Prometei d'Italia


Presidente Basso, Casartigiani con le sue 18 Federazioni regionali, e 1000 sedi, segue una grande varietà di categorie di mestiere, quali gli strumenti di coordinamento periferia-centro per evitare gli effetti di un’eventuale burocratizzazione?
Credo che nessuna organizzazione di quelle storiche sia un centro di burocrazia, semmai un momento di semplificazione, in quanto servizio e assistenza prima ancora che rappresentanza. Del resto sarebbe paradossale se lo fosse visto, che tra i primi compiti c’è quello di aiutare la categoria a districarsi nella burocrazia.
CASARTIGIANI, a seguito di varie deregulation, è diventata un modello di autonomia nello statuto, nell’organizzazione e negli aspetti amministrativi. Vero sindacato di servizio, dimostra come si possa essere burocratizzati al massimo offrendo assistenza e rappresentanza. Lo statuto federale è molto chiaro: la Confederazione è struttura di secondo grado e raggruppa le associazioni - o le collega - e non gli artigiani. Le associazioni conservano in pieno l’autonomia giuridica, organizzativa e patrimoniale, e hanno l’esclusiva di covenant, con il solo obbligo di rispettare le linee generali sindacali e preoccupandosi delle attività locali. Esse hanno contatto diretto con gli iscritti per ognuno dei quali corrispondono alla confederazione soli tre euro scarsi al mese per la tessera nazionale.
Quali sono i crediti ed i finanziamenti del settore?
E’ un momento in cui si è fatta sicuramente chiarezza nell’ambito del credito e dei Finanziamenti al settore. Ciò che io definisco la “mistica” e, purtroppo a volte, la “retorica” di Basilea 2 proprio nell’anno di entrata in vigore è stata definitivamente decrittata. Nel campo dei consorzi si deve andare necessariamente verso una razionalizzazione nel 107 o comunque verso una riassicurazione nel 106. Mi impegno, da sempre, per favorire che i Consorzi di promanazione CASARTIGIANI, al di là di anacronistiche incomprensioni, si uniformino in ambiti unitari, ed in questi prezioso è il lavoro di FEDARTFIDI. Il credito agevolato continua ad essere lo strumento utile e indispensabile per l’imprenditore e va dato atto al management ARTIGIANCASSA, proprio nel momento del cambiamento, di aver saputo bene governare i riflessi di competenze, che ormai investono e si diversificano sul territorio regionale, garantendo al ruolo dell’Istituto con le partnership delle organizzazioni artigiane, un importante futuro, solo che lo voglia.
Il credito a progetto, che ci è stato tanto a cuore, è stato invece, una grande suggestione letterale in un mondo algebrico, con quel che ne consegue anche se non disperiamo per il futuro.
Cos’è cambiato con la Finanziaria 2008 rispetto a passate problematiche del settore?
Nel contesto della legge finanziaria 2008 c’è la scelta positiva della semplificazione della fiscalità d’impresa, ma resta ancora molto da fare e l’artigianato è ancora penalizzato. In generale, oltre all’annoso problema del rapporto negativo tra qualità e livelli di spesa pubblica e troppo elevati livelli di prelievo tributario e contributivo, ci sono tre principali aspetti specifici. Sull’apprendistato, l’aumento di contribuzione ha avuto un effetto deprimente scoraggiandone l’utilizzo, dati statistici alla mano. Sul grande problema della sicurezza è stata data poca considerazione ai premi INAIL èer l’artigianato che adotta, con le forti sollecitazioni delle nostre organizzazioni, comportamenti virtuosi per la sicurezza sui posti di lavoro e registra un calo di infortuni, ma non è premiato dai meccanismi.
Per quanto riguarda gli studi di settore,“la finanziaria” non ha apportato le novità attese. Questa è una cosa che ci ha deluso molto, ma ora le cose potrebbero cambiare.
Casartigiani quest’anno a dicembre compie 50anni. Quali il consuntivo degli obiettivi raggiunti e quali quelli previsti per il futuro?
CASARTIGIANI, ha scelto di rappresentare solo l’artigianato tradizionale nell’ambito della micro-impresa europea. Con la delibera che prevede a livello nazionale incompatibilità tra incarichi politici e incarichi sindacali, posso affermare ancor più adesso, che dalla fine degli anni ottanta ad oggi, è stata ed è, la dignitosa, coerente, caratterizzante organizzazione più intrinsecamente - e sottolineo intrinsecamente - artigiana di tutte le maggiori organizzazioni imprenditoriali. Abbiamo partecipato le associazioni ispirandole alla prolungazione della tradizione dell’artigianato, che pur nel rinnovamento, è sempre quello dell’articolo 45 della Costituzione.
Ma in questa suggestiva “cavalcata” abbiamo, soprattutto insieme alle altre due grandi organizzazioni Confartigianato e CNA dell’Artigianato e dell’Impresa, contribuito ad accrescere e infine affermare il ruolo dell’artigianato italiano nel Paese, in Europa e nel mondo. Il futuro non può prescindere, a mio parere, dall’unitarietà delle organizzazioni storiche valorizzando il cartello delle imprese con Confindustria, il Commercio, l’Agricoltura e la Cooperazione osservando la situazione per vedere quali dei due antagonismi socio sindacali prevarrà. Bisogna essere attenti e disinteressati e distinguere sempre tra rappresentanza e servizi, perché questo è il nodo.
L’obiettivo più grande per noi tutti è quello di vedere, nel futuro, riconosciute tutte le tutele che merita l’artigianato.
Per i 50anni è previsto un congresso e se sì dove e con quale tema principale?
I cinquant’anni scadono il 28 dicembre 2008. Ai primi del 2009 ci sarà una grande convention che andrà al di là del consueto modello dell’assemblea annuale con una relazione e la risposta del governo. Il tema ovviamente sarà quello della trasposizione artigiana nella società e nella cultura, con il ruolo svolto da CASARTIGIANI. Intanto sono iniziate varie attività sul territorio e probabilmente terremo anche un congresso interno per una ulteriore deregulation, che favorisca l’agilità, sempre più, del modello CASARTIGIANI che non fa sistema economico ma solo organizzativo.
Quali i rapporti con le altre organizzazioni paritetiche europee?
I rapporti con Confartigianato e CNA a livello nazionale sono i migliori possibili, così come con le altre organizzazioni dell’impresa che rispettiamo per lo straordinario ruolo sociale che rivestono, cercando tutti, io per primo di liberarci di quello che Paolo di Tarso chiamava l’ingombro dell’Io inteso individualmente e come entità. Qualche difficoltà in più c’è, spesso sul territorio, ma questo è ovvio, perché lì ci sono concorrenze inevitabili. E poi si sa che chi è miope è dannoso per la sua organizzazione chi è presbite lo è per se stesso.
Consiglio, benevolmente, a tutti, le lenti bifocali.