In primo piano 07 Dicembre 20

GOVERNO: INDIETRO SU RECOVERY FUND, MANCA UNA VISIONE. IL MONDO PRODUTTIVO NON COINVOLTO NELLE SCELTE

Abbiamo passato 6 mesi tra Stati generali, precise richieste su priorità sull’uso del Recovery Fund, interventi strutturali, riforme in coerenza con le linee guida della Commissione Ue e lezioni apprese in 25 anni di bassa crescita. Al Ministro Patuanelli riconosciamo sensibilità e collaborazione su temi come Industria 4.0. Ma che sul Recovery il governo sia indietrissimo su progetti e governance è e resta un fatto oggettivo e innegabile”. Questo il commento di Confindustria affidato a una nota, in merito alle dichiarazioni del Ministro dello Sviluppo Stefano Patuanelli che, nel corso di un webinar del Messaggero, aveva escluso ritardi sui piani d’impiego del Recovery Fund. “Se lo diciamo è per cambiare marcia, nell’interesse del Paese, ascoltando noi e le forze sociali. Non per calcoli politici che non ci appartengono” concludeva la nota. “Il mancato coinvolgimento del mondo produttivo è, purtroppo, la più grande carenza dell’azione di Governo che ormai stiamo riscontrando da troppo tempo” ha affermato il Presidente Carlo Bonomi, nel corso dell’evento digitale Smartland, organizzato dal Sole 24 Ore. “Anche negli interventi adottati per fronteggiare gli impatti economici e sociali della pandemia, le imprese hanno dovuto reagire quasi sempre a cose fatte e senza consultazione o verifica preventiva” – ha aggiunto. “Solo adesso il governo sembra rendersi conto di dover provvedere a indennizzare le imprese, e comunque lo sta facendo con misure frammentarie, non risolutive e non compensative della voragine che si è aperta nei conti aziendali nel corso del 2020, mentre sarebbe stato necessario farlo fin dall’inizio del lockdown, come hanno ampiamente fatto altri partner europei e in modo universale” ha evidenziato il Presidente. Secondo Bonomi “sarebbe bastato chiedere a una qualsiasi azienda quale fosse il primo problema da risolvere per sapere che è mancata la copertura
dei costi fissi, rispetto alle minori entrate generate dalle restrizioni amministrative, la cui soluzione non è certamente quella di ricorrere al debito. Il Presidente ha sottolineato come “non era e non è accettabile che le imprese non vengano coinvolte preventivamente nella gestione dell’emergenza economica prodotta dalla pandemia e, a maggior ragione non lo sarebbe per definire strategie e interventi per uscirne e per la ripresa. Non si tratta di una pretesa o di un atteggiamento ostile – ha fatto notare il Presidente – sono le stesse linee guida della Commissione che prescrivono il coinvolgimento dei partner economici e sociali nella definizione del Pnrr per dare maggiore efficacia alla loro attuazione”. Inoltre, nel corso dell’Assemblea di Confindustria Umbria, il Presidente Bonomi ha ricordato l’appello lanciato per un Patto per l’Italia a fine settembre, sottolineando di non aver ricevuto alcuna risposta. “A nessuno interessa il futuro di questo Paese, ma non cederò, perché voglio un futuro migliore per il nostro Paese e i nostri figli. Abbiamo l’occasione per dare una direzione nuova ed è su questo che vorrei fare una bella discussione, confrontarmi con il Governo e fra parti sociali” ha detto Bonomi. Nel corso del suo intervento il Presidente è tornato sul tema della formazione, uno degli asset su cui costruire il futuro del Paese. “Anche noi abbiamo commesso degli errori sulla formazione, pensando che stesse fuori dalle nostre fabbriche e nei decenni scorsi ce ne siamo occupati poco. E’ stato un errore perché oggi non troviamo più quel capitale umano necessario per le imprese, per il Paese e per la stessa Pa, che deve gestire le risorse che arrivano dalla Ue”. E questo, ha aggiunto Bonomi “in un Paese che ha dimostrato di non sapere usare i fondi coesione perché non ha la capacità di progettare, realizzare e rendicontare. Nella Manovra di bilancio non c’è nulla sulla formazione, mentre è il centro e lo sviluppo di un Paese e noi dobbiamo averne un’ossessione maniacale” ha concluso il Presidente Bonomi.

 INDUSTRIA 4.0: ACCOLTE LE PROPOSTE DELLE IMPRESE, DRIVER FONDAMENTALE MA ANCORA NON CHIARA L’OPERATIVITA’ DEL PIANO

“Industria 4.0 è stato il frutto di una visione condivisa. Si erano intuite le potenzialità di un driver in grado di avviare e sostenere una rivoluzione industriale. La pandemia ha bloccato tutto ma industria 4.0 era già stata ridimensionata ancora prima”. Lo ha detto il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, nel corso dell’evento digitale Smartland, organizzato dal Sole 24 Ore in merito alla proposta del Ministro Patuanelli di un road show per spiegare alle imprese gli strumenti. “E’ quindi positivo – ha aggiunto – che il piano transizione 4.0 sia stato incluso nel prossimo piano nazionale di ripresa e resilienza. E questo è avvenuto accogliendo le nostre proposte di continuità rispetto a questi interventi per le imprese. Ma siamo ancora in attesa di sapere come e in che termini questo piano si collocherà e troverà effettiva operatività e diffusione in un processo complessivo del Paese“.

B20: OPPORTUNITA’ UNICA PER RILANCIARE L’ITALIA SULLA SCENA GLOBALE E MOSTRARE L’ECCELLENZA DELL’INDUSTRIA

“La presidenza italiana del G20 e del B20 “è un’opportunità unica dal punto di vista politico e lo è anche per l’industria dal momento che, come B20, riuniremo la più grande business community mondiale con mille aziende, tutte le più importanti federazioni industriali e circa 3mila partecipanti. Ma sarà anche l’occasione per mostrare le eccellenze dell’industria italiana e la nostra leadership su un palcoscenico globale”. Così Emma Marcegaglia, chair del B20, in un’intervista al Sole24Ore all’indomani dell’assunzione dell’Italia, per la prima volta nella storia, della presidenza del G20. In parallelo Confindustria sarà alla guida G20 Business Summit, il più autorevole tra i gruppi d’ingaggio istituiti dal G20, riservato alle imprese e alle loro organizzazioni di rappresentanza. “Stiamo attraversando la peggiore crisi dagli anni ’30 in termini di impatto economico e sociale – ha detto Marcegaglia – molto più impattante di quella del 2008 che è stato l’unico momento in cui, se guardiamo alla sua storia, questo consesso internazionale ha inciso in modo significativo”. Per cui la presidenza italiana del G20 e del B20 “potrebbe segnare una strada e offrire l’opportunità di ragionare su come uscire definitivamente dalla pandemia fornendo un contributo vero alla soluzione dei tanti problemi già esistenti e che il Covid ha fatto esplodere: dal rallentamento dell’economia mondiale alla crisi del multilateralismo, alla debolezza delle istituzioni internazionali al climate change, fino all’acuirsi delle disuguaglianze”.

ENERGIA: RESTITUIRE ALLE IMPRESE 3,4 MLD DI ADDIZIONALI SULLE ACCISE ELETTRICHE IMPROPRIAMENTE VERSATE. APPELLO DELLA DATORIALI

“E’ necessario l’avvio di un confronto sulle iniziative da adottare per consentire il recupero di 3,4 miliardi di addizionali illegittimamente versate per le annualità 2010 e 2011”. In una nota congiunta, le Associazioni datoriali – Casartigiani, CNA, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti, Confindustria e Utilitalia – hanno chiesto al Ministro Gualtieri un incontro urgente sul tema delle addizionali provinciali sulle accise sull’energia elettrica, dichiarate in contrasto con la disciplina europea.
“Pur consapevoli della rilevante portata finanziaria dei rimborsi in questione – si legge nella nota – si tratta anche di una importante questione di principio, che vede la tutela dell’affidamento e la certezza del diritto al centro del rapporto tra Amministrazione finanziaria e contribuente. Specie in un periodo storico e complesso come quello attuale, in cui il tessuto produttivo del Paese è messo a dura prova, è quantomai urgente trovare una soluzione tempestiva per l’individuazione di un percorso che porti al riconoscimento dei rimborsi di quanto indebitamente versato” concludono le imprese.