In primo piano 18 Dicembre 20

Dati dell’occupazione nella Nota congiunta relativa al terzo trimestre 2020. Cresce il lavoro nell’ultimo periodo, ma ancora in calo su base annua.

Roma, 18 dicembre 2020 – Ministero del lavoro, ISTAT, INPS, INAIL e ANPAL hanno pubblicato oggi la Nota trimestrale congiunta sulle tendenze dell’occupazione nel terzo trimestre 2020.

 

Dal quadro d’insieme dei dati provenienti dalle diverse fonti istituzionali emerge che nel terzo trimestre 2020 l’input di lavoro misurato in termini di ULA (Unità di lavoro equivalenti a tempo pieno) mostra una sostenuta crescita sotto il profilo congiunturale (+18,3%) ma ancora un calo su base annua (-4,6%). Tale dinamica è influenzata dal forte recupero congiunturale dei livelli di attività economica, con il PIL che nel terzo trimestre 2020 ha segnato una crescita congiunturale del 15,9%. Anche l’occupazione risulta in aumento rispetto al trimestre precedente e in diminuzione su base annua.

 

Da quanto emerge dall’analisi delle Comunicazioni Obbligatorie, ovvero dall’andamento dei flussi giornalieri di assunzioni e cessazioni dei rapporti di lavoro dipendente, rispetto alla riduzione del trimestre precedente, la crescita congiunturale delle posizioni lavorative dipendenti (+280 mila posizioni) è dovuta alla ripresa di quelle a tempo determinato (+183 mila) e al proseguimento della crescita delle posizioni a tempo indeterminato (+97 mila).

 

In termini tendenziali, nel complesso, al 30 settembre 2020 rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente, il saldo di 281 mila posizioni in meno è dovuto a una diminuzione di 1 milione 722 mila attivazioni di rapporto di lavoro dipendente (-434 mila a tempo indeterminato e -1 milione 288 mila a termine) e un calo di 1 milione 441 mila cessazioni (-294 mila a tempo indeterminato e -1 milione 147 mila a termine).

 

A livello territoriale, alla crescita congiunturale nel Nord (+0,2 punti) e, soprattutto, nel Mezzogiorno ( +0,6 punti) si contrappone il calo del Centro (-0,3 punti); nel confronto tendenziale il calo del tasso di occupazione riguarda in maggior misura il Centro e il Nord (-2,3 e -1,7 rispettivamente) rispetto al Mezzogiorno (-0,6 punti).