Racconti Artigiani

Il liutaio di Cremona

L’origine del violino è avvolta nel mistero di circa 500 anni fa. La culla di questo nobile angelico strumento è Cremona. Qualche rivalità con Brescia e Bologna, ma ormai universalmente è riconosciuta Cremona, grazie soprattutto alla Famiglia Amati, che produsse, per prima, strumenti di grande qualità soddisfacendo le corti italiane e straniere.

La trasformazione, che portò il violino ad assumere le sue forme attuali, avvenne gradatamente ad opera forse proprio di Andrea Amati: legno sceltissimo (di abete) , vernice giallo ambra , corde che arrivano a raggiungere grandi sonorità e la grande mano del Maestro. Il Liutaio più conosciuto e forse più grande è stato Stradivari allievo di Nicola Amati.

Sapeva “leggere” come pochi, il legno da usare, ma la caratteristica del suono è dovuta dal composto di silicato di potassio e calcio, usato per la preparazione, migliorò la curvatura, uniformò lo spessore e l’inclinazione del legno, intensificò il colore della vernice .Ma forse il vero motivo che rese gli Stradivari, Stradivari, oltre alla mano del Maestro, sta nel fatto che in quei primi anni del 700 si visse in una piccola era glaciale, insistentemente piovosa, che permise la crescita solo di alberi, i più forti e resistenti, che il Maestro sceglieva personalmente in Val di Fiemme in Trentino. Stradivari è morto nel 737 a Cremona e fu tumulato nel nella Basilica Di S. Domenico, laddove adesso, c’è una lastra tombale.

Nel 2006 uno Stradivari è stato battuto all’asta per 1.790.000 sterline da Christe’s a Londra.

Ma forse il Liutaio di Cremona più suggestivo, misterioso e mistico, una vera leggenda, è Giuseppe Guarneri detto “del Gesù” per la sua abitudine di firmare i suoi strumenti all’interno della cassa armonica con la sigla IMS sormontata da una croce. Guarneri , tramandato al romanticismo, come il liutaio “maledetto”, il liutaio, che finisce in carcere per aver accoltellato un uomo.

Queste credenze trovano alimento in un abbandono, datato tra i venti e i trenta anni di età di Giuseppe dall’attività di liutaio . Anni, in cui avrebbe vissuto esperienze esoteriche, forse alchemiche, per poi tornare ad aiutare il padre malandato, nella bottega e dare alla luce capolavori. Certo, in quel decennio deve aver ritrovato per un misticismo devoto e rimosso o rimpianto, il suo vivere quotidiano con un travaglio, che lo portò a dedicare ogni sua opera a Gesù. Guarneri si spense nel 44 a Cremona con il conforto dei sacramenti lasciando una vedova austriaca che si risposerà e nessun figlio, ma alcuni strumenti che aspettano la mano di Dio, per suonare.

Nicolò Paganini suonò un Guarneri del Gesù , il famoso “cannone” di Paganini, per il suono potente che lo distingue dagli Stradivari. Oggigiorno il Maestro Uto Ughi suona un Guarneri per i suoi concerti. Nel 2008 all’asta di Sothebis di Londra, un violino del Gesù è stato aggiudicato per quasi 4 milioni di dollari. Si dice che quando è terso con l’avvicinarsi della sera, quando c’è vento da nord, in quelle terre sempre più orgogliose, leggero si senta un suono, lontanamente, come un sospiro del tempo, che a volerlo è musica di violino. Il violino di Gesù. 

G.B.

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