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LA GAZZETTA 11 /10/2007
L’ITALIA HA UN DEBITO DA
PAURA
CHE COSA SI PUO’ FARE PER RIDURLO?
GIORGIO DELL’ARTI
a cura del Service G.L. Srl
Veltroni vuol abbattere il debito pubblico, l’Europa
se la prende con Prodi perché la Finanziaria
è troppo leggera e non ci farà uscire
dal deficit, il governatore della Banca d’Italia
Draghi è critico perché la Finanziaria
ha introdotto “ progressi modesti nella riduzione
dello squilibrio dei conti pubblici “ e non abbatte
la spesa pubblica.
Vedo in arrivo una puntata piena di numeri,
non si potrebbe parlar d’altro, eh?
No, non si può. Ma le spiegherò tutto
per benino. Le due parole su cui concentrarsi sono “deficit”
e “debito”. Non si tratta della stessa cosa.
Il deficit: tu nel 2007 hai speso 100 e incassato 90,
perciò il tuo deficit nell’anno è
di 10. Il debito: tu ti sei comprato casa nel 2000,
hai fatto un mutuo di 200 mila euro e te ne restano
da pagare (mettiamo) 80 mila. Hai un debito di 80 mila
euro. Per pagare il tuo mutuo sarebbe bene che tu non
avessi deficit, ma avessi un “avanzo”. Qualcosa
come: guadagno 100, spendo 50, ho un avanzo di 50 e
una parte di questi 50 li impiego per pagare il mutuo,
cioè restituire il debito, che in tal modo abbatto.
Mi dica se non ha capito qualcosa.
Siccome Lei ha parlato lentamente, ho capito
tutto. Faccio la domanda da copione: deficit, debito
e avanzo dell’Italia come sono?
L’avanzo e il deficit, per ragioni che sarebbe
lungo spiegare, non vengono calcolati in assoluto, ma
sempre in percentuale sul prodotto interno lordo (Pil),
cioè su tutto quello che fabbrichiamo. Nel 2007
l’avanzo (esclusi gli interessi) è del
2.4% e quello del 2008 – se Padoa-Schioppa dice
la verità – dovrebbe essere del 2.6%. E’
in netto miglioramento rispetto al 2005 (toccammo lo
0.5%), ma sono soldi con cui si riescono a pagare solo
gli interessi sul debito e poco più. Quindi bisognerebbe
che l’avanzo fosse maggiore. Anche il deficit
è sempre calcolato in rapporto al Pil: è
sceso, e nel 2007 dovrebbe stare intorno al 2.4%. E’
pur sempre un deficit, però: cioè, spendiamo
più di quello che guadagniamo. Infatti l’obiettivo
sarebbe di portare il deficit a zero, obiettivo che
c’eravamo impegnati a raggiungere per il 2010.
Come ci saremmo riusciti? Avevamo promesso di abbatterlo
di mezzo punto l’anno e, se lei si mette a fare
un po’ di conti, vedrà che a forza di mezzi
punti e partendo da 2.4 si arriva a zero solo nel 2012.
Hanno fatto tutti finta di non saper far di conto e
le promesse sono state prese per buone. Ma in primavera
Padoa-Schioppa ha detto che avremmo azzerato il deficit
non nel 2010 ma nel 2011 e nella finanziaria varata
la scorsa settimana si vede che la rata è stata
ridotta dallo 0.5 allo 0.3 o addirittura 0.2% (i calcoli
sono in corso). Almunia, il Commissario della UE per
gli Affari Economici e Monetari, si è arrabbiato.
Ci può sanzionare?
No, perché Maastricht stabilisce che dobbiamo
stare sotto il 3% e quindi siamo in regola. C’è
però il problema del debito: 1600 miliardi di
euro, il 105% del Pil. Maastricht stabilisce che debba
essere il 60% del Pil. Come fare ad avvicinarsi a questo
60%? Ed ecco, lunedì, il discorso di Veltroni:
“ Ci vuole una manovra straordinaria. Esiste la
necessità di vendere il patrimonio immobiliare
pubblico al fine di dare un contributo alla riduzione
del debito”.
Di che si tratterebbe?
Gli uomini di Veltroni dicono “ che non si tratta
di questo”, ma l’unico riferimento sensato
è la proposta Guarino: creare una Debiti s.p.a.,
nella quale mettere beni per 465 miliardi, vendere sul
mercato le azioni di questa Debiti, ridurre a un migliaio
di miliardi il debito pubblico (il 75% del Pil), pagare
quindi una ventina di miliardi di meno sugli interessi,
adoperare le nuove risorse per avviare lo sviluppo.
Guarino espose la sua idea in Senato all’inizio
del 2006. Disse anche che c’era una merchant bank
pronta a tirar fuori i soldi. Morando, che era presente,
si congratulò col professore. Morando è
un uomo di Veltroni e ora si sta occupando proprio di
queste cose. L’idea non è peregrina: il
patrimonio italiano – comprendendo tutto: dai
boschi alla Venere del Botticelli – è valutato1800
miliardi di euro. Un progetto più radicale di
quello di Guarino aveva addirittura immaginato di mettere
tutto il patrimonio a bilancio e di trasformare l’attuale
debito di 1600 miliardi in un credito di 200 miliardi.
Sono idee stimolanti, che girano da tempo.
E perché non si mettono in pratica?
Bisognerebbe che Veltroni si portasse al Ministero dell’Economia
Tremonti. O che Berlusconi, tornando al governo, chiamasse
vicino a se Vincenzo Visco.
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