MICROIMPRESE
NELL’UNIONE EUROPEA
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L'Italia emerge come
il Paese col maggior numero di imprese (oltre 4 milioni),
sopravanzando tutti e quattro gli altri grandi coi
quali essa è solita confrontarsi (Germania,
Francia, Regno Unito e Spagna).
E questa, indubbiamente, è stata ed è
una ricchezza del Paese. Ma emerge altresì
uno sbilanciamento verso le microimprese, che non
trova riscontro negli altri grandi (se non in Spagna).
Questo fatto, oltre che con i dati della tabella qui
sopra illustrata, può essere colto facendo
pari a 100 il numero totale delle imprese neH'UE-15
per ogni classe dimensionale: l'Italia mostra la quota
più elevata solo nelle microimprese (col 24,8%
del totale UE-15), mentre la Germania primeggia in
tutte e tre le altre categorie (nelle piccole col
25,4% del totale, nelle medie col 25%, nelle grandi
col 28,2%).
il 93% delle oltre 20 milioni di imprese europee ha
meno dì 10 addetti e quindi in base alle nuove
definizioni sono "microimprese";
due terzi dei posti di lavoro (nel settore privato
non agricolo) sono presso le PMI, mentre un terzo
deI posti sono offerti dalle grandi (a sua volta,
poi, l'occupazione è suddivisa in maniera uguale
tra le microimprese e le piccole e medie);
in media, un'impresa offre in Europa occupazione a
6 persone
fra il 1988 e i primi anni duemila l'occupazione nelle
PMI è aumentata (soprattutto per il contributo
delle micro e delle piccole);
le imprese europee sono più piccole rispetto
agli USA e al Giappone, le cui imprese occupano in
media 19 e 10 persone (contro appunto le 6 dell'Europa);
ne consegue che negli USA le PMI danno lavoro al 46%
dell'occupazione, al 33% in Giappone, al 66% nella
nostra Europa-19 (pur essendovi, giova ripeterlo,
differenze anche rilevanti fra i Paesi europei);
solo un terzo delle PMI, si impegnano per crescere,
e sempre poche per utili più alti o per l'innovazione
le piccole imprese hanno un ruolo cruciale anche nei
"Paesi candidati" (circa 6 milioni di imprese
attive con una occupazione di quasi 30 milioni di
persone);
restando a quelli che al tempo della pubblicazione
dell'Osservatorio erano ancora solamente Paesi candidati,
le PMI sono responsabili del 72% dell'occupazione
totale contro il 66% dell'Europa-19, soprattutto per
il ruolo delle microimprese (40% dell'occupazione),
e così pure la dimensione media d'impresa è
più piccola a Est;
in Europa, il nuovo imprenditore ha un'età
media di 35 anni, che attesta il know-how acquisito
in precedenza, fatto che diviene particolarmente marcato
nel caso degli imprenditori nel settore dei "servizi
alle imprese" e nell'"alta tecnologia",
che hanno raggiunto un livello di istruzione più
elevato rispetto a quelli del settore manifatturiero;
i "principianti" con elevata istruzione
impiegano, inoltre, più servizi di supporto;
fra le PMI, una su cinque è gestita da una
donna: "oltre il 29% di tutti gli imprenditori
sono donne", e le loro imprese sono attive principalmente
nei "settori commerciali e vendite" e nei
"servizi personali";