CASARTIGIANI
LINEE GUIDA DPEF 2005/2008
OSSERVAZIONI E PROPOSTE
Premesso che per CASARTIGIANI si
apprezza il metodo di esposizione, la chiarezza di
impostazione e la volontà di concertazione,
si sottolinea che il Governo si appresta a varare
il DPEF 2005-2008 in un momento di congiuntura che,
seppure manifesti timidi segnali di ripresa, si caratterizza
ancora per un clima di incertezza anche nelle PMI
pur con la tradizionale forza di ricambio artigiana.
Tale situazione esclude che si possa procedere a risanare
la finanza pubblica e contenere entro il 3% del Pil
il deficit del bilancio pubblico attraverso misure
che portino ad un incremento del prelievo fiscale
o ad una riduzione generalizzata della spesa.
In materia di entrate infatti l'alta quota di economia
sommersa fa si che il prelievo concentrato sui contribuenti
in regola si attesti già ai livelli fra i più
alti in Europa.
Sul versante della spesa, di converso, i tagli devono
essere ovviamente ponderati per non rischiare di compromettere
la gestione di settori nevralgici del Paese come quello
della spesa sociale o quello del sostegno allo sviluppo
economico, ma andare a finalmente individuare gli
sprechi ed i lussi per favorire la modernizzazione
del Paese.
Per CASARTIGIANI la strada da delineare nel DPEF e
da percorrere fin dalla prossima Legge Finanziaria
è pertanto quella di puntare su misure di entrata
e di taglio alle spese molto selettive che siano in
grado di assicurare un adeguato supporto alle imprese
artigiane, principalmente attraverso la riduzione
della pressione fiscale, e nel contempo di evitare
traumatici scompensi nell'apporto delle risorse pubbliche
alle attività di sostegno ed incentivazione
allo sviluppo soprattutto nelle regioni meridionali.
Si richiede pertanto un mix di interventi, che riassumiamo
nei punti che seguono.
FISCO
L'azione del governo in materia fiscale dovrà
incentrarsi con decisione verso i seguenti obiettivi
:
* Completamento della riforma fiscale
Occorre andare avanti nel processo di riforma della
tassazione delle persone e delle imprese - previsto
dalla legge delega emanata nel 2003 e già attuato
con riferimento alle società di capitali nella
convinzione che questa riforma se attuata possa far
rientrare gran parte dell'evasione e dell'elusione
che come attestato dalla recente indagine della Guardia
di Finanza si quantifica in circa 13 mld, che da stime
attendibili risulta essere la cifra a copertura della
riforma stessa - attraverso:
-
a) la riduzione
delle aliquote dell'imposta sul reddito delle persone
fisiche (la futura IRE).
Tale riduzione - fermo restando l'obiettivo a regime
di ridurre a due le aliquote (al 23% ed al 33%,
per i redditi al di sopra di euro 100.000) - potrà
anche essere effettuata con gradualità, ma
in ogni caso occorrerà prestare particolare
attenzione:
* ai ceti medi - fra i quali rientrano molti imprenditori
artigiani - che si trovano in particolare difficoltà
a causa della presente fase di congiuntura economica.
* alla progressività dell'imposizione, salvaguardando
in particolare - attraverso il sistema delle deduzioni
- sia le famiglie monoreddito con figli sia gli
anziani
-
b) la riduzione
dell' IRAP (in vista della totale eliminazione prevista
dalla legge delega) .
Tale riduzione potrà attuarsi attraverso
l'aumento delle deduzioni forfetarie attualmente
previste in relazione ai dipendenti ed al volume
di affari dell'impresa.
Particolare attenzione dovrà poi essere posta
alle imprese che iniziano l'attività ed a
quelle al di sotto di determinati limiti dimensionali,
per le quali potrà essere già da subito
prevista la totale esenzione dall'imposta; ciò
anche al fine di stimolare la voglia di "fare
impresa" da parte soprattutto dei giovani .
-
c) l'attuazione
del c.d. "concordato preventivo triennale",
attraverso il quale l'imprenditore può pianificare
il proprio onere fiscale, liberando così
risorse, in termini non solo finanziari ma anche
"di tempo", per la crescita dell'impresa.
Peraltro, il concordato preventivo triennale - che
potrà quindi coprire in fase di prima attuazione
il periodo 2005/2008 - rappresenta la naturale prosecuzione
di quello introdotto in fase sperimentale per gli
anni 2003/2004. Infine,il concordato dovrebbe essere
previsto anche per le imprese di nuova costituzione.
d) l'introduzione, soprattutto con riferimento alle
imprese al di sotto di determinati limiti dimensionali
, di un meccanismo di forfetizzazione di costi e
spese aventi limitata deducibilità fiscale.
* Fiscalità differenziata per il Mezzogiorno
Pur nel rispetto dei vincoli imposti dall'Unione Europea,
l'incentivo per la ripresa e per la competitività
delle imprese operanti nel Mezzogiorno dovrà
passare anche attraverso la leva fiscale.
In particolare, dovrà essere previsto un sistema
transitorio di tassazione differenziata delle imprese,
con particolare riferimento a quelle al di sotto di
determinati limiti dimensionali ed a quelle di nuova
costituzione ( in linea con quanto sopra già
affermato per l'IRAP).
Al riguardo, potrebbe essere ad esempio ipotizzata
un'aliquota d'imposta pari alla metà di quella
base (vale a dire un'aliquota pari all' 11,5%).
INCENTIVI
La volontà del Governo di passare dal contributo
in conto capitale al contributo in conto interesse
per l'utilizzo dei fondi di incentivazione, mal si
concilia con l'organizzazione della microimpresa e
delle imprese artigiane. Molte di esse infatti rimarrebbero
escluse dal beneficio o, nella migliore delle ipotesi,
ne godrebbero in misura limitata e non significativa.
E' opportuno che le misura di incentivazione dei fondi
rimangano per la microimpresa utilizzabili in conto
capitale.
In ogni caso riteniamo opportuno che la gestione delle
risorse venga affidata all'Artigiancassa Spa, banca
di riferimento del comparto artigiano con comprovata
esperienza nell'amministrazione di fondi dedicati,
che provvederà alla veicolazione delle risorse
anche attraverso i confidi.
MEZZOGIORNO
La difficile congiuntura nazionale ha inciso in modo
determinante sul rallentamento dello sviluppo dell'economia
del mezzogiorno e la perdurante stagnazione delle
aree deboli deve essere recuperata senza ulteriori
ritardi.
Gli obiettivi prioritari sono:
-
crescita economica
e sviluppo del tessuto imprenditoriale con investimenti
mirati ai sistemi locali;
-
potenziamento
del sistema delle infrastrutture e delle reti di
collegamento;
-
potenziamento
della sicurezza e della lotta alla criminalità;
-
sostegno dell'occupazione;
-
semplificazione
amministrativa regionale e potenziamento degli sportelli
unici;
-
ricorso ad incentivi
automatici quali il credito di imposta e la riproposizione
della 488 per l'artigianato.
In ogni caso CASARTIGIANI manifesta la disponibilità
a nome degli iscritti a collaborare, visto quanto in
premessa, con il Governo per la migliore riuscita del
DPEF.
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