In primo piano 05 Febbraio 20

CASARTIGIANI, Brexit pesa sulle imprese

da Daily  Verona Network

5/2/2020

Valore dell’export veneto verso il Regno Unito pari a 3,6 miliardi di euro di beni (dati Unioncamere 2018) e bilancia commerciale positiva per 2,9 miliardi. Si può certificare con questi due numeri il livello di preoccupazione degli imprenditori veronesi e veneti nei confronti della Brexit. L’uscita traumatica dall’Unione Europea potrebbe pesare per oltre il 2,1% sul Pil veneto. Anche perché il valore del nostro export regionale, al terzo trimestre 2019, ha sfiorato i 2,8 miliardi di euro, in crescita rispetto ai 2,6 miliardi dello stesso periodo del 2018 (dati Istat).

«Anche in Italia si dovrebbe affrontare il tema – analizza il segretario generale di Casartigiani Verona Andrea Prando – non per uscire dall’Unione, ma perché cambi l’atteggiamento su alcuni temi che fanno soffrire le nostre imprese. È evidente che la Brexit avrà ripercussioni sulle aziende venete, arrivando a pesare fino al 2,1% del nostro Pil regionale. Le nostre imprese esportano da sole nel Regno Unito il 15,6% del totale nazionale. Parliamoci chiaro, per noi è come avere un fratello che esce di casa sbattendo la porta perché non condivide le regole di una famiglia troppo allargata e di una imposizione dall’alto troppo vincolante. Imposizioni e regole che mettono in sofferenza anche le nostre aziende».

I dati dimostrano come il Veneto sia una regione economicamente molto legata al mercato inglese. I settori con maggiori vendite dal Veneto al Regno Unito sono quello dei macchinari (quasi 570 milioni di euro di beni venduti nel 2018 e un aumento del 6,3% rispetto all’anno precedente), delle bevande, in particolare dei vini (495 milioni, +4,9%), dell’abbigliamento (265 milioni, +9,2%), degli occhiali (258 milioni, +4,8%) e dei mobili che però segnano il passo con un saldo negativo, ma con valori assoluti interessanti (248 milioni, -5,9%).

«Nel complesso – sottolinea Prando – nell’ultimo anno le esportazioni sono aumentate del 2%, con una crescita che, nella prima parte dello scorso anno, è arrivata a salire anche del 7,5%, effetto delle maggiori scorte delle aziende inglesi per tamponare eventuali blocchi alle frontiere o compensare almeno temporaneamente l’eventuale impennata dei dazi. La cosa ben chiara a tutti è che Boris Johnson ha saputo affermare il principio che a casa sua comandano leggi fatte da loro e su questo – continua Prando – anche in Italia, qualche riflessione in più la si dovrebbe fare, visti alcuni regolamenti che penalizzano fortemente il nostro modello produttivo».

Notizie dalle associazioni casartigiani di tutta italia Diffondere la coscienza dei valori dell’Artigianato nel suo ruolo storico quale primaria forza sociale, economica e culturale.

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