L’Artigianato in Lombardia

Il segretario regionale della CASARTIGIANI, Mauro Sangalli, indica alcune proposte per la competitività e lo sviluppo del settore
“ Valorizzare la tradizione. Incentivare l’innovazione”. Uno slogan che riassume in maniera definitiva la ragione d’essere nel nostro settore. Un comparto che guarda con la massima attenzione al futuro ma che al tempo stesso trova linfa nelle proprie radici e nel proprio passato. Lo scenario economico di questi anni è stato e sarà contrassegnato dalla presenza di alcune dinamiche irreversibili, mi riferisco alla globalizzazione e al processo di integrazione socio economica e al rischio che tali processi siano accompagnati dallo strapotere dei grandi gruppi finanziari o industriali. Le micro, piccole e medie imprese artigiane hanno ancora futuro e soprattutto quali sono i punti di forza su cui si deve far leva per poter vincere le sfide del prossimo futuro? La risposta a mio avviso sta proprio nello slogan iniziale, in quanto sono i due valori più autentici dell’attività artigiana: la tradizione e l’innovazione. Sono due aspetti nobili del lavoro artigiano. Credo, però, che diventi fondamentale per il futuro delle nostre imprese il ruolo e le scelte strategiche che la nuova Giunta Regionale adotterà in questa nuova legislatura che è appena iniziata.
Le imprese artigiane in Regione Lombardia sono oltre 260 mila. Dalla Conferenza regionale sull’Artigianato, promossa dalla Regione Lombardia tenutasi nel mese di gennaio u.s. è stato riconfermato che il peso dell’artigianato sul sistema delle imprese è di quasi il 30%, rappresenta il 17.2% degli addetti e il 12% del valore aggiunto dell’economia Lombarda.
E così oggi la realtà delle micro, delle piccole e medie imprese in Lombardia si mostra profondamente diversa rispetto a qualche decennio fa. Una situazione che richiede e per certi versi impone una revisione legislativa delle diverse anime che compongono l’artigianato , che è possibile oggi scomporre in sei macro aree:
- artistica e tradizionale
- manifatturiera di produzione
- edilizia ed arredo urbano
- di servizio per il sistema produttivo
- di servizio per le persone e le famiglie
- di servizio di rete
Questa suddivisione è in grado di comprendere anche i grandi cambiamenti che si sono verificati in questi anni e che riguardano i mutamenti nei modelli di produzione, nel concetto e nelle forme di lavoro autonomo e anche nel contesto economico locale e territoriale.
Il problema delle infrastrutture è di primaria importanza per lo sviluppo economico e sociale della Regione. Le linee di mobilità in Lombardia appaiono oggi sature soprattutto quelle stradali e ferroviarie: questo ha un impatto dirompente sullo stato di sviluppo della regione sia per ciò che attiene la crescita economica.
Per questo il tema deve essere considerato una priorità assoluta nella scelta di politica regionale.
La regione Lombardia esporta per oltre un quinto del totale nazionale.
Partendo dalla considerazione che il rafforzamento competitivo delle imprese nel loro territorio è il punto centrale di processi di internazionalizzazione , ne discende che qualsiasi politica per l’export deve essere fortemente legata al miglioramento della competitività non tanto e non solo della singola impresa ma di tutto il sistema.
Una rete di collaborazione tra attori istituzionali, economici, finanziari, sistema dei saperi, centri di innovazione , risulta quanto mai centrale in un’ ottica di accompagnamento allo sviluppo e quindi alla internazionalizzazione.
Il costo della burocrazia è ancora molto alto per il sistema delle imprese. Pesa ancora di più per le piccole imprese, dove è spesso il titolare a doversi occupare anche degli adempimenti burocratici, sacrificando ore di lavoro produttivo.
Nonostante le riforme avviate , il sistema sembra ancora ingessato e risulta eccessivamente burocratico.
La regione Lombardia ha appena approvato una legge sulla semplificazione abolendo molte leggi diventate inutili. Il campo della semplificazione è un terreno di immediata collaborazione, così come quello del credito e dell’avvio dell’impresa.
Più in generale , per la semplificazione è naturale pensare di lavorare per il rilancio dello Sportello Unico per le attività produttive , collegato al varo del registro elettronico degli adempimenti. Il tema dell’accesso al credito da sempre vitale per le micro imprese, è destinata a diventare centrale per l’accompagnamento allo sviluppo e alla competitività delle imprese lombarde.
La nuova direttiva europea su Basilea 2 introdurrà novità che spingeranno ad una riorganizzazione delle strutture finanziarie. Il sistema associativo dell’artigianato attraverso i Confidi , ha assistito nell’ottenimento di credito nel 2004,oltre 20.000 imprese artigiane.
La garanzia rimane quindi fondamentale nel processo creditizio così come del resto prevede una importante deliberazione della giunta regionale del 2003. Così come è di particolare importanza il sistema degli incentivi che però vanno ulteriormente mirati e razionalizzati tenendo conto delle peculiarità dell’artigianato e della piccola impresa.
Partendo da questi presupposti si propone di sostenere la nascita di un “polo delle garanzie dell’artigianato lombardo” , specializzato sulle garanzie , sul quale convogliare le risorse dedicate, oggi ripartite tra più soggetti, e che abbia come riferimenti il consorzio unitario regionale ARTIGIANCREDIT e F.I.A.L., espressioni dei sistemi associativi e dei CONFIDI.
Gli stessi in un’ ottica di sussidiarietà , possono rafforzare il loro ruolo di assistenza alle imprese anche in materia di credito agevolato .
In questi anni le politiche di intervento in materia di innovazione hanno privilegiato solo marginalmente e incidentalmente il sistema dell’artigianato.
E’ mancato un tavolo di confronto specifico e gli interventi finanziari sono stati molto al di sotto delle necessità.
Le innovazioni prodotte dalle piccole imprese sono in larga parte di tipo incrementale e come tali vanno sostenuti.
E’ opportuno venga pertanto definito un sistema di intervento pubblico che abbia come riferimento innovazioni tecnologiche ma non solo , sia attraverso incentivi mirati , che rafforzando e affinando il rapporto e la collaborazione con e tra le decine di centri che operano in Lombardia sul trasferimento tecnologico. Con questo spirito la Regione deve rafforzare il ruolo di coordinamento affidato al CESTEC , che in questi ultimi periodi ha ripreso la propria iniziativa.
Ogni anno nascono in Lombardia circa 16.000 imprese artigiane. Molte, circa il 20%di quelle neo- costituite, chiudono nei primi tre anni di vita. Il 30% di quelle esistenti chiude perché non ha un successore.
Queste statistiche , da sole, indicano quanto sia strategico pensare ad un piano per accompagnare la nascita e la trasmissione di impresa.