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Cara Italia amate sponde (Rubrica AVENTINUS)

Una cosa l’abbiamo capita e soprattutto, noi dell’artigianato perché abituati al sacrificio la comprendiamo molto bene, indipendentemente da chi comanda, qui non ne usciamo fuori, se non cominciamo, come negli anni più difficili della nostra Patria, a rimboccarci le maniche, ancora di più. Anche perché non tutti lo fanno se non hanno la responsabilità di un laboratorio o un’azienda. Viene in mente Jack Kennedy che sembrava essere un artigiano, con il Suo mantra filosofico “non pensate a quello che lo Stato può fare per voi, pensate a quello che potete fare voi per lo Stato” che poi nella pratica quotidiana si mutua nel non pensare a quello che possono fare gli altri per te, pensa a quello che puoi fare tu per gli altri. Lo so, siamo fuori dal mondo, siamo anacronistici e analogici; oggi è epoca di Facebook, di Trump non di Kennedy, di egoismi, egotismi ed egocentrismi, un’epoca che se non si inverte la rotta etica, non va a finire bene. Noi non siamo industria punto quattro, siamo artigiani punto e basta.

Per esempio, nel nostro Paese le cose non vanno bene a causa forse di alcune figure stereotipate e frequenti, evasori a parte che sono disonesti, pur nella legittimità di poterlo fare, i delocalizzatori e dall’altra parte dei parassiti del posto fisso esasperato, alla Checco Zalone, da Prima Repubblica. Sono i due corni dello stesso problema generato dall’egoismo. Mentre molti giovani soffrono ad iniziare. Datemi retta, amici, scegliete un mestiere artigiano e venite tra noi!

Ci viene in mente, sempre, qualche nostro amico artigiano saggio e filosofo di cui ricordiamo la voce e le parole, ma soprattutto lo sguardo dignitoso e la postura retta. Uno di questi faceva, ad esempio, il corniciaio (ricordate quanti erano i negozi di cornici negli anni ‘80 e ‘90 che adesso sono tutti chiusi o quasi?). Gente sensibile, dotata anche di una certa cultura e sempre di una grande educazione. Una volta mi disse “ricordati sempre che comunque vada la giornata in questa cara Italia, tra le amate sponde, come diceva Vincenzo Monti (che per la verità diceva bella), ognuno torna a casa quando fa notte a vedere la televisione o quant’altro e rimane solo con i suoi pensieri e con i suoi problemi, a volte con il conforto della condivisione di pochi cari. Io, mi ritiro invece nella mia bottega, che per necessità ho fatto anche abitazione o abituro, ma nella quale ritrovo tutta intera la mia dignità, di una vita di lavoro, ma infine di insopprimibile, irrinunciabile libertà. Alzi la mano, chi non faceva fare a un amico corniciaio un quadro, tanto per aiutare la sua economia, e Lui, regolarmente, a sua volta, voleva fartene omaggio gratuito, del quadro o della generosità e allora bisognava trovare il modo di ricompensarlo, rispettando sempre però la Sua Dignità, comprando magari qualcos’altro, ma molto meglio un abbraccio.

Situazioni, che possono accadere, perché l’Uomo ha le sue grandezze nel crepuscolo e all’interno di queste amate sponde.

 

 

 


 

 

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