SENATO
DELLA REPUBBLICA
Commissione Parlamentare di inchiesta sugli infortuni
sul lavoro, con particolare riguardo alle cosiddette
“morti bianche”
Audizione Martedì 4 ottobre 2005
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Il Comparto Artigiano
Il comparto artigiano è rappresentato da circa
1.400.000 imprese che danno lavoro complessivamente
ad oltre 1.500.000 persone, che arrivano a 3.000.000
se si considerano soci e familiari. La dimensione media
dell’impresa artigiana è pari a 2,3 addetti
per impresa( che classifica la maggior parte delle imprese
artigiane come microimprese).
Dal punto di vista settoriale, le imprese artigiane
si distribuiscono quasi equamente tra tre macrosettori
di attività economica: il 35% opera nei servizi,
il 34% nell’edilizia e il 31% nel manifatturiero.
Nelle imprese artigiane è molto utilizzato il
contratto di apprendistato, che consente a molti giovani
di imparare un mestiere e sviluppare la propensione
imprenditoriale, considerato lo strumento formativo
per eccellenza del comparto, tanto da permettere l’allargamento
dimensionale delle imprese in molti settori secondo
le previsioni della “ legge quadro” 443/1985.
Si calcola infatti che più del 40% degli apprendisti
in Italia siano occupati nell’artigianato.
Molto rilevante è anche il numero di extracomunitari
impiegati nell’artigianato e di quelli titolari
di ditte individuali, numero destinato a crescere progressivamente.
Problemi per le microimprese nell’attuare le misure
per la salute e la sicurezza sul lavoro
La difficoltà principale per le microimprese
nell’applicazione della normativa in materia di
sicurezza e salute sul lavoro, soprattutto dopo il recepimento
della Direttiva quadro 89/931, con la conseguente sovrapposizione
delle disposizioni comunitarie alla legislazione nazionale
che ha creato non pochi problemi di coordinamento, consiste
nell’accesso alle informazioni e alle fonti di
finanziamento necessarie alla concreta realizzazione
di processi di ammodernamento e adeguamento agli standard
di sicurezza comunitari.
Tale difficoltà risulta legata intrinsecamente
alla dispersione sul territorio delle imprese del mondo
artigiano, alla carenza di formazione su i temi specifici
in azienda dovuta alla presenza di pochi addetti spesso
indispensabili nel “lavoro quotidiano”,
quindi alla carenza di personale tecnico qualificato;
inoltre la presenza nell’artigianato di un elevato
numero di addetti molto giovani, come gli apprendisti,
nonché di extracomunitari, con difficoltà
di comunicazione, contribuisce ulteriormente ad aumentare
le difficoltà.
Sotto questo aspetto, grande importanza rivestono servizi
qualificati sul territorio alle imprese. Questi non
possono non tenere conto però, dello scarso interesse
manifestato spontaneamente dalle imprese per le questioni
di prevenzione e sicurezza sul luogo di lavoro, che
in una situazione insostenibile, per tempi e costi,
di adempimenti amministrativi di ogni tipo, sono naturalmente
portate a valutare le misure volte alla prevenzione
e alla sicurezza spesso come degli ulteriori obblighi
da rispettare solo per evitarne le relative sanzioni.
La normativa attuale prevede infatti procedure, obblighi
e responsabilità di più agevole applicazione
per le grandi dimensioni industriali.
Infine la predominanza del fattore lavoro rispetto al
capitale che caratterizza le imprese artigiane, penalizza
fortemente le stesse nell’accesso al credito e
nella capacità di investimento in formazione
e prevenzione.
Conclusioni
Alla luce delle considerazioni svolte, si valuta positivamente
l’istituzione di una Commissione parlamentare
d’inchiesta sul fenomeno degli infortuni sul lavoro,
ritenendo necessario costituire un assetto legislativo
che tenga conto delle specificità delle PMI e
delle microimprese, in particolare di quelle artigiane,
e che preveda, oltre ad una semplificazione degli obblighi
e all’eliminazione degli appesantimenti burocratici,
adeguate forme di sostegno per le imprese e per i lavoratori.
Riteniamo che solo migliorando la legislazione sarà
possibile rendere più efficiente il sistema della
sicurezza e trasferire capillarmente la “cultura
della sicurezza”, mediante l’efficace strumento
della formazione, valorizzando a questo fine il ruolo
di intermediazione svolto dagli Enti Bilaterali dell’Artigianato,
sia a livello territoriale che nazionale, nonché
quello del Fondo di Formazione destinato ad avere funzione
strategica nella crescita delle imprese del comparto,
crescita direttamente legata all’innalzamento
del livello di cultura professionale e civile dell’imprenditore
e dei suoi lavoratori.
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