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TONDO DONI
Il soggetto è il
famosissimo Tondo Doni, di Michelangelo, gemma suprema
degli Uffizi di Firenze.
Secondo il grande e compianto Federico Zeri, il grande
artista ottiene in questa sola opera, datata 1504-1506,
ciò che altri artisti raggiungeranno in decenni
di lavoro e anticipa, con straordinaria precocità,
lo stile degli affreschi della volta della Cappella
Sistina.
Si potrebbe azzardare, che in questa occasione il Michelangelo
agì ed operò come artigiano in quel discrimine
ampio e orgoglioso tra arte e artigianato, che è
nostro vanto. Infatti il lavoro (una tempera su tavola
di 120 cm) fu commissionato allartista da Angelo
Doni - da cui il nome Tondo Doni - in occasione delle
sue nozze con Maddalena Strozzi celebrate a Firenze,
probabilmente nel 1504. La stupenda cornice con lo stemma
degli Strozzi fu realizzata da un grande artigiano,
Francesco del Tasso ed è tra le più belle
del Rinascimento.
Niente, quindi meglio di questopera grandissima
stabilisce un legame atavico tra artigianato ed arte
o meglio sancisce che lartigianato è arte,
perché contempla parimenti ingegnosità,
prontezza, geniale manualità e tradizione. Ovviamente
lo stesso tema dellopera è simbolicamente
suggestivo, sia perché richiama la Sacra Famiglia
e San Giovannino, le radici cristiane di CASARTIGIANI
e lo stesso concetto di impresa familiare.
Con questo CASARTIGIANI vuole rivendicare, con forza,
il suo indissolubile legame sempiterno al solo artigianato.
Legame che è peculiarità esclusiva e cardine
della Confederazione.
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