Giuseppe Guarino

È tanto e non ci sei.
Giorno ha passato il giorno, mancano gli anni Tuoi.
Manca sapor di impegno a tutti costi, quel gusto del conflitto, ricerca infin di compiaciuti gesti.
Sicilia mia, dall’iride struggente e controverso amor di gente fiera, che vive un sogno dietro un cielo terso.
Il mare che ti bagna e tutta ghermisce Tua sorte, è sciabordio silente di avvicendati eventi alle tue porte.
Di vita, di rancore, di gioia, di speranza, e poi dolore, di delusione e di odio e camorria ma infine soprattutto di sconfinato amore.
Bambino siciliano favorito dal sole, l’odore delle zagare, il sapore forgiante di mattutine brezze, felici tuffi e notti a raccontare favole impreziosite da voci ormai lontane, ma sempre vive in cuore.
Ora sei anziano ogni mattina è sfida che volentieri vinci, il sole lo senti e non ti scalda, le favole son quelle che a forza Ti convinci.
E poi silenzio; Sicilia mia lasciarti quanta pena prego ma mi rassegno a umana mia catena.
Ma ti vedo, quando l’aurora cinge la cornice di spuma alle Tue coste, e a sera i gabbiani volano alti a ricercare di luce le ultime aste.
E ti vedrò non più piegata, ferita, arroventata, ma finalmente al passaggio dei giorni lenita e confortata, in ultimo placata.
È tanto e non ci sei, eppure sembra ieri nel consueto saluto dei ricordi miei.
Manca quel voler imporre a tutti i costi, di più, di fare notte il giorno, la festa di lavoro, la vita vocazione.
Amici miei dell’arte e del mestiere quanto vi ho amato. Michele, Benito, Ignazio, Nello, Totò, Tonino, Gino e tutti.
Non so se ho fatto bene ma il mio impegno ho sempre rimarcato.
Ho dato tanto, combattuto, battaglie giuste eppur sbagliato. Ma vivaddio ho suscitato intenti, cresciuto nuovi impegni e infine amato. Silvana, Maurizio e tutti che mi hanno accompagnato.
Amore sembra poco in questi vuoti giorni di ripetute gesta, di inutili trionfi e infine invece è tutto, è quel che poi ci resta, memoria tiene desta, orme sopradescritte, e fa vita meno mesta.
Arti e mestieri tutti gli debbono qualcosa – e così noi – e ognuno infine al meritar suo riposa.


CASARTIGIANI un sogno che ci ha dato di abbrivio mancando Lui impossibile tenerlo ancora vivo.
Famiglia mia adorata i figli non avuti, ma tutti i figli miei.
E Pina mia devota grazie per ogni giorno nel giorno di ogni giorno non si è perduto il giorno di quando ti ho incontrata.
Se è vero com’è vero che ricordar chi muore è far rivivere sempre gesto nobile di cuore, l’aspetto e la memoria, oggi Guarino non muore.