In primo piano 13 Gennaio 17

Affettuosi saluti dei Presidenti di Rete Imprese Italia al Presidente Gentiloni

A seguire il breve aneddoto del Presidente

 

1920502764744

 

GENTILONI SILVERI ON. PAOLO

PRESIDENTE CONSIGLIO DEI MINISTRI C/0 PALAZZO CHIGI

PIAZZA COLONNA 370

00187 ROMA

 

CARO PRESIDENTE, A NOME DEI PRESIDENTI DI CASARTIGIANI, GIACOMO BASSO, DI CNA DANIELE VACCARINO, DI CONFCOMMERCIO CARLO SANGALLI, E DI CONFESERCENTI MASSIMO VIVOLI, UNITI INSIEME A CONFARTIGIANATO IN R.ETE. IMPRESE ITALIA DESIDERO FARLE GIUNGERE I NOSTRI RALLEGRAMENTI PER IL FELICE SUPERAMENTO DEL SUO RECENTE PROBLEMA DI SALUTE. AUSPICANDO UN SUO VELOCE E PIENO RIETRO IN ATTIVITA’, VOGLIA ACCOGLIERE I NOSTRI PIU’ AFFETTUOSI SALUTI.

IL PRESIDENTE DI RE.TE IMPRESE ITALIA GIORGIO MERLETTI

 

MITT:

 

ASSOCIAZIONE R.ETE. IMPRESE ITALIA

CORSO VITTORIO EMANUELE II 282/284

00186 ROMA

 

 

Quando eravamo ragazzini, nei primi anni ’70 (ma ragazzini davvero, non come oggi che si è ragazzini ancora a 25) eravamo tutti più o meno contagiati , se non altro per ebrezza se non per convinzione, dal clima post sessantottino di anelito e di cambiamento. La suggestione era forte, il “gioco” pericoloso se non altro perché non si capiva, né c’era la maturità di capirlo, dove poi sarebbe andato a parare il tutto, nei terribili anni di piombo e di tragedia. L’amata prudenza della salda educazione, oltre all’istinto filantropico, fecero poi aggio su tutto anche se a qualche occupazione scolastica “un po’ per celia, un po’ per non morir” molti di noi parteciparono. Intendiamoci bene, occupazione “de noantri”, dalle 9.00 alle 14,00, tanto per vedere se, magari, c’era anche qualche ragazza carina e compiacente. Fu in quegli anni di basket e di calzoni scampanati, che dal proletario Galilei, al piccolo borghese Talete, fino ai borghesissimi o Aristocratici Tasso e Giulio Cesare nascevano le leggende, più o meno autoreferenziali , del passaparola  che era un po’ il Facebook di oggi, solo molto più romantico e suggestivo. Tra queste leggende c’era quella che si favoleggiava di un certo Conte “Rosso”, di estrazione nobiliare, di bell’aspetto, di arguzia intellettuale e di salda formazione e pratica cattolica. Rosso, quindi, per la sua connotazione politica estrema e alzi la mano chi, in quegli anni di Beatles e Lucio Battisti, nostro coetaneo, non rimanesse abbagliato magari per poco, magari per rivincita sociale e familiare, senz’altro per protesta compulsiva di ciò che nella vita non si riesce a capire, da quel “rosso” ( o alcuni dal “nero”).

La gran parte, poi rientrata rapidamente tra i moderati, con forte connotazione equilibrata, proprio perché si è conosciuto l’estremo. Questa esperienza è servita per chi ne ha fatto tesoro virtuoso per forgiare i migliori.

Il Presidente Gentiloni non ha bisogno di presentazioni, basta scorrere il suo curriculum su Wikipedia e ne esce quanto di meglio la nostra storia possa esprimere e a questa avrà sicuramente beneficiato, in quell’età di 500 e di capelloni. Vale il giudizio di Corrado Augias, che lo ha definito giovane, preparato e colto. Per questo motivo, per le Sue qualità e soprattutto per l’Italia, in questa difficile fase dove tutto sembra crollare (Banche, Alitalia, Fiat ,ecc.),  per quanto possa durare il Governo, c’è bisogno di gente moderata, colta e seria.

C’è una sola certezza Presidente, l’Artigianato, e in attesa di incontrarci pensiamo come dare ad esso meno Tasse, meno Burocrazia e più Credito.

Tornando a questi anni ’70, se ripercorri un ideale periplo delle scuole romane, senti ancora “Mi ritorni in mente”.