Intervista a Giovanni Misitano Presidente Unione Provinciale Artigiani

L’artigiano ai tempi di internet della comunicazione globale e delle innovazioni tecnologiche: come pensa se la stia cavando il settore specie nel suo territorio?
L’artigiano ha notevole peso nella realtà sociale ed economica calabrese , esso infatti col suo tessuto di aziende , polverizzate e diffuse sull’intero territorio regionale, e interconnesse con tutta la restante realtà produttiva, rappresenta un settore strategico per lo sviluppo sociale ed economico dell’intera area. Tuttavia, quello dell’artigianato è il settore che più degli altri mostra la carenza di innovazione tecnologica , per cui andrebbe incoraggiata una politica che destini risorse economiche per incentivare lo sviluppo culturale , tecnologico innovativo e di immagine delle imprese operanti in Calabria. L’artigianato calabrese ha risentito la mancanza di una adeguata politica di qualificazione e sviluppo specie nell’innovazione tecnologica . Pertanto, è chiaro che siamo in presenza di un quadro generale non confortante per il complesso delle imprese artigiane. Ciò nonostante , viste le attuali tendenze di mercato, ove sempre maggiore è l’attenzione rivolta alla qualità e ricercatezza dei prodotti , resto ottimista sulle potenziali possibilità di sviluppo del settore artigiano. Comunque resta sempre reale la necessità di una politica regionale che valorizzi e rilanci il settore con interventi diretti a favorire l’insediamento in aree attrezzate, la riduzione della burocrazia e la formazione e crescita culturale e professionale.
La globalizzazione è una sfida possibile per gli artigiani ? Essere “piccoli” è un vantaggio o uno svantaggio?
L’Artigianato ha percorso gli ultimi cinquanta anni rappresentando un potenziale di valore aggiunto, con imprese leggere, molto flessibili e capaci di adattarsi al mutare del mercato. Gli artigiani hanno dimostrato di poter resistere anche in tempi difficili . E quello attuale, con una congiuntura sfavorevole, il prezzo dell’energia, il costo del denaro , la burocrazia, è un tempo difficile ma il settore saprà ancora resistere.
Qual è il principale problema per l’imprenditore artigiano ?
Il costo del denaro. Le Banche si sono arricchite enormemente con la raccolta del denaro effettuata nei confronti degli imprenditori meridionali , imponendo loro dei tassi di interessi oltre il doppio del Nord . Addebitando ogni responsabilità al rischio Sud, ma danneggiando in tal modo l’economia di moltissime imprese. In secondo luogo la burocrazia , che incide in maniera eccessiva sui costi di gestione dell’impresa e comporta delle inutili complicazioni.
E la più grande opportunità dell’essere artigiano ?
La capacità di produrre ricavi o conseguire compensi che sono frutto di inventiva e preparazione, ma anche di passione , perché quello dell’artigiano è un lavoro che ne richiede tanta.
Quali sono i punti critici per gli artigiani nella finanziaria di questo anno?
La finanziaria 2005 sancisce i criteri generali di funzionamento del fondo rotativo per il sostegno alle imprese e prevede esclusivamente finanziamenti agevolati.
Manca qualsiasi riferimento ai contributi in conto capitale. Mi sembra che sia sconveniente e controproducente che si proceda all’abolizione del contributo in conto capitale in maniera così netta. Ci auguriamo che il decreto sulla competitività recuperi il concetto della gradualità e reintroduca una parte di finanziamento in conto capitale. Inoltre, dissento tantissimo dalla conferma dell’Istituzione dell’Albo degli Installatori di Impianti, anche se il provvedimento ne posticipa l’attuazione. L’istituzione di quest’Albo presso le Camere di Commercio , a mio parere, contrasta con il principio della semplificazione amministrativa e con quello più generale della liberalizzazione del regime amministrativo di accesso alle attività imprenditoriali che è invece determinante per garantire la nascita di nuove imprese . Su questi e su altri punti la nostra organizzazione continua a sostenere con forza la necessità di intervenire per modificare il contenuto di alcuni aspetti della manovra 2005.
Cosa un artigiano si aspetta dalla Pubblica Amministrazione e dagli Enti locali in particolare?
L’Artigiano si aspetta che la Pubblica Amministrazione attui dei progetti che integrino e sviluppino le azioni, già poste in essere da alcuni soggetti privati , di perseguire lo sviluppo dell’informazione e della conoscenza. La nostra associazione sta cercando di stimolare l’interesse ad un più alto sviluppo culturale, tecnologico , innovativo e d’immagine delle imprese dell’artigianato operanti in Calabria. A tal fine abbiamo dato inizio ad alcune azioni , come il nostro periodico “CASARTIGIANI”.
Quali sono i servizi on line erogati da Enti locali che davvero potrebbero alleggerire il lavoro dell’artigiano ? Che impatto potrebbero avere ?

Molti artigiani oggi iniziano ad utilizzare macchinari ultratecnologici e pochissimi rinunciano al supporto del PC. Internet , a tutti costoro, potrebbe consentire una formazione continua a rappresentare un utile strumento per appianare non poche difficoltà. Per fare un esempio, anche solo per reperire un modulo , che poi si dovrà comunque compilare a casa o in ufficio , l’artigiano si vede costretto ad abbandonare il suo lavoro per recarsi a ritirare la domanda. Oggi giorno, ai tempi di Internet , non dovrebbero esistere simili problemi. Puntare di più su questo aspetto basterebbe a semplificare la vita di non poche persone.