BASSO:
UN TAVOLO FISSO
SU MICRO IMPRESE


ITALIA OGGI
23 novembre 2006
Lo dice il presidente Casartigiani Basso
UN TAVOLO FISSO SU MICRO-IMPRESE


di Luca Satta

Mai più concertazione senza le piccole e medie imprese. Le proteste di artigiani e commercianti dopo l’estromissione dalle consultazioni che hanno portato all’accordo sul tfr spinge il presidente del consiglio, Romano Prodi, a promettere un tavolo fisso delle micro-imprese, quelle che, secondo la classificazione di Bruxelles, contano fino a un massimo di nove dipendenti.
“La manovra economica sconta un forte deficit di concertazione “ afferma a Italia Oggi Giacomo Basso, presidente di Casartigiani”. Per questo Prodi e il sottosegretario Enrico Letta, nel corso della faticosa trattativa che ha portato alla rimodulazione dei contributi degli apprendisti , si sono formalmente impegnati per ripristinare un tavolo fisso della micro-impresa. Un tavolo che, d’ora in poi, avrà la stessa dignità di quello composto da sindacati e Confindustria”.
D. Sull’apprendistato gli artigiani alla fine hanno ottenuto un emendamento importante. E sulle polizze Inail uno sgravio di 100 milioni di euro per il 2007. Basta per farvi cambiare idea sulla finanziaria?
R. Cento milioni di sgravi sono pochi a fronte di un impegno sul versante della sicurezza del nostro comparto che ci vede con un avanzo di gestione Inail di 1.536 milioni. A ogni modo, questa resta una manovra che non ci piace molto concentrata sul risanamento dei conti e del deficit e troppo poco sullo sviluppo. Ma senza crescita, i conti torneranno a peggiorare e ci aspetteranno altri sacrifici.
D. La finanziaria ora arriva al senato. Cosa sperate da quest’ultimo passaggio?
R. Non nego che Casartigiani, così come tutte le altre consorelle, spera in una diminuzione del forte aggravio derivato dall’innalzamento dei contributi ai parasubordinati al 19,7%. Si tratta di uno sforzo notevole, che temo spingerà qualche artigiano a darsi alla macchia , infoltendo la schiera dei lavoratori in nero. Il rischio è che quello che lo stato guadagnerà in termini di contributi venga azzerato dall’incremento di cancellazioni delle aziende soprattutto al Sud. Un fatto, questo, che andrà a scapito della quasi totalità del nostro settore che spesso a costo di grandi fatiche, è in regola. Chi sostiene che l’evasione fiscale è nell’artigianato dice una grande menzogna.
D. Il 1 gennaio 2007 scatta l’anticipo della riforma del tfr. Come si stanno preparando le pmi?
R. Se fosse passata la proposta originaria del governo di fare girare anche a noi il tfr inoptato al fondo della tesoreria sarebbe stata una cosa devastante che ci avrebbe messo tutti in ginocchio. Le pmi scontano una storica difficoltà nell’accesso al credito. Per questo la politica invece di dare incentivi, deve provvedere a finanziare i fondi pubblici di garanzia , Artigiancassa e Confidi.
D. In definitiva, cosa faranno adesso le pmi?
R. Dopo la manifestazione nazionale del 30 ottobre stiamo avviando incontri a livello provinciale e regionale. Il 25 novembre così, tutte le associazioni saranno a Palermo , nella speranza che questa nostra civile ma ferma proposta possa contribuire a rendere ancora migliore la manovra economica per il nostro comparto

Ansa
23/11/2006
ARTIGIANATO:BASSO, SERVE UN TAVOLO FISSO SU MICRO-IMPRESE
SU ITALIA OGGI INTERVISTA AL PRESIDENTE DI CASARTIGIANI

ROMA – Il presidente del Consiglio Romano Prodi e il sottosegretario alla presidenza Enrico Letta si sono formalmente impegnati per ripristinare un tavolo fisso della micro-impresa. Un tavolo che, d’ora, i poi avrà la stessa dignità di quello composto da sindacati e Confindustria.
Ne è convinto Giacomo Basso, presidente di Casartigiani, che in un’ intervista concessa a “Italia Oggi” ricorda come la manovra economica oggi all’esame del Senato sconti un forte deficit di concertazione. In particolare, Basso ha auspicato che in Senato si possa arrivare a una riduzione del forte aggravio derivato dall’innalzamento dei contributi ai parasubordinati al 19,7%: “si tratta di uno sforzo notevole che temo spingerà qualche artigiano a darsi alla macchia, infoltendo la schiera dei lavoratori in nero. Il rischio è che quello che lo stato guadagnerà in termini di contributi sia azzerato dall’incremento di cancellazioni delle aziende, soprattutto al Sud”. .