REGIME VIGENTE ED INTERVENTI PRIORITARI PER L'ARTIGIANATO
IN VISTA DELL'APPROVAZIONE DEL PROSSIMO DOCUMENTO
DI PROGRAMMAZIONE ECONOMICA E FINANZIARIA
[08/07/03 - Ufficio Studi Casartigiani]

FONDO UNICO (finanziaria 2003) Artigiancassa, L.517/75 Credito agevolato per il commercio, Mediocredito, sono confluiti nel fondo unico. Il fondo unico nasce dall'attuazione del decentramento (Bassanini e modifica titolo V Costituzione); demandata alle Regioni la gestione delle agevolazioni che prevedono comunque la restituzione del 50% degli importi con rateizzazioni a lungo termine.
FONDO AREE SOTTOUTILIZZATE (finanziaria 2003) L'art.61 della finanziaria 2003 istituisce il fondo aree sottoutilizzate che coincide con l'ambito territoriale delle aree depresse. In tale fondo confluiscono le risorse disponibili autorizzate dalle disposizioni legislative con finalità di riequilibrio economico e sociale nonché la dotazione aggiuntiva  di 400 mln— per il 2003, 650 mln— 2004, 7000 mln— 2005.
FONDO ROTATIVO (finanziaria 2003) Il fondo rotativo opere pubbliche (FROP) è istituito con la finanziaria 2003  presso la cassa depositi e prestiti ed è finalizzato al sostegno finanziario delle opere di competenza dello Stato, delle Regioni, degli Enti locali, dei Gestori di pubblici servizi, nonché per le società a cui partecipa la Cassa. Il fondo ha una dotazione di 1 mld— ed ha il compito di prestare garanzie per la realizzazione o la gestione di opere al fine di ridurre le contribuzioni pubbliche a fondo perduto.
Gli stanziamenti per il fondo aree sottoutilizzate  e per il fondo rotativo,  sono attualmente  bloccati dal decreto "taglia speleo".
ARTIGIANCASSA: Stanziati per il 2003 75 mln—. Le risorse sono state assegnate alle Regioni
LEGGE  488. La finanziaria 2003 ne riconferma la natura di incentivo a fondo perduto fino al 31/12/2005 in attesa dei nuovi orientamenti comunitari in discussione. La legge incentiva le imprese del settore estrattivo, manifatturiero, della produzione e distribuzione di energia, delle costruzioni, dei servizi e del turismo. Incentiva anche l'innovazione tecnologica e la ricerca e gli interventi sono disciplinati da specifici bandi del Ministero Att. Produttive.  L'artigianato, che in passato  ha riscontrato notevoli difficoltà a beneficiare di tale agevolazione, grazie al decreto  del Ministro delle Attività Produttive potrà accedere  più agevolmente a questi fondi attraverso Artigiancassa. Allo stato attuale però, per pubblicare i necessari bandi, manca ancora la circolare ministeriale che stabilisce la ripartizione delle risorse a favore dell'artigianato
IMPOSTA SUL REDDITO DELLE PERSONE FISICHE L'art.2 della Legge Finanziaria 2003 prevede la riduzione dell'imposta sul reddito delle persone fisiche attraverso l'introduzione della c.d. "no tax area"; in particolare, i lavoratori dipendenti usufruiscono, oltre alla deduzione dal reddito di euro 3.000, di una ulteriore deduzione di euro 4.500, i lavoratori autonomi ed i piccoli imprenditori di euro 1.500. 
IRAP L'art. 3 della legge finanziaria 2003 ha ridotto la base imponibile della imposta regionale sulle attività produttive attraverso la completa deducibilità dei costi per apprendisti e per  contratti di formazione e lavoro ; inoltre, per le imprese di autotrasporto, è prevista la deducibilità dei costi per le trasferte degli autisti. Nello stesso art.3 è inoltre prevista:
  • una deduzione forfetaria da euro 7.500  a euro 1.875  in relazione a scaglioni di imponibile che variano da 180.759,91 a 180.984,91
  • una deduzione forfetaria di 2.000 euro per ogni dipendente (fino ad un massimo di 5 dipendenti) per le imprese con valore della produzione non superiore, nel  periodo d'imposta, a 400.000 euro.
CONDONO FISCALE: Il Governo, con decreto-legge, ha prorogato al 16 ottobre 2003 il termine per effettuare il pagamento connesso alle varie forme di condono (condono tombale, integrativa semplice, chiusura liti pendenti, omessi versamenti a d eccezione di quello da concordato) da parte di chi non ha aderito entro il 16 maggio.
Va segnalato che cominciano a farsi concrete in sede governativa e parlamentare  le possibilità di modifiche in sede di conversione  del decreto (sole 24 ore del 3 luglio 2003) .
LEGGE "TREMONTI BIS". Permette a tutte le imprese e lavoratori autonomi di non pagare imposte dirette su quella parte di reddito corrispondente al 50% dell'incremento di investimenti in beni nuovi, al netto di cessioni, rispetto alla media degli investimenti degli ultimi cinque anni escludendo il più oneroso. L'agevolazione prevista dalla legge è stata prorogata limitatamente agli investimenti realizzati fino al 31 luglio 2003 in sedi operative situate in alcuni comuni interessati dagli eventi calamitosi di ottobre - dicembre 2002.
SGRAVIO CONTRIBUTI IVS PER I GIOVANI NEO-ARTIGIANI . La disposizione fu introdotta dalla finanziaria 1999 e non più rinnovata. Prevede che i soggetti di età fino a 32 anni, che si sono iscritti per la prima volta alla gestione speciale artigiani o commercianti nel periodo compreso fra il 1 gennaio 1999 ed il 31 dicembre 2001,  beneficino per i tre anni successivi all'iscrizione di uno sgravio del 50% dell'aliquota contributiva.
PRESTITO D'ONORE : Agevolazione nella misura del 60% a fondo perduto (fino ad un max di 15.500—) e 40% di prestito agevolato da restituire in 5 anni (fino ad un max di 10.300—) che si rivolge a disoccupati per  iniziative realizzate sotto forma di ditta individuale ed in determinati territori del paese fra cui tutti i comuni del meridione. La recente delibera CIPE del 14 maggio ha dirottato su imprese giovanili e prestito d'onore parte delle risorse stanziate ad agosto 2002; si tratta di 155mln— che serviranno a soddisfare circa 2000 domande presentate. Restano ancora numerose tuttavia le richieste di finanziamento dello scorso anno ancora prive di copertura.
IMPRENDITORIALITA' FEMMINILE: Destinata ad imprese, di nuova costituzione o GIů costituite, che rispondono alla definizione di piccola impresa e che siano a Prevalente partecipazione femminile. Le imprese devono appartenere ai settori dell'industria, del commercio e del turismo, dei servizi, dell'artigianato e dell'agricoltura. Le voci di spesa (esclusa IVA) ammissibili sono relative a: Impianti generali; Macchinari ed attrezzature; Brevetti; Software; Opere murarie e relativi oneri di progettazione e direzione lavori (non superiori al 5% dell'importo ammesso per opere murarie) per una spesa che deve essere nel complesso compresa nel limite del 25% del totale. L'ultimo bando per la presentazione delle domande è stato prorogato al 15 aprile 2003, mentre le ultime risorse sono state assegnate con la delibera CIPE del 14 maggio scorso per un totale di 155mln— (complessivamente per iniziative di nuova imprenditorialità e prestito d'onore)
IVA AL 10% : La legge finanziaria 2003 ha prorogato fino al 30 settembre 2003 l'applicazione dell'aliquota IVA ridotta al 10 per cento sulle prestazioni di servizi relative alla realizzazione - su fabbricati a prevalente destinazione abitativa privata - degli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia.
DETRAZIONE IRPEF DEL 36% SULLE RISTRUTTURAZIONI: La detrazione è utilizzabile per le spese sostenute fino al 30 settembre 2003; il beneficio spetta fino al limite massimo di  spesa di  48.000 —. E  va suddiviso in  dieci anni. Per i lavori realizzati nel 2003,ma che costituiscono prosecuzioni di interventi iniziati prima del 1Ť gennaio 2003, occorre tenere conto - ai fini del raggiungimento del limite di 48.000 euro - anche delle spese sostenute negli anni pregressi.
COLLABORAZIONI OCCASIONALI L'art. 45 della finanziaria 2003 prevede la facoltà, per gli artigiani impossibilitati a lavorare per cause di forza maggiore, di avvalersi della collaborazione dei parenti fino al 2°grado, per un periodo massimo di tre mesi l'anno, senza versare i contributi. Resta l'obbligo della copertura assicurativa per infortuni sul lavoro.
CREDITO D'IMPOSTA PER NUOVE ASSUNZIONI: ilcredito d'imposta per le nuove assunzioni è stato introdotto nel 2000 (LEGGE 388) con meccanismi automatici di fruizione; nel corso del 2002  il meccanismo ha subito modifiche sostanziali (presentazione di apposita istanza di autorizzazione; concessione del credito al sistema imprese nei limiti delle risorse finanziarie statali disponibili, fatte salve alcune eccezioni ). La Finanziaria 2003 (art. 63) ha ulteriormente modificato ed innovato la materia prevedendo, tra l'altro - a partire dal 1Ť gennaio 2003 e fino al 31 dicembre 2006 -   un contributo di 100 euro (elevato a 150 euro se di età superiore a 45 anni) per ogni lavoratore assunto in più rispetto alla media occupazionale riferita ad un determinato periodo. Il contributo è elevato di ulteriori 300 euro  per le assunzioni effettuate nei territori con un elevato tasso di disoccupazione.
Resta comunque fermo l'obbligo  della presentazione di una istanza di autorizzazione e l'utilizzabilità del contributo nei limiti delle risorse finanziarie statali disponibili.
CREDITO D'IMPOSTA A FAVORE DEGLI AUTOTRASPORTATORI (CARBON TAX)  Alle imprese che esercitano l'attività di autotrasporto di merci per conto terzi o in conto proprio con veicoli di massa massima complessiva non inferiore a 11,5 tonnellate è concessa una agevolazione, da  usufruire anche sotto forma di credito d'imposta, pari all'incremento dell' accisa applicata per il medesimo anno al gasolio per autotrazione. Il credito in questione non concorre alla formazione del reddito imponibile .
CREDITO D'IMPOSTA PER IL CARO PETROLIO Per il gasolio da autotrazione utilizzato da soggetti esercenti attività di trasporto merci con veicoli di massa massima complessiva superiore a 3,5 tonnellate è stabilita la riduzione dell'aliquota di accisa (per il periodo 1°luglio - 31 dicembre 2002 la misura della riduzione della accisa è stata determinata in euro 43,28908 per mille litri di gasolio). Il credito in questione non concorre alla formazione del reddito imponibile. Sebbene non esistano ad ora provvedimenti ufficiali, si ritiene che l'agevolazione venga confermata anche per il 2003.
CREDITO D'IMPOSTA PER NUOVI INVESTIMENTI NELLE AREE SVANTAGGIATE (VISCO ¨SUD)  Tale credito è stato introdotto nel 2000 (LEGGE 388) con meccanismi automatici di fruizione ed è connesso ad investimenti effettuati fino al 2006 nelle aree svantaggiate; nel corso del 2002 il meccanismo ha subito modifiche sostanziali (presentazione di apposita istanza preventiva per gli investimenti da effettuare ; concessione del credito al sistema imprese nei limiti delle risorse finanziarie statali disponibili). La legge finanziaria 2003 ha ulteriormente regolamentato la materia prevedendo una serie di adempimenti a carico delle imprese e limiti temporali e quantitativi per l'utilizzo del credito d'imposta (in sostanza, il credito non può essere utilizzato al 100%) . Tale ultima circostanza sta causando notevoli disagi soprattutto a quelle imprese che avevano effettuato gli investimenti sulla base delle disposizioni originarie. Dasegnalare che si sta facendo strada, in sede governativa, l'ipotesi di un ampio riordino della materia prevedendo anche l'utilizzo del Fondo Unico per il Mezzogiorno per "garantire elementi di flessibilità e di risistemazione nella struttura e nella funzione di questi strumenti" (Sole 24 ore del 3 luglio 2003).

Proposte per l'artigianato:
Approvazione legge quadro Confidi. Indispensabile per l'attività delle cooperative artigiane di garanzia. Consente alle strutture di garanzia di diventare veri e propri intermediari finanziari che ai fini della ponderazione del rischio siano in grado di mitigare gli effetti sulla normativa del rating (accordi di Basilea).
Rifinanziamento Artigiancassa per la copertura delle operazioni approvate fino al 30 giugno 2000 con conseguente aumento degli stanziamenti per il 2004 già indicati in 85mln—.
Estensione su scala nazionale della legge “Tremonti bis". Resa strutturale nel Mezzogiorno, sarebbe uno stimolo per le imprese ad investire nel sud. 
Confermare il rifinanziamento del credito di imposta per investimenti e nuova occupazione nel sud attraverso procedure automatiche.
Ripristinare lo sgravio del 50% dei contributi IVS a favore dei giovani che intraprendono una nuova attivitàů artigiana o commerciale. E' un buon sistema per favorire la nascita di nuove imprese e per considerare sullo stesso piano i neo imprenditori ed i giovani lavoratori dipendenti (per i quali sono già previste misure di sgravio contributivo).
Sarebbe opportuno che  la detrazione IRPEF del 36% sulle ristrutturazioni diventasse di carattere permanente.
L'aliquota Iva del 10% sulle manutenzioni in civili abitazioni, sarebbe opportuno che diventasse di carattere permanente.
Considerare la possibilità di una riduzione strutturale dell'imposta sui redditi per le imprese operanti nel Mezzogiorno.
Equiparazione nel trattamento del limite di deducibilità per i piccoli imprenditori e lavoratori autonomi e quello per i lavoratori dipendenti (no-tax area).
Proseguire nel cammino intrapreso di riduzione dell'IRAP, anche alla luce del recente disegno di legge delega fiscale che prevede la sua totale eliminazione, dando la precedenza ai soggetti che hanno una prevalente incidenza del costo del lavoro Qualora l'eliminazione dell'imposta non possa essere attuata in tempi rapidi, prevedere comunque una ulteriore riduzione dell'imposta attraverso un aumento delle deduzioni forfettarie. Particolarmente apprezzato dal comparto sarebbe inoltre l'esclusione dall'imponibile anche degli oneri sostenuti per interessi passivi. Infine, prevedere la totale esenzione dall'IRAP per le imprese di nuova costituzione; al riguardo, si segnala una interessante iniziativa -la prima in Italia -della regione Lombardia che ha stabilito la totale esenzione dall' IRAP per il triennio 2003 - 2006 a favore delle imprese di nuova costituzione purché composte da giovani di età compresa tra i 18 ed i 30 anni ovvero donne tra i 18 e 45 anni.
Dare celere attuazione alle norme sul concordato preventivo triennale previsto dall'art.6 della finanziaria 2003. Con il concordato preventivo il reddito imponibile è stabilito di comune accordo tra l'amm.ne finanziaria ed il contribuente per 3 anni e non può essere variato. L'imprenditore conoscerebbe così in anticipo il proprio onere fiscale.
Avviare definitivamente e senza ulteriori ritardi la 488 per le imprese artigiane definendo la ripartizione delle risorse da destinare al comparto.

SINTESI DEI PRINCIPALI INDICATORI DELL'ARTIGIAATO
IN GENERALE

indicatore

anno

Valore

 

Imprese artigiane / tot.imprese
(imprese iscritte alla Camera di Commercio)

2001

24,3%

Il numero di imprese artigiane iscritte alla Camera di Commercio (II trimestre '02) ammontano a 1.414.020 unità di cui in attività 1.401.869
Per lo stesso periodo il numero delle iscrizioni risulta nel complesso fortemente superiore alle cessazioni (36.694 contro 23964 unità). Il tasso di sviluppo dell'artigianato è superiore a quello totale economico (1,1 rispetto 0,7).
Il dato di cui sopra diventa ancora più significativo se il rapporto viene effettuato fra il numero delle imprese in attività.
Sul territorio nazionale oltre il 50% delle imprese artigiane si colloca nel nord, il 20% nel centro, il 26% nel sud e nelle isole.

Imprese artigiane / tot.imprese
(imprese iscritte ed attive)

2001

28,5%

Imprese artigiane/tot.imprese nord

 

28%

 

Imprese artigiane/tot.imprese
centro

 

23%

Imprese artigiane/tot.imprese
sud

 

19%

Addetti artigianato/totale economia

2001

15%

Secondo i dati Istat 96 il numero di addetti nelle imprese artigiane ammonta complessivamente a oltre 2,9 mln di unità su un totale nazionale di circa 13 mln.
Sul territorio nazionale si suddividono come segue:
  • 1.772.000 nord (60,5%);
  • 661.000 centro (22,5%);
  • 500.000 sud (17%).
Fra i diversi settori di attività quelli dove si registra il più alto numero di addetti sono i seguenti:
  • manifatturiero persone e casa oltre 650.000 add.
  • edilizia oltre 450.000 add.
  • servizi alle persone oltre 700.000 add.

Attualmente il numero di addetti alle imprese artigiane viene stimato oltre i 3,2 mln di unità che rappresenta il 15% dell'intera economia. Totale occupati al 31/12/2001: 21,514 mln

NŤaddetti imprese artigiane/NŤ imprese artigiane

2000

2,28

NŤ medio di addetti nell'artigianato.

Titolari e coadiuvanti/tot. addetti imprese artigiane 

2000

56,2%

Stimando pari a 3,2 mln il numero di addetti,  oltre 1,8 mln di unità sono rappresentati dai titolari delle imprese e dai loro familiari e collaboratori.
La parte restante (1,4 mln) rappresenta i lavoratori dipendenti.

% ditte individuali/ totale imprese artigiane

2001

80%

Il dato fa riferimento alle imprese iscritte alla Camera di Commercio. Esso dimostra la grande individualità del settore rispetto gli altri comparti produttivi e conseguentemente il maggiore coinvolgimento personale dell'imprenditore nelle vicende dell'impresa.
Lo stesso indice riferito a tutte le imprese del nostro paese ammonta a 59,6%

export imprese artigiane/export totale

2000

16,6%

L'Italia vanta il primato in Europa non solo per il numero di imprese artigiane ma anche per il contributo che queste danno all'export. Nel 2000 su 260 mld — (tot. esportazioni nazionali) 43 mld — lo hanno realizzato gli artigiani.
Le imprese artigiane del centro nord hanno esportato per oltre 39.000 mln —, quelle del sud per circa 4.000 mln —  (13,9% rispetto il dato nazionale per il sud)

Pil Artigianato/Pil totale

1999

10,6%

 

V.A. imprese artigiane/totale economia nazionale

2001

11,0%

Le imprese artigiane con oltre 200.000 miliardi di lire (prezzi correnti 1998) di valore aggiunto rappresentano l'11% del totale nazionale.
Tale significativo indicatore sale al 22,5 % se si considera solo il settore manifatturiero e addirittura il 43% nelle costruzioni.

IN PARTICOLARE PER IL MEZZOGIORNO:

indicatore

anno

mezzogiorno

italia

imprese artigiane/totale imprese 

2001

19,3%

24,4%

imprese dell'agricoltura./totale imprese

2001

24%

18%

Imprese del commercio/totale imprese

2001

30,5%

26,6%

Peso % delle ditte individuali

2001

69,4%

59,6%

% imprese per classe di dimensione: 1-2 addetti

1996

82,2%

74,7%

% imprese per classe di dimensione: 3-9 addetti

1996

14,8%

20,1%

% imprese per classe di dimensione: 10-49 addetti

1996

2,8%

4,6%

% occupati/occupati totale

2001

28,25%

20,19% centro

51,56% nord

% occupati agricoltura

2001

9,2%

5,2%

% occupati industria

2001

24,2%

31,8%

% occupati altri settori

2001

66,6%

63,0%

tasso disoccupazione

1995

20,4

11,6

ALCUNI DATI A CONFRONTO:

indicatori su base nazionale

anno

artigianato

commercio

agricoltura

industria

Imprese/tot.imprese

2001

24,3

22,9

21,6

13,20

Addetti/tot.economia

2001

15

15,8

5,2

31,79

%ditte indiv./tot.imprese

2001

80

64,4

93,7

 

Contributo all'export

2000

16,6

 

1,5

 

V.A. Imprese/tot.economia

2000

10,5

17

3

28,21


indicatori
mezzogiorno

anno

artigianato

commercio

agricoltura

industria

Imprese/tot.imprese

2001

19,3

30,5

24,4

10,5

Addetti/tot. occupati mezzogiorno

2001

19,6*

18,8

9,2

24,7*

Dipendenti/totale dipendenti

2001

16,25

14,8

 

25

%ditte indiv./tot.imprese

2001

88,6

 

96,9

 

Contributo all'export

2000

13,9

 

4,7

 

V.A. Imprese/tot.economia

1999

7,3

16

5

20,7

* tale indicatore ś stato calcolato sulle base del numero addetti all'artigianato nel mezzogiorno
(ISTAT 1996) rapportato al numero di addetti complessivo del mezzogiorno (ISTAT 1996).
Il dato riferito all'industria contiene anche la componente artigiana. 

Tot.imprese del mezzogiorno 1.893.768 (dati Istituto Tagliacarne)
Tot.imprese artigiane del mezzogiorno 365.914 (dati Istituto Tagliacarne)
Tot.imprese industria (in senso stretto) del mezzogiorno 199.586 (dati Istituto Tagliacarne)
Tot.imprese agricoltura del mezzogiorno 462.155 (dati Istituto Tagliacarne)
Tot.imprese commercio del mezzogiorno 576.690 (dati Istituto Tagliacarne)

Tot. Occupati mezzogiorno 6.079.385 (dati Istituto Tagliacarne)
Tot. Occupati artigiani mezzogiorno 500.000 (dati ISTAT 1996)
Tot. Occupati industria mezzogiorno 1.471.000 (dati Istituto Tagliacarne)
Tot. Occupati agricoltura mezzogiorno 559.466 (dati Istituto Tagliacarne)
Tot. Occupati commercio mezzogiorno 884.000 (censimento industria e servizi 2001)

Tot.dipendenti mezzogiorno 2.076.147 (dato Excelsior 2002)
Tot dipendenti artigianato mezzogiorno 338.077 (dato Excelsior 2002)
Tot dipendenti industria mezzogiorno (escluso artigiani) 523.000 (elaborazione su dati Excelsior)
Tot dipendenti commercio mezzogiorno(escluso artigiani) 309.000 (elaborazione su dati Excelsior)
Tot dipendenti costruzioni mezzogiorno(escluso artigiani) 220.000 (elaborazione su dati Excelsior)
Tot dipendenti servizi mezzogiorno(escluso artigiani) 671.000 (elaborazione su datiExcelsior)

Tot. Ditte individuali agricoltura mezzogiorno 401.543 (Stock view - Infocamere)
Tot imprese agricole mezzogiorno 414.000 (Stock view - Infocamere)
Tot ditte individuali artigiane mezzogiorno 295.169 (dati Movimprese 2001- tot. iscritti)
Tot imprese artigiane mezzogiorno 332.998 (dati Movimprese 2001- tot. Iscritti)

Tot esportazioni mezzogiorno 28.671 mln — (dati Istituto Tagliacarne)
Tot esportazioni artigianato mezzogiorno 3.973 mln — (dati Istituto Tagliacarne)

Tot. valore aggiunto agricoltura nel mezzogiorno 12,4 mld — (dati Istituto Tagliacarne)
Tot. Valore aggiunto industria nel mezzogiorno 51 mld — (dati Istituto Tagliacarne)
Tot. Valore aggiunto commercio e turismo nel mezzogiorno 39,4 mld — (dati Istituto Tagliacarne)
Tot. Valore aggiunto artigianato nel mezzogiorno 18 mld — (dati Istituto Tagliacarne)