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COVID-19: ESTENSIONE OBBLIGATORIETÀ DEL GREEN PASS

Roma, 13 settembre – Green pass a tappe per arrivare ad una estensione dell’obbligo del certificato per tutte le categorie di lavoratori. È il piano del Governo per mantenere sotto controllo la curva epidemiologica e scongiurare nuove chiusure.

Un percorso chiaro, confermato anche dalle parole del Premier, che ha visto nei giorni scorsi l’approvazione del nuovo decreto di estensione della certificazione per i lavoratori della scuola, dell’università e le Rsa. Si parla dei dipendenti delle ditte di pulizia, delle mense, di chi deve effettuare lavori di manutenzione. Le nuove norme saranno in vigore fino al 31 dicembre 2021, data di cessazione dello stato di emergenza.

Dal 1° settembre era già scattato l’obbligo di green pass per il personale scolastico e per viaggiare sui treni a lunga percorrenza, sulle navi e in aereo anche nelle tratte nazionali. E in precedenza, dal 6 agosto, per entrare in zona bianca e gialla in ristoranti e piscine al chiuso, musei, teatri, cinema palestre, sale giochi, fiere. Nonché per partecipare a spettacoli dal vivo, concorsi, sagre.

Anche la Camera, nella seduta del 9 settembre, ha approvato in prima lettura il disegno di legge per la conversione del decreto che ha istituito il green pass (D.L. n. 105/2021). Tra le modifiche al provvedimento – che è passato ora al vaglio del Senato – l’estensione della durata della certificazione da 9 a 12 mesi non solo per i vaccinati con una e due dosi, ma anche per le persone guarite dal Covid-19 e per le quali, attualmente, è prevista una validità di 6 mesi. Il certificato verde, inoltre, si potrà ottenere anche con test salivari, ora equiparati agli altri tamponi.

Al vaglio del Governo e delle Forze politiche c’è adesso il tema legato ai tempi ed alle modalità di estensione della certificazione nelle aziende private e nella parte restante del mondo produttivo rimasto escluso. CASARTIGIANI è naturalmente favorevole ad ogni provvedimento finalizzato alla tutela della salute delle persone e la salvaguardia delle attività produttive e della vita sociale.

E’ assolutamente prioritario scongiurare ogni possibile ipotesi di ulteriori restrizioni alle attività delle imprese. Il green pass, secondo il giudizio della Confederazione, può offrire in tal senso un duplice vantaggio: riduce in modo consistente il rischio di contagio nei luoghi a maggiore densità di persone e a più lunga permanenza contribuendo ad allentare, se non eliminare, le misure restrittive che ancora penalizzano un lungo elenco di attività e luoghi (stadi, teatri, cinema, palestre, trasporti collettivi); rappresenta un forte incentivo a vaccinarsi evitando di arrivare all’obbligo universale sul quale ci sono diversificate perplessità non tanto per motivi sanitari quanto per motivi filosofici e di principio. Infatti non bisogna fare confusione tra il Green pass e l’obbligo vaccinale.

Occorrono però maggiore chiarezza e coerenza sui criteri, sull’ampiezza del perimetro di applicazione, e soprattutto occorre limitare al massimo gli oneri e le responsabilità a carico degli operatori economici che non possono essere chiamati a garantire funzioni spettanti alla sfera del servizio pubblico.

 

 

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