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STORIA E ARTIGIANATO
In questo inizio di millennio va di moda fare classifiche
graduatorie e gerarchie.
Uno dei quesiti più gettonati è quello
di chi sia lo statista italiano migliore, l'italiano
Uomo politico del bimillennio.
E' un gioco interessante (e come tale va preso), che
forse farebbe inorridire De Felice , ma non il mio vecchio
docente di storia contemporanea , Renato Mori, che sapeva
sorridere (e che mi dette 30 e lode e questo me lo rende
caro) scusate la nota autobiografica.
Se lasciamo stare gli antichi romani , che sono un'altra
civiltà rispetto alla nostra , e quindi non possiamo
contemplare , neppure rapportandoci ai tempi, ai vari
Cesare, Augusto, Traiano, Marco Aurelio, Costantino
(gli ultimi non romani "puri"), dobbiamo cominciare
a fare un salto di secoli, tralasciando i Papi del Medioevo
perché inseriti in un contesto a sé, dobbiamo
cominciare a fare un salto di secoli e arrivare al Rinascimento,
che sempre in relazione all'epoca ed all'ambito geo-politico,
comincia ad esprimere personaggi come Lorenzo il Magnifico
e Papa Giulio II.
Poi l'Italia diviene sempre più provincia, la
storia con la S maiuscola si sposta altrove fino alla
formazione del nostro Stato Nazionale. Qui il discorso
si fa interessante , i riferimenti più attinenti,
le epoche pur con tutti i distinguo più compatibili.
Si può azzardare qualcosa in più di un'analisi
dilettantistica, magari anche con qualche riferimento
alla considerazione verso l'imprenditoria in generale
e l'artigianato in particolare.
Cominciamo a fare qualche nome : Cavour, Ricasoli, Crispi,
Giolitti, De Gasperi, Moro lasciando stare i viventi.
Mussolini no. Non può entrare in lista , prese
il potere come lo prese, non accettò ancor più
dopo il delitto Matteotti, regole democratiche , decise
le leggi razziali, portò il Paese alla rovina
con l'entrata in una guerra assurda contro gli alleati
storici. Sul perché entrò in guerra ancora
si dibatte, secondo Montanelli, la sua cultura era tarata
sulla Francia, caduta Parigi decise.
L'indubbio carisma , per l'epoca, e quanto di buono
fece sul piano sociale, comunque, in un ambito di dittatura
(che è plus facille), è stato vanificato
da questi tragici sbagli, per usare un eufemismo.
Vediamo una breve scheda degli altri.
Lorenzo il Magnifico: Signore di Firenze, senza
una vera e propria carica politica, raffinato , gaudente,
afflitto dal male di famiglia, la gotta, che lo ucciderà
ancora giovane, rappresenta il primo potere per delega.
Con un abilissimo gioco di alleanze e di cambiamenti
di aspetto tipicamente rinascimentale, tenne il potere
e fece di Firenze la nuova Atene. Difficilmente però,
per la sua peculiare specificità, può
essere eletto il più rappresentativo. Ovviamente
con lui l'artigianato ebbe grande spolvero e incremento.
Nasce e si lancia con lui la tradizione dell'artigianato
fiorentino moderno.
Giulio II : Papa guerriero , mecenate (volle
la Sistina di Michelangelo ) , esasperò ancor
più (tenendo anche conto del pulpito e della
dignità papale) il concetto del Principe di Machiavelli,
senza però arrivare mai al nepotismo e altro
dei Borgia: Anzi sembrava animato da uno spirito sincero
, purtroppo antistorico ( e contro la storia non si
va) , di riportare il centro della Storia in Italia
. Anche per questo, ha avuto peggiori emuli nei Papi
Medici, non può per una tipicità singolare
essere nella top fine .
Cavour: Piemontese, acuto e sottilissimo, spregiudicato.
Fu uno dei quattro grandi del Risorgimento con Vittorio
Emanuele II , Garibaldi e Mazzini ( ci torneremo sopra).
Fece l'Italia senza volerla fare così grande.
Pensava inizialmente al massimo di arrivare alla padania.
Morì a soli 51 anni, appena conquistato il sogno
e le sue ultime preveggenti parole al confessore , furono
"Libera Chiesa in Libero Stato". E' a mio
parere un grande in chiaroscuro , se il concetto che
ci deve guidare è la preveggenza storica, mista
all'amore per la propria patria e all'etica, se in politica
vi può essere, come per me ci deve essere.
Ricasoli: successore di Cavour . Barone di ferro.
Aristocratico toscano, religiosissimo si sottoponeva
a penitenze incredibili. Pare che il suo soprannome
prendesse spunto dalla volontà espiativa di rinchiudersi
in una vecchia armatura di famiglia. Grande amministratore.
Anche il re doveva , quando voleva porgergli visita
, entrare da "suddito" nella sua tenuta. E'
un personaggio sottovalutato ma forse senza impennate
storiche ne drammatiche ne suggestive. Non considerava
l'artigianato da buon aristocratico.
Crispi: Siciliano, avvocato. Uno dei Mille di
Garibaldi. Figura imponente. All'ingresso dell'ascensore
che porta ai piani alti di Palazzo Chigi c'è
una sorta di cenotafio, che ne esalta la grandezza.
Fu vittima di molte chiacchiere su disinvolta amministrazione
e soprattutto della debacle coloniale : grande personalità
, molta sfortuna, troppa disinvoltura.
Una visione troppo enfatica per considerare l'artigianato.
(Prozio del mio amico Facciotti) N.D.R.
Giolitti : Piemontese , antesignano di Andreotti,
per i tanti mandati, il più moderno di tutti
sulle tumultuose modifiche sociali, blasé e gran
travet - altissimo di statura- Fu soprannominato "palamidone"
per il tipico cappotto. Troppo vecchio per opporsi al
fascismo ( Facta era un suo uomo) e troppo leale alla
monarchia ed al "peggiore" re di casa Savoia
(anche in questo torneremo vista l'attualità
del rientro dei Savoia). L'artigianato come tutto il
mondo dell'imprenditoria e del lavoro gli deve molto
. Gioca a sfavore una certa dose di cinismo e di trasformismo.
De Gasperi: Trentino - cattolico - raccolse l'Italia
allo sfascio- alla conferenza di pace disse di non avere
niente da proporre se non affidarsi alla dignità
ed al rispetto degli interlocutori . Era il meno italiano
di tutti essendo di formazione austriaca, non aveva
un grande eloquio , ma era di un'onestà cristallina
,
L'unico favore che ebbe dallo Stato per i suoi servizi
fu una villetta a Castelgandolfo.
Se non era per lui e la sua vittoria alle elezioni del
'48 l'Italia (e gli italiani) avrebbero avuto ben altra
peggiore storia. Fu trattato male negli ultimi tempi
perché la riconoscenza dei beneficiati non perdona.
Poco suggestivo e troppo avvinto dal dramma , ma eticamente
un gigante. Fu uno degli "utopisti" a cui
si deve il sogno Europa Unita. Più che dare una
mano lui all'artigianato con i problemi che aveva fu
l'artigianato a dare una mano a lui, ricostruendo economicamente
l'Italia.
Moro: pugliese, gran signore, conosciuto da me
personalmente all'università di Roma (insegnava
procedura penale a Scienze Politiche). Capì antesignanamente
che c'era bisogno di un accordo tra le classi popolari.
Rappresentò nel bene e nel male, con Fanfani,
i cavalli di razza della DC degli anni 60-70 .
Eloquio torrentizio e un po' ermetico con complicati
ossimori come quello famoso delle convergenze parallele
. Giace a Torrita Tiberina in una modesta tomba vittima
dell'odio e di oscure trame e pavidità. Il ritrovamento
del suo cadavere a via Caetani ha segnato uno spartiacque
nella storia recente del nostro Paese. Non ha fatto
molto per l'artigianato concentrato sulla politica pura.
E' un gioco , lo sottolineo , non so quanto qualificato
ma sicuramente dettato da passione e come tutti i giochi
andrà avanti se interesserà e favorirà
discussione. Vi preghiamo di
scrivere pareri e opinioni, anche inserendo altri
personaggi, che compatibilmente , al numero, saranno
pubblicati.
Vediamo qual è dal punto di vista
degli artigiani, lo statista di sempre.
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