35 anni di artigianato Metaurense

Messaggio del Presidente

Cari Amici,
in occasione del trentennale dell’Artigianato Metaurense CASARTIGIANI e soprattutto nella giornata del ringraziamento alla figura storica di Alberto Iacucci desidero far giungere, tramite il prezioso amico Vice Presidente Claudio Massa, di cui non devo cantare le lodi di imprenditore e dirigente perché sono risapute, solo un affettuoso saluto e un riconoscente pensiero a questa nostra importante Associazione aderente.
Una di quelle Associazioni cosiddette di “frontiera” perché rappresenta il limitare d’Italia verso est su mercati in continuo cambiamento ma anche la stanzialità economica sociale e culturale che l’Artigianato porta nel suo essere, nella sua identità.
Proprio oggi, mentre scrivo, ho ascoltato in un incontro le parole del Presidente del Consiglio che almeno ha riconosciuto che se c’è un rilancio nel contesto dell’export nel nostro Paese è grazie non all’industria ma alla grande capacità di massa critica e di filiera che solo l’artigianato sa dare e sa fare. Il problema nasce quando al nostro settore bisogna ripagare le benemerenze, dare atto con atti concreti legislativi, normativi e quant’altro della sua importanza e del suo livello.
Proprio in questi incontri e in questi giorni ci stiamo battendo su alcuni punti fondamentali di cui desidero circoscriverne due, l’apprendistato e gli studi di settore.
L’apprendistato, ancora una volta, è fatto oggetto per una specifica iniziativa sindacale ad una richiesta di modifica che ne snatura il concetto, che ne fa perdere l’aspetto umanistico, che rischia in buona sostanza di farlo scomparire.
Ho fatto presente al Governo che non hanno voluto e non sono stati in grado di combattere questa volontà negativa di “tecnici lunari” di poca cultura umanistica e che se non ci sarà più apprendistato non ci sarà probabilmente fra qualche anno più artigianato.
E’ vero come ho dichiarato in una recente intervista che l’Artigianato è figlio, come è scritto per l’Amore sul Simposio di Platone, di Poros e Penia, dell’Espediente e della Povertà, perché nella necessità nasce l’arte di arrangiarsi, la geniale capacità di intraprendere, a volte di inventarsi un mestiere, di trovare soluzioni, di identificarsi, di essere artigiani e con questo di fare il bene del Paese e della gente.
L’Artigianato non morirà mai per questo, ma agli artigiani, nonostante i nostri abnegativi sforzi non viene riconosciuto quello che è dovuto. Così come avviene con un livello di tassazione tra i più alti, se non il più alto in Europa. Noi abbiamo sottoscritto gli studi di settore fin dal 1996 e sottolineo dal ’96, perché siamo in assoluta buona fede e ben abbiamo visto la forfettizzazione e la semplificazione prevista in Finanziaria, ma non possiamo immaginare che certi indicatori e certi automatismi con annessi controlli siano fuori da qualsiasi parametro nella conservazione del pregiudizio verso la categoria. Fateci caso ogni tanto esce un’indagine, una statistica, un sondaggio che ricordano come amo dire sempre quella di Trilussa per cui se tu mangi un pollo e io niente ne abbiamo mangiato mezzo per uno. Queste statistiche mettono gli artigiani in particolare i soliti elettricisti e idraulici e edili al primo posto nell’elusione e nell’evasione fiscale in compagnia con prestigiose categorie professionali o imprenditoriali. Niente di più falso, questi sono dopolavoristi che hanno il loro bell’impiego e a tempo perso fanno anche male il nostro lavoro. Gli artigiani quelli veri sono quelli che noi assistiamo, che hanno la nostra tessera, perché noi la tessera la lasciamo solo agli artigiani veri che se così non sono non partecipano alle gare, agli appalti, ad ogni forma di concorrenza e di impegno. La nostra battaglia sugli studi di settore, assicuriamo, è solo all’inizio e sarà dura perché tutto rietri in criteri di giustizia.
Ecco che il compito delle associazioni tutte, (perché ricordiamo che finalmente siamo in un positivo confortante livello unitario con gli amici e colleghi di Confartigianato e CNA e anche di Confcommercio e Confesercenti che saluto calorosamente) diventa straordinario ancor più perché è giocoforza necessario farlo, sulla frontiera dell’est dove più si produce e ci si ingegna che ovunque. L’impegno è quello di sostenere, assistere, qualificare con i servizi all’impresa, consigliare, suggerire, amalgamare l’artigiano così come è stato fatto in questi trenta anni. Il nostro impegno è quello di informare rappresentare e coordinare questo impegno e lo faremo con tutte le nostre forze. Un grazie particolare va all’amico Ulvidio Sorcinelli che con la sua tenacia, la sua cocente caparbietà di rappresentare sempre a qualsiasi ora del giorno e della notte le istanze, i desideri della base dei “suoi” artigiani ci ha fatto crescere tutti. Ci ha dato sempre una lezione di sindacato.
Merita di essere Lui, Ulvidio che abbraccio, a capo di questa Associazione in una occasione così prestigiosa come il trentennale. Con Lui ringrazio tutti i dirigenti e i segretari dell’Associazione, molti dei quali miei amici. Avrei voluto essere lì con Voi e avevo dato anche la mia disponibilità ma i precedenti impegni già concordati hanno impedito l’opportunità. Comunque è giusto che ci siano gli amministratori, gli assessori, i sindaci, quei politici che tutti stimiamo di più perchè li sentiamo vicini perchè corrono con noi sulla stessa via. Da oggi CASARTIGIANI è definitivamente apartitica, chi ricopre incarichi dirigenziali nazionali, a cominciare dal sottoscritto, non può identificarsi con nessun attivismo politico pena la decadenza dall’ incarico. Questo non vuol dire che non abbiamo le nostre idee sulla polis e sulla società, vuol dire solo che la nostra parola è solo artigiana non condizionata da niente e da nessuno e che se troveremo uomini illuminati che aiutano l’artigianato con questo aiutando il Paese li sosterremo.
Onore ancora ad Alberto Iacucci, se non ci fosse stato Lui, non festeggeremmo questo evento.