REGIME VIGENTE ED INTERVENTI PRIORITARI PER L'ARTIGIANATO
IN VISTA DELL'APPROVAZIONE DEL PROSSIMO DOCUMENTO
DI PROGRAMMAZIONE ECONOMICA E FINANZIARIA
[08/07/03 - Ufficio Studi Casartigiani]
| FONDO UNICO (finanziaria
2003) Artigiancassa, L.517/75 Credito
agevolato per il commercio, Mediocredito, sono
confluiti nel fondo unico. Il fondo unico nasce
dall'attuazione del decentramento (Bassanini e
modifica titolo V Costituzione); demandata alle
Regioni la gestione delle agevolazioni che prevedono
comunque la restituzione del 50% degli importi
con rateizzazioni a lungo termine. |
| FONDO
AREE SOTTOUTILIZZATE (finanziaria 2003)
L'art.61 della finanziaria 2003 istituisce
il fondo aree sottoutilizzate che coincide con
l'ambito territoriale delle aree depresse. In
tale fondo confluiscono le risorse disponibili
autorizzate dalle disposizioni legislative con
finalità di riequilibrio economico e sociale
nonché la dotazione aggiuntiva di
400 mln— per il 2003, 650 mln— 2004, 7000 mln—
2005. |
FONDO
ROTATIVO (finanziaria 2003) Il
fondo rotativo opere pubbliche (FROP) è
istituito con la finanziaria 2003 presso
la cassa depositi e prestiti ed è finalizzato
al sostegno finanziario delle opere di competenza
dello Stato, delle Regioni, degli Enti locali,
dei Gestori di pubblici servizi, nonché
per le società a cui partecipa la Cassa.
Il fondo ha una dotazione di 1 mld— ed ha il compito
di prestare garanzie per la realizzazione o la
gestione di opere al fine di ridurre le contribuzioni
pubbliche a fondo perduto.
Gli stanziamenti per il fondo aree sottoutilizzate
e per il fondo rotativo, sono attualmente
bloccati dal decreto "taglia speleo". |
| ARTIGIANCASSA:
Stanziati per il 2003 75 mln—. Le risorse sono
state assegnate alle Regioni |
| LEGGE
488. La finanziaria 2003 ne riconferma
la natura di incentivo a fondo perduto fino al
31/12/2005 in attesa dei nuovi orientamenti comunitari
in discussione. La legge incentiva le imprese
del settore estrattivo, manifatturiero, della
produzione e distribuzione di energia, delle costruzioni,
dei servizi e del turismo. Incentiva anche l'innovazione
tecnologica e la ricerca e gli interventi sono
disciplinati da specifici bandi del Ministero
Att. Produttive. L'artigianato, che in passato
ha riscontrato notevoli difficoltà a beneficiare
di tale agevolazione, grazie al decreto
del Ministro delle Attività Produttive
potrà accedere più agevolmente
a questi fondi attraverso Artigiancassa. Allo
stato attuale però, per pubblicare i necessari
bandi, manca ancora la circolare ministeriale
che stabilisce la ripartizione delle risorse a
favore dell'artigianato |
| IMPOSTA
SUL REDDITO DELLE PERSONE FISICHE L'art.2
della Legge Finanziaria 2003 prevede la riduzione
dell'imposta sul reddito delle persone fisiche
attraverso l'introduzione della c.d. "no
tax area"; in particolare, i lavoratori dipendenti
usufruiscono, oltre alla deduzione dal reddito
di euro 3.000, di una ulteriore deduzione di euro
4.500, i lavoratori autonomi ed i piccoli imprenditori
di euro 1.500. |
IRAP
L'art. 3 della legge finanziaria 2003 ha ridotto
la base imponibile della imposta regionale sulle
attività produttive attraverso la completa
deducibilità dei costi per apprendisti
e per contratti di formazione e lavoro ;
inoltre, per le imprese di autotrasporto, è
prevista la deducibilità dei costi per
le trasferte degli autisti. Nello stesso art.3
è inoltre prevista:
- una deduzione forfetaria da euro 7.500
a euro 1.875 in relazione a scaglioni
di imponibile che variano da 180.759,91 a
180.984,91
- una deduzione forfetaria di 2.000 euro
per ogni dipendente (fino ad un massimo di
5 dipendenti) per le imprese con valore della
produzione non superiore, nel periodo
d'imposta, a 400.000 euro.
|
CONDONO FISCALE: Il Governo, con
decreto-legge, ha prorogato al 16 ottobre 2003
il termine per effettuare il pagamento connesso
alle varie forme di condono (condono tombale,
integrativa semplice, chiusura liti pendenti,
omessi versamenti a d eccezione di quello da concordato)
da parte di chi non ha aderito entro il 16 maggio.
Va segnalato che cominciano a farsi concrete in
sede governativa e parlamentare le possibilità
di modifiche in sede di conversione del
decreto (sole 24 ore del 3 luglio 2003) . |
| LEGGE
"TREMONTI BIS". Permette a
tutte le imprese e lavoratori autonomi di non
pagare imposte dirette su quella parte di reddito
corrispondente al 50% dell'incremento di investimenti
in beni nuovi, al netto di cessioni, rispetto
alla media degli investimenti degli ultimi cinque
anni escludendo il più oneroso. L'agevolazione
prevista dalla legge è stata prorogata
limitatamente agli investimenti realizzati fino
al 31 luglio 2003 in sedi operative situate in
alcuni comuni interessati dagli eventi calamitosi
di ottobre - dicembre 2002. |
| SGRAVIO
CONTRIBUTI IVS PER I GIOVANI NEO-ARTIGIANI
. La disposizione fu introdotta dalla finanziaria
1999 e non più rinnovata. Prevede che i
soggetti di età fino a 32 anni, che si
sono iscritti per la prima volta alla gestione
speciale artigiani o commercianti nel periodo
compreso fra il 1 gennaio 1999 ed il 31 dicembre
2001, beneficino per i tre anni successivi
all'iscrizione di uno sgravio del 50% dell'aliquota
contributiva. |
|
PRESTITO D'ONORE : Agevolazione
nella misura del 60% a fondo perduto (fino ad
un max di 15.500—) e 40% di prestito agevolato
da restituire in 5 anni (fino ad un max di 10.300—)
che si rivolge a disoccupati per iniziative
realizzate sotto forma di ditta individuale ed
in determinati territori del paese fra cui tutti
i comuni del meridione. La recente delibera CIPE
del 14 maggio ha dirottato su imprese giovanili
e prestito d'onore parte delle risorse stanziate
ad agosto 2002; si tratta di 155mln— che serviranno
a soddisfare circa 2000 domande presentate. Restano
ancora numerose tuttavia le richieste di finanziamento
dello scorso anno ancora prive di copertura. |
| IMPRENDITORIALITA' FEMMINILE:
Destinata ad imprese, di nuova costituzione o
GIů costituite, che rispondono alla definizione
di piccola impresa e che siano a Prevalente partecipazione
femminile. Le imprese devono appartenere ai settori
dell'industria, del commercio e del turismo, dei
servizi, dell'artigianato e dell'agricoltura.
Le voci di spesa (esclusa IVA) ammissibili sono
relative a: Impianti generali; Macchinari ed attrezzature;
Brevetti; Software; Opere murarie e relativi oneri
di progettazione e direzione lavori (non superiori
al 5% dell'importo ammesso per opere murarie)
per una spesa che deve essere nel complesso compresa
nel limite del 25% del totale. L'ultimo bando
per la presentazione delle domande è stato
prorogato al 15 aprile 2003, mentre le ultime
risorse sono state assegnate con la delibera CIPE
del 14 maggio scorso per un totale di 155mln—
(complessivamente per iniziative di nuova imprenditorialità
e prestito d'onore) |
| IVA
AL 10% : La legge finanziaria 2003 ha
prorogato fino al 30 settembre 2003 l'applicazione
dell'aliquota IVA ridotta al 10 per cento sulle
prestazioni di servizi relative alla realizzazione
- su fabbricati a prevalente destinazione abitativa
privata - degli interventi di manutenzione ordinaria
e straordinaria, di restauro e risanamento conservativo
e di ristrutturazione edilizia. |
| DETRAZIONE
IRPEF DEL 36% SULLE RISTRUTTURAZIONI:
La detrazione è utilizzabile per le spese
sostenute fino al 30 settembre 2003; il beneficio
spetta fino al limite massimo di spesa di
48.000 —. E va suddiviso in dieci
anni. Per i lavori realizzati nel 2003,ma che
costituiscono prosecuzioni di interventi iniziati
prima del 1Ť gennaio 2003, occorre tenere conto
- ai fini del raggiungimento del limite di 48.000
euro - anche delle spese sostenute negli anni
pregressi. |
| COLLABORAZIONI
OCCASIONALI L'art. 45 della finanziaria
2003 prevede la facoltà, per gli artigiani
impossibilitati a lavorare per cause di forza
maggiore, di avvalersi della collaborazione dei
parenti fino al 2°grado, per un periodo massimo
di tre mesi l'anno, senza versare i contributi.
Resta l'obbligo della copertura assicurativa per
infortuni sul lavoro. |
CREDITO D'IMPOSTA PER NUOVE ASSUNZIONI: ilcredito
d'imposta per le nuove assunzioni è stato
introdotto nel 2000 (LEGGE 388) con meccanismi
automatici di fruizione; nel corso del 2002
il meccanismo ha subito modifiche sostanziali
(presentazione di apposita istanza di autorizzazione;
concessione del credito al sistema imprese nei
limiti delle risorse finanziarie statali disponibili,
fatte salve alcune eccezioni ). La Finanziaria
2003 (art. 63) ha ulteriormente modificato ed
innovato la materia prevedendo, tra l'altro -
a partire dal 1Ť gennaio 2003 e fino al 31 dicembre
2006 - un contributo di 100 euro (elevato
a 150 euro se di età superiore a 45 anni)
per ogni lavoratore assunto in più rispetto
alla media occupazionale riferita ad un determinato
periodo. Il contributo è elevato di ulteriori
300 euro per le assunzioni effettuate nei
territori con un elevato tasso di disoccupazione.
Resta comunque fermo l'obbligo della presentazione
di una istanza di autorizzazione e l'utilizzabilità
del contributo nei limiti delle risorse finanziarie
statali disponibili. |
| CREDITO
D'IMPOSTA A FAVORE DEGLI AUTOTRASPORTATORI (CARBON
TAX) Alle imprese che esercitano
l'attività di autotrasporto di merci per
conto terzi o in conto proprio con veicoli di
massa massima complessiva non inferiore a 11,5
tonnellate è concessa una agevolazione,
da usufruire anche sotto forma di credito
d'imposta, pari all'incremento dell' accisa applicata
per il medesimo anno al gasolio per autotrazione.
Il credito in questione non concorre alla formazione
del reddito imponibile . |
|
CREDITO D'IMPOSTA PER IL CARO PETROLIO
Per il gasolio da autotrazione utilizzato da soggetti
esercenti attività di trasporto merci con
veicoli di massa massima complessiva superiore
a 3,5 tonnellate è stabilita la riduzione
dell'aliquota di accisa (per il periodo 1°luglio
- 31 dicembre 2002 la misura della riduzione della
accisa è stata determinata in euro 43,28908
per mille litri di gasolio). Il credito in questione
non concorre alla formazione del reddito imponibile.
Sebbene non esistano ad ora provvedimenti ufficiali,
si ritiene che l'agevolazione venga confermata
anche per il 2003. |
|
CREDITO D'IMPOSTA PER NUOVI INVESTIMENTI NELLE
AREE SVANTAGGIATE (VISCO ¨SUD) Tale
credito è stato introdotto nel 2000 (LEGGE
388) con meccanismi automatici di fruizione ed
è connesso ad investimenti effettuati fino
al 2006 nelle aree svantaggiate; nel corso del
2002 il meccanismo ha subito modifiche sostanziali
(presentazione di apposita istanza preventiva
per gli investimenti da effettuare ; concessione
del credito al sistema imprese nei limiti delle
risorse finanziarie statali disponibili). La legge
finanziaria 2003 ha ulteriormente regolamentato
la materia prevedendo una serie di adempimenti
a carico delle imprese e limiti temporali e quantitativi
per l'utilizzo del credito d'imposta (in sostanza,
il credito non può essere utilizzato al
100%) . Tale ultima circostanza sta causando notevoli
disagi soprattutto a quelle imprese che avevano
effettuato gli investimenti sulla base delle disposizioni
originarie. Dasegnalare che si sta facendo strada,
in sede governativa, l'ipotesi di un ampio riordino
della materia prevedendo anche l'utilizzo del
Fondo Unico per il Mezzogiorno per "garantire
elementi di flessibilità e di risistemazione
nella struttura e nella funzione di questi strumenti"
(Sole 24 ore del 3 luglio 2003). |
Proposte per l'artigianato:
| Approvazione legge quadro Confidi.
Indispensabile per l'attività delle cooperative
artigiane di garanzia. Consente alle strutture
di garanzia di diventare veri e propri intermediari
finanziari che ai fini della ponderazione del
rischio siano in grado di mitigare gli effetti
sulla normativa del rating (accordi di Basilea). |
| Rifinanziamento Artigiancassa per
la copertura delle operazioni approvate fino al
30 giugno 2000 con conseguente aumento degli stanziamenti
per il 2004 già indicati in 85mln—. |
| Estensione
su scala nazionale della legge Tremonti
bis". Resa strutturale nel Mezzogiorno, sarebbe
uno stimolo per le imprese ad investire nel sud.
|
| Confermare
il rifinanziamento del credito di imposta per
investimenti e nuova occupazione nel sud attraverso
procedure automatiche. |
| Ripristinare lo sgravio del 50%
dei contributi IVS a favore dei giovani che intraprendono
una nuova attivitàů artigiana o commerciale.
E' un buon sistema per favorire la nascita di
nuove imprese e per considerare sullo stesso piano
i neo imprenditori ed i giovani lavoratori dipendenti
(per i quali sono già previste misure di
sgravio contributivo). |
| Sarebbe
opportuno che la detrazione IRPEF del 36%
sulle ristrutturazioni diventasse di carattere
permanente. |
| L'aliquota
Iva del 10% sulle manutenzioni in civili abitazioni,
sarebbe opportuno che diventasse di carattere
permanente. |
| Considerare la possibilità
di una riduzione strutturale dell'imposta sui
redditi per le imprese operanti nel Mezzogiorno. |
| Equiparazione nel trattamento del
limite di deducibilità per i piccoli imprenditori
e lavoratori autonomi e quello per i lavoratori
dipendenti (no-tax area). |
| Proseguire nel cammino intrapreso
di riduzione dell'IRAP, anche alla luce del recente
disegno di legge delega fiscale che prevede la
sua totale eliminazione, dando la precedenza ai
soggetti che hanno una prevalente incidenza del
costo del lavoro Qualora l'eliminazione dell'imposta
non possa essere attuata in tempi rapidi, prevedere
comunque una ulteriore riduzione dell'imposta
attraverso un aumento delle deduzioni forfettarie.
Particolarmente apprezzato dal comparto sarebbe
inoltre l'esclusione dall'imponibile anche degli
oneri sostenuti per interessi passivi. Infine,
prevedere la totale esenzione dall'IRAP per le
imprese di nuova costituzione; al riguardo, si
segnala una interessante iniziativa -la prima
in Italia -della regione Lombardia che ha stabilito
la totale esenzione dall' IRAP per il triennio
2003 - 2006 a favore delle imprese di nuova costituzione
purché composte da giovani di età
compresa tra i 18 ed i 30 anni ovvero donne tra
i 18 e 45 anni. |
| Dare celere attuazione alle norme
sul concordato preventivo triennale previsto dall'art.6
della finanziaria 2003. Con il concordato preventivo
il reddito imponibile è stabilito di comune
accordo tra l'amm.ne finanziaria ed il contribuente
per 3 anni e non può essere variato. L'imprenditore
conoscerebbe così in anticipo il proprio
onere fiscale. |
| Avviare
definitivamente e senza ulteriori ritardi la 488
per le imprese artigiane definendo la ripartizione
delle risorse da destinare al comparto. |
SINTESI DEI PRINCIPALI INDICATORI DELL'ARTIGIAATO
IN GENERALE
|
indicatore
|
anno
|
Valore
|
|
|
Imprese
artigiane / tot.imprese
(imprese iscritte alla Camera di Commercio)
|
2001
|
24,3%
|
Il numero di imprese
artigiane iscritte alla Camera di Commercio (II
trimestre '02) ammontano a 1.414.020 unità
di cui in attività 1.401.869
Per lo stesso periodo il numero delle iscrizioni
risulta nel complesso fortemente superiore alle
cessazioni (36.694 contro 23964 unità).
Il tasso di sviluppo dell'artigianato è
superiore a quello totale economico (1,1 rispetto
0,7).
Il dato di cui sopra diventa ancora più
significativo se il rapporto viene effettuato
fra il numero delle imprese in attività.
Sul territorio nazionale oltre il 50% delle imprese
artigiane si colloca nel nord, il 20% nel centro,
il 26% nel sud e nelle isole. |
|
Imprese
artigiane / tot.imprese
(imprese iscritte ed attive)
|
2001
|
28,5%
|
|
Imprese
artigiane/tot.imprese nord
|
|
28%
|
|
|
Imprese
artigiane/tot.imprese
centro
|
|
23%
|
|
Imprese
artigiane/tot.imprese
sud
|
|
19%
|
|
Addetti
artigianato/totale economia
|
2001
|
15%
|
Secondo
i dati Istat 96 il numero di addetti nelle imprese
artigiane ammonta complessivamente a oltre 2,9
mln di unità su un totale nazionale di
circa 13 mln.
Sul territorio nazionale si suddividono come segue:
- 1.772.000 nord (60,5%);
- 661.000 centro (22,5%);
- 500.000 sud (17%).
Fra i diversi settori di attività quelli
dove si registra il più alto numero di
addetti sono i seguenti:
- manifatturiero persone e
casa oltre 650.000 add.
- edilizia oltre 450.000 add.
- servizi alle persone oltre
700.000 add.
Attualmente il numero di addetti alle imprese
artigiane viene stimato oltre i 3,2 mln di unità
che rappresenta il 15% dell'intera economia.
Totale occupati al 31/12/2001: 21,514 mln
|
|
NŤaddetti
imprese artigiane/NŤ imprese artigiane
|
2000
|
2,28
|
NŤ medio di addetti nell'artigianato.
|
|
Titolari
e coadiuvanti/tot. addetti imprese artigiane
|
2000
|
56,2%
|
Stimando pari a 3,2 mln il numero
di addetti, oltre 1,8 mln di unità
sono rappresentati dai titolari delle imprese
e dai loro familiari e collaboratori.
La parte restante (1,4 mln) rappresenta i lavoratori
dipendenti. |
|
%
ditte individuali/ totale imprese artigiane
|
2001
|
80%
|
Il dato fa riferimento alle imprese
iscritte alla Camera di Commercio. Esso dimostra
la grande individualità del settore rispetto
gli altri comparti produttivi e conseguentemente
il maggiore coinvolgimento personale dell'imprenditore
nelle vicende dell'impresa.
Lo stesso indice riferito a tutte le imprese del
nostro paese ammonta a 59,6% |
|
export
imprese artigiane/export totale
|
2000
|
16,6%
|
L'Italia
vanta il primato in Europa non solo per il numero
di imprese artigiane ma anche per il contributo
che queste danno all'export. Nel 2000 su 260 mld
— (tot. esportazioni nazionali) 43 mld — lo hanno
realizzato gli artigiani.
Le imprese artigiane del centro nord hanno esportato
per oltre 39.000 mln —, quelle del sud per circa
4.000 mln — (13,9% rispetto il dato nazionale
per il sud) |
|
Pil
Artigianato/Pil totale
|
1999
|
10,6%
|
|
|
V.A.
imprese artigiane/totale economia nazionale
|
2001
|
11,0%
|
Le imprese
artigiane con oltre 200.000 miliardi di lire (prezzi
correnti 1998) di valore aggiunto rappresentano
l'11% del totale nazionale.
Tale significativo indicatore sale al 22,5 % se
si considera solo il settore manifatturiero e
addirittura il 43% nelle costruzioni. |
IN PARTICOLARE PER IL MEZZOGIORNO:
|
indicatore
|
anno
|
mezzogiorno
|
italia
|
|
imprese
artigiane/totale imprese
|
2001
|
19,3%
|
24,4%
|
|
imprese
dell'agricoltura./totale imprese
|
2001
|
24%
|
18%
|
|
Imprese
del commercio/totale imprese
|
2001
|
30,5%
|
26,6%
|
|
Peso
% delle ditte individuali
|
2001
|
69,4%
|
59,6%
|
|
%
imprese per classe di dimensione: 1-2 addetti
|
1996
|
82,2%
|
74,7%
|
|
%
imprese per classe di dimensione: 3-9 addetti
|
1996
|
14,8%
|
20,1%
|
|
%
imprese per classe di dimensione: 10-49 addetti
|
1996
|
2,8%
|
4,6%
|
|
%
occupati/occupati totale
|
2001
|
28,25%
|
20,19%
centro
|
|
51,56%
nord
|
|
%
occupati agricoltura
|
2001
|
9,2%
|
5,2%
|
|
%
occupati industria
|
2001
|
24,2%
|
31,8%
|
|
%
occupati altri settori
|
2001
|
66,6%
|
63,0%
|
|
tasso
disoccupazione
|
1995
|
20,4
|
11,6
|
ALCUNI DATI A CONFRONTO:
|
indicatori
su base nazionale
|
anno
|
artigianato
|
commercio
|
agricoltura
|
industria
|
|
Imprese/tot.imprese
|
2001
|
24,3
|
22,9
|
21,6
|
13,20
|
|
Addetti/tot.economia
|
2001
|
15
|
15,8
|
5,2
|
31,79
|
|
%ditte
indiv./tot.imprese
|
2001
|
80
|
64,4
|
93,7
|
|
|
Contributo
all'export
|
2000
|
16,6
|
|
1,5
|
|
|
V.A.
Imprese/tot.economia
|
2000
|
10,5
|
17
|
3
|
28,21
|
|
indicatori
mezzogiorno
|
anno
|
artigianato
|
commercio
|
agricoltura
|
industria
|
|
Imprese/tot.imprese
|
2001
|
19,3
|
30,5
|
24,4
|
10,5
|
|
Addetti/tot.
occupati mezzogiorno
|
2001
|
19,6*
|
18,8
|
9,2
|
24,7*
|
|
Dipendenti/totale
dipendenti
|
2001
|
16,25
|
14,8
|
|
25
|
|
%ditte
indiv./tot.imprese
|
2001
|
88,6
|
|
96,9
|
|
|
Contributo
all'export
|
2000
|
13,9
|
|
4,7
|
|
|
V.A.
Imprese/tot.economia
|
1999
|
7,3
|
16
|
5
|
20,7
|
* tale indicatore ś stato calcolato
sulle base del numero addetti all'artigianato nel mezzogiorno
(ISTAT 1996) rapportato al numero di addetti complessivo
del mezzogiorno (ISTAT 1996).
Il dato riferito all'industria contiene anche la componente
artigiana.
Tot.imprese del mezzogiorno 1.893.768
(dati Istituto Tagliacarne)
Tot.imprese artigiane del mezzogiorno 365.914 (dati
Istituto Tagliacarne)
Tot.imprese industria (in senso stretto) del mezzogiorno
199.586 (dati Istituto Tagliacarne)
Tot.imprese agricoltura del mezzogiorno 462.155 (dati
Istituto Tagliacarne)
Tot.imprese commercio del mezzogiorno 576.690 (dati
Istituto Tagliacarne)
Tot. Occupati mezzogiorno 6.079.385
(dati Istituto Tagliacarne)
Tot. Occupati artigiani mezzogiorno 500.000 (dati
ISTAT 1996)
Tot. Occupati industria mezzogiorno 1.471.000 (dati
Istituto Tagliacarne)
Tot. Occupati agricoltura mezzogiorno 559.466 (dati
Istituto Tagliacarne)
Tot. Occupati commercio mezzogiorno 884.000 (censimento
industria e servizi 2001)
Tot.dipendenti mezzogiorno 2.076.147
(dato Excelsior 2002)
Tot dipendenti artigianato mezzogiorno 338.077 (dato
Excelsior 2002)
Tot dipendenti industria mezzogiorno (escluso artigiani)
523.000 (elaborazione su dati Excelsior)
Tot dipendenti commercio mezzogiorno(escluso artigiani)
309.000 (elaborazione su dati Excelsior)
Tot dipendenti costruzioni mezzogiorno(escluso artigiani)
220.000 (elaborazione su dati Excelsior)
Tot dipendenti servizi mezzogiorno(escluso artigiani)
671.000 (elaborazione su datiExcelsior)
Tot. Ditte individuali agricoltura
mezzogiorno 401.543 (Stock view - Infocamere)
Tot imprese agricole mezzogiorno 414.000 (Stock view
- Infocamere)
Tot ditte individuali artigiane mezzogiorno 295.169
(dati Movimprese 2001- tot. iscritti)
Tot imprese artigiane mezzogiorno 332.998 (dati Movimprese
2001- tot. Iscritti)
Tot esportazioni mezzogiorno 28.671
mln — (dati Istituto Tagliacarne)
Tot esportazioni artigianato mezzogiorno 3.973 mln
— (dati Istituto Tagliacarne)
Tot. valore aggiunto agricoltura
nel mezzogiorno 12,4 mld — (dati Istituto Tagliacarne)
Tot. Valore aggiunto industria nel mezzogiorno 51
mld — (dati Istituto Tagliacarne)
Tot. Valore aggiunto commercio e turismo nel mezzogiorno
39,4 mld — (dati Istituto Tagliacarne)
Tot. Valore aggiunto artigianato nel mezzogiorno 18
mld — (dati Istituto Tagliacarne)
|