Analisi del Presidente Michele Marchese sul ruolo dell’artigianato in Sicilia.


CASARTIGIANI UN SINDACATO DI RAPPRESENTANZA,
UN SINDACATO DI SERVIZIO


ESAMINIAMO LO STATO DELL’ARTIGIANATO IN SICILIA
CON PARTICOLARE RIFERIMENTO ALLA PROVINCIA DI SIRACUSA
E IL RUOLO DI CASARTIGIANI

A fine maggio 2006 si è insediata la nuova Commissione provinciale per l’artigianato dopo il periodo infausto di un lungo commissariamento che non trova giustificazione alcuna e che ha calpestato il dettato della legge regionale n. 22 dell’anno 1995 la quale nel prevedere la impossibilità di prorogatio per gli organi eletti e/o nominati, stabiliva in un periodo massimo un commissariamento, giustificato da reali motivi, a non più di sei mesi. Della Commissione provinciale fanno parte sei titolari di imprese artigiane e quattro esperti di nomina sindacale. Purtroppo una norma del dicembre 2004 ha allargato a sei il numero degli esperti prevedendo la nomina di due esperti da parte dell’Assessorato regionale competente che, come era prevedibile, è diventato il modo per designare due “elettori” dell’assessore di turno, aumentando le spese, specie nella considerazione che spesso detti componenti non sono residenti nelle città dove hanno sedi le commissioni provinciali.
Alla presidenza della commissione di Siracusa è stato eletto, con i voti di Casartigiani, Cna, Confartigianato e Claai, Michele Marchese, presidente di Casartigiani Siracusa. Successivamente lo stesso è stato eletto presidente della Commissione regionale.
L’insediamento delle nuova commissione e il rinnovo dell’Ufficio di segreteria ha dato un notevole impulso alle iscrizioni, operando nell’ambito delle leggi ma nel rispetto del ruolo delle commissione che è quello della tutela e dello sviluppo dell’artigianato locale.
Un aumento del 2% che può sembrare modesto ma che, visto alla luce delle difficoltà del momento, riteniamo qualificante.
Nel contempo sono intervenute due leggi specifiche del settore. La prima, la 174 del 2005 riguarda gli ACCONCIATORI e la seconda, la 84 del 2006 le TINTOLAVANDERIE.
Purtroppo dobbiamo confrontarci con le lungaggini regionali e stiamo spingendo al massimo perché la Regione intervenga per i propri adempimenti, anche se, come vuole la legge, fino alla data di emanazione delle disposizioni regionali continuano ad applicarsi le norme previgenti.
La gestione diretta del comparto ha portato anche la Commissione regionale per l’artigianato a definire il recepimento automatico delle leggi statali di orientamento, riferendosi all’art. 5 della legge regionale 18 febbraio 1986 la quale stabilisce che “in Sicilia si applicano le norme della legge 443/1985 per la individuazione delle imprese artigiane”.

Forti dei numeri, vogliamo svolgere un ruolo da protagonisti.


Iniziamo con il rilevare come nel settore industria, costruzioni e servizi il 95% delle imprese occupano meno di 9 dipendenti e di queste oltre 2.500.000 imprese hanno un solo addetto, a fronte del totale di 4.277.875. Le piccole e medie imprese (da 10 a 49 addetti) sono, sempre nei tre settori, 146.368 pari al 3,5%, quelle da 50 a 249 sono 18.375 e quelle con oltre 250 appena 2.952. I dati si riferiscono all’intero territorio nazionale e, grosso modo, riportano le stesse percentuali anche in Sicilia.
Per andare a Siracusa diciamo che sono iscritti all’Albo delle imprese artigiane 6.843 ditte, a fronte dei quasi 35.000 dell’intero Registro delle Imprese. Un peso del 20% sulla economia siracusana. Nel restante 80% sono comprese tutte le altre categorie: commercio, agricoltura, pesca, cooperazione, industria.
Si calcola che, nella nostra provincia, quindicimila famiglie vivono di artigianato. Ed è per questo che come Casartigiani ci impegniamo al sostegno del comparto con tutte le forze possibili e immaginabili.
Ed è sempre per questo che chiamiamo tutte le imprese a fare quadrato attorno alle proprie organizzazioni per ottenere non favori, non regalie, non sussidi, ma quegli incentivi indispensabili e previsti financo dalle rigide norme europee, specialmente a favore delle micro imprese.
La nostra associazione, insieme alla propria federazione regionale e di concerto con le altre consorelle dell’artigianato, è impegnata particolarmente in:

TENERE NELLA GIUSTA CONSIDERAZIONE IL RUOLO DELL’ARTIGIANATO SICILIANO NELLA PREDISPOSIZIONE DEL POR 2007-2013, RISPETTANDO LE “MICRO IMPRESE” (FINO A 10 ADDETTI).

CRIAS. E’ indispensabile avere subito il nuovo Consiglio di amministrazione. E’ assurdo e ingiustificato il commissariamento politico. Come artigiani non amiamo le denunzie, ma non consentiamo soprusi. Attendiamo, con fiducia, l’impegno del nuovo assessore all’artigianato ed avere entro gennaio la nomina dell’organo di amministrazione della cassa per il credito alle imprese artigiane siciliane.

MODIFICA DEGLI INCENTIVI PER L’APPRENDISTATO NELL’ARTIGIANATO.

L’avere esteso a tutte le categorie, professionisti compresi, l’accesso all’apprendistato ha vanificato quella che era una vera scuola di apprendimento. Oltretutto i fondi non bastano più al punto che le imprese vantano ancora contributi degli anni pregressi.
Occorre riformulare l’apprendistato, prevedendo una specifica norma per l’artigianato, per le micro-imprese in particolare, e non escludendo il richiamo alle tante volte promesse “botteghe scuola” un modo sicuro per formare nuovi lavoratori.
Non è smentibile la nostra “accusa” sul nulla degli enti di formazione professionale riconosciuti dalla Regione Siciliane. Loro scopo primario, forse unico, è quello di garantire gli stipendi ai dipendenti assunti senza alcun concorso e al mantenimento delle strutture messe in opera con fondi della Regione che non hanno ottenuto gli scopi istituzionali.
Il suggerimento che noi sottoponiamo alla attenzione del legislatore è quello di prevedere una norma di legge specifica e il riconoscimento di un congruo contributo per le botteghe scuola. La formazione altro non è che una forma di educazione e quindi un bene pubblico che dovrebbe essere favorito in qualsiasi impresa senza tenere conto delle sue dimensioni. Chi può fare questo al meglio se non il “maestro artigiano” il quale resta, purtroppo, sempre il soggetto a maggiore rischio di perdere i lavoratori formati a tutto vantaggio delle grandi imprese?

AREE DI SVILUPPO INDUSTRIALE

E’ sempre più urgente la modifica della legge sulle AREE DI SVILUPPO INDUSTRIALE, eliminando l’attuale previsione di un Consiglio generale super affollato e che blocca ogni iniziativa. Riteniamo ottima base di discussione la ipotesi di legge presentata nella precedente legislatura dall’assessore all’Industria Marina Noè.
Nella modifica auspicata sarebbe opportuno prevedere anche la gestione delle ZONE ARTIGIANALI, purtroppo spesso carenti nella organizzazione e, in tanti casi, aree vuote di contenuti e prive di prospettive serie di sviluppo.

EDILIZIA

Nostra richiesta principale, sempre nell’ottica della tutela delle micro imprese e dell’artigianato in particolare è la modifica prevista dalla legge 109/90, recepita in Sicilia dalle leggi regionale 7/2002 e 7/2003 di elevare la quota di partecipazione alle gare pubbliche senza la certificazione SOA, portando il limite di 150.000,00 euro, vecchio di dodici anni, a 250.000,00 euro.
Al momento siamo anche impegnati ad avere un ruolo nella gestione delle Casse Edili. Ruolo che rivendichiamo con forza alla luce dei numeri primi enunciati.
Non vorremmo, per la cecità di alcuni ambiente che rappresentano, nei fatti, ben poca cosa che le organizzazioni dell’artigianato venissimo spinte alla creazione di nostre Casse edili.

DISTRETTI PRODUTTIVI

E’ assolutamente necessario ed urgente il riconoscimento dei Distretti e quindi potere operare nel senso indicato dalle norme di legge al riguardo. Per i finanziamenti di una certa entità ci sarà, dopo, la opportunità prevista dalle legge per i “progetti per lo sviluppo del Distretto produttivo” sottoscritti da almeno 1/3 delle ditte aderenti al distretto, dagli enti pubblici, da associazioni, da consorzi, etc.
Come Casartigiani Siracusa abbiamo avuto la forza e la capacità di presentare un distretto riservato alle sole imprese del siracusano e destinato alla “serramentistica”.
Noi ci crediamo ed è per questo che sollecitiamo una decisione che, per legge, doveva essere presa entro il 15 settembre 2006.
Per le nostre attività provinciali evidenziamo:
– il 23 novembre si è conclusa la più grande operazione cartolarizzazione di Sicilia. Su 84 milioni di euro a credito delle imprese artigiane siciliane per i contributi vantati per investimenti operati fino a tutto l’anno 2000, si sono avute adesioni per oltre 70 milioni di euro, l’8% di tale importo è venuto nella provincia di Siracusa, portando denaro fresco per oltre 6 milioni di euro. Una vera boccata d’ossigeno. Ora le federazioni regionali sono impegnate nel fare riaprire i termini e consentire alle imprese rimaste fuori di potere accedere a condizioni collaudate.
– altro argomento che seguiamo con interesse è il problema relativo al saldo dei contributi per l’apprendistato fino al 2001 di competenza delle Camere di commercio e per tutti quelli dal 2002 passati, purtroppo, alla competenza dell’Assessorato Lavoro. Per i primi si tratta di ottenere la modifica del sistema di ripartizione delle somme fra le Camere di commercio. Per i secondi insisteremo fino a proporre il ricorso alla cartolarizzazione nella logica del “pochi, maledetti, ma subito”. Stesso discorso stiamo facendo per i contributi vantati dalle imprese, e non solo artigiane, ai sensi degli articoli 9 e 10 della legge regionale n. 27/1990. Per l’articolo 9, tre anni or sono, siamo stati artefici della prima operazione di cartolarizzazione siciliana.
– la gestione autonoma di un consorzio fidi che opera quasi esclusivamente con Artigiancassa e propenso ad essere sempre vicino alle micro imprese con prestiti, fino a 60 mesi, con importi di 30.000,00 euro facili da rimborsare. E’ ovvio che curiamo, con la dovuta attenzione, anche richieste per importi superiori. E’ nostro augurio che il legislatore tuteli anche i piccoli consorzi fidi purché gestiti con parsimonia.
– la istituzione dei corsi di formazione per sostenere gli esami per il possesso delle capacità professionali nel settore dell’autotrasporto conto terzi. Siamo già al secondo corso e ci stiamo battendo, sia a livello provinciale che regionale, per ottenere il riconoscimento delle commissioni di esami a livello provinciale ed evitando la esclusiva dell’unica sede di esame a livello regionale. Altra iniziativa che stiamo portando avanti è quella di riconoscere le “capacità professionali” di diritto a coloro che esercitano tale attività da oltre dieci anni.
– la costante organizzazione dei corsi di qualificazione per la sicurezza, il primo soccorso, l’antincendio, i pimus (ponteggi edili). Per questi ultimi è nostra intenzione coinvolgere l’Ente Scuola Edile.
la adesione, e presenza, nello “Sportello Montagna” istituito a Sortino;
– la adesione, e presenza, nei Gal Eloro con un componente del consiglio di amministrazione con il ruolo di amministratore delegato e Gal Val d’Anapo. Fondatori, con un componenti nel consiglio di amministrazione, nel Gal Hyblon Tukles. I Piani di Sviluppo Locale possono essere di ausilio per le imprese artigiane che lavorano nella trasformazione dei prodotti del suolo. E’ nostro augurio che anche il POR 2007-2013 preveda tali strumenti.
– la presenza, con la vice presidenza, nel Comitato provinciale albo autotrasportatori. Questo sempre nello spirito della tutela del comparto.

Le azioni consolidate

Sulla scorta della prima iniziativa del 1983 “Il turismo, momento di sviluppo per l’artigianato”, e brillantemente ripresa nel 2003 con la “Tre A” - Archeologia Arte Artigianato - presenteremo nella prossima primavera un convegno su “L’artigianato siracusano dalla protostoria ad oggi”, dove saranno illustrate le tecniche e i reperti archeologici della ceramica e del rame dai secoli avanti Cristo ad oggi.
Continueremo a dare indicazioni su itinerari che raggruppano le nostre “Tre A”.
Insisteremo, sempre per favorire il turismo, sull’iniziativa “Aperti per ferie” che ha già superato due anni di collaudi.
Sono tutte iniziative che affrontiamo da soli, a volte con modesti contributi da enti a noi vicini, ma senza megaprogetti nell’ambito delle Misure del POR. Non abbiamo mire economiche e non vogliamo affrontare rischi secondo la logica che il “gioco non vale la candela”. Forse sono proprio questi i motivi che coronano le nostre iniziative: ci crediamo, investiamo, siamo contenti quando i risultati ci danno ragione.

Quali prospettive intravvediamo.

Noi siamo convinti e certi che gli artigiani siracusani sapranno ancora una volta superare le difficoltà che si prospettano. Lo facciamo da sempre. E non solo per le nostre capacità professionali, ma anche perché ci hanno insegnato a “vivere alla giornata”, affrontando i problemi quando ci sono e non inventandoli.
Per esemplificare: abbiamo affrontato e superato la riforma Vanoni, quella di Visentini, le nere previsioni del Visco 1 e di tanti altri. Supereremo anche quella di TPS e compagni.
Ci batteremo per le azioni che violano la Costituzione.
Ultime le previsioni della riforma delle sanzioni per le imprese dell’edilizia. Si tenta di lottare il sommerso colpendo le aziende note. Nulla si fa per scoprire il sommerso totale e le statistiche di tanto in tanto pubblicate sembra siano riferiti a piccole province e non a tutto il territorio nazionale.
Non si possono fare statistiche sulla “elusione”, spesso dovuta a motivi di sopravvivenza, lasciando in pace coloro che non appaiono in nessun tabulato, in nessun sito.
Ci sono sanzioni che violano l’art. 53 della Costituzione. “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività”.
Aspettiamo le prevedibili sentenze della Corte Costituzionale sulle sanzioni della legge 223/2006. Non contestiamo la lotta al sommerso, che ci è concorrente sleale, ma non accettiamo sanzioni assurde per irregolarità formali e comunque al di fuori delle capacità contributive dei singoli cittadini.
Su questo saremo sempre vicini alle nostre imprese, come lo siamo stati in tanti altri casi di abusi contro piccole imprese che, certi maldestri burocrati, rari per la verità, ritenevano indifesi e quindi soggetti favorevoli per le statistiche del “mezzo pieno” o “mezzo vuoto”.
Siracusa, 29 dicembre 2006


P.S. Sabato 30 dicembre le pagine di SIRACUSA dei quotidiani LA SICILIA, GIORNALE DI SICILIA, GAZZETTA DEL SUD e il quotidiano di Siracusa LIBERTA’ hanno riportato servizi sull’incontro della mattinata di venerdì 29 dicembre 2006. Un servizio è stato mandato in onda da Telestar nei telegiornali di venerdì.