.
La dimenticanza di tutti, su Biagi, era colpevole, eppure non erano passati neanche quaranta anni da quel 24 maggio 1928 in cui Nobile e il suo equipaggio avevano fatto cadere, sul Polo, una croce con la bandiera tricolore , ma sembrava passato più di un secolo. Il secondo conflitto mondiale aveva fatto spartiacque e i tempi si erano dilatati
Al Futurismo, si era sostituito, seppur ormai stanco, il post Neorealismo; agli immancabili destini della Patria, il “boom economico” e la dolce vita; a Roma capitale dell’impero, Roma capitale del cinema; al fucile e moschetto, la macchina da presa e la macchina fotografica, ma vivaddio alla dittatura una democrazia giovane, ma speranzosa.
Anche i giovani non erano più quelli , ai quei tanti ragazzi pronti a morire per l’Italia si erano sostituiti quelli della Beat generation, i “capelloni”. “Baciccia” non capiva più quella società e quella gioventù, la sua testa i suoi occhi erano rimasti sul Pack, in quella tenda rossa (così colorata per farsi vedere dai soccorsi) con il suo generale e gli altri compagni. Quando d’estate vedeva quella “gioventù bruciata” andare verso il mare e tornare “arrostita dal sole” pensava a quei momenti di apprensione, quando la sua radio di fortuna non funzionava, riceveva ma non veniva sentita, a lui che pregava la Madonna finché, la grazia non gli fu concessa (la sua cuffia è ancora ben visibile tra gli ex-voto al Santuario del Divino Amore) e il radioamatore russo, il giovane, Nciolaj Schimidv lo aveva intercettato dando l’allarme.
Quando vedeva i tanti episodi di meschinità e di cialtroneria che il cinema neorealista impietosamente ma magistralmente riecheggiava pensava a quando non aveva voluto abbandonare i suoi compagni feriti nella “tenda rossa” per andare verso la salvezza , come ogni buon marconista, che non abbandona la nave, finché tutti non sono in salvo . Lui eroe abbandonato e dimenticato da tutti. Pensava al grande Amundsen, che era sparito col suo piccolo aereo nei ghiacci eterni alla ricerca del Suo amico Nobile e dei suoi ragazzi.
Infine al ritorno in sordina , come degli sconfitti , perché  l’Italia fascista non voleva sconfitti, voleva solo vittorie.
Poi, mentre si spengeva vedeva la luce del sole lacerante in contrasto con il freddo insopportabile, il lamento disperato dei feriti, la paura incontrollata quando gli orsi feroci aggredivano la tenda.
Ogni uomo porta con se il suo tempo e non può sopravvivere ad esso, anche se è discreto e si nasconde anche se si mimetizza per sfuggire al destino, quel destino che già una volta è stato generoso, ma non dimentico. Biagi umile eroe, artigiano-marconista, benzinaio, testimone di epiche gesta che non aveva voluto e scelto, ma nelle quali aveva saputo interpretare un grande commovente ruolo.
Il Signore è buono, sembra che, adesso Lui e gli altri eroi, siano insieme in un personale Paradiso, là, sulla distesa sterminata di ghiaccio, ma senza sentire il freddo, senza sentire i morsi della fame e senza avere paura.

P.S. Per chi volesse approfondire consigliamo lo splendido film con Sean Connery e Biagi interpretato dal mio amico Mario Adorf “La tenda rossa” che si può trovare in DVD e  “Giuseppe Biagi eroe dimenticato” di Irene Rosa Calissi, libro del 2002

G.B.

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