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Rubrica ARTIFEX
I MOTIVI DELLA DIVISIONE
E DELLA CONCORRENZA SONO DIVENUTI I MOTIVI
DELLA CRESCITA DELLARTIGIANATO
Partiamo da un apodissi o se preferite
da un assioma ormai divulgato e consolidato : tutelare
e rappresentare lartigianato non è propriamente
la stessa cosa, che rappresentare e tutelare la piccola
e media impresa.
Questo è il nostro pensiero e non solo il nostro
per la verità, ed è tra laltro,
facilmente dimostrabile.
Lartigianato è un settore variegato e complesso
ed eterogeneo tanto da mettere in difficoltà
il legislatore quando si dovette trovare una sintesi
di natura professionale al tempo della legge quadro,
ma che, aldilà di questo, è contrassegnato
in magna pars e per grandi numeri da oltre un milione
e centomila ditte individuali e quindi , in sostanza
micro impresa. Pertanto, gli artigiani che stanno nei
limiti o perlomeno nellambito della piccola impresa,
sono in netta minoranza, diciamo circa 300.000, di cui
però moltissime imprese familiari. Tra laltro,
oltre i 10 dipendenti nellartigianato vi sono,
solo, circa 50.000 aziende, queste più riconducibili
alla PMI, presenti soprattutto nel Nord.
Inoltre, la conquista con il nostro concorso
(dellartigianato) della legge sulla S.r.l. pluripersonale
artigiana, offre ora lopportunità (non
ben sfruttata finora) anche giuridica a tutte
quelle piccole e medie imprese (circa il 90% di quelle
italiane) che navigano nel mare magnum dell
indefinito di divenire o meglio di qualificarsi
propriamente artigiane. Questo, che oltre ad essere
un auspicio può divenire anche la fortuna del
nostro settore e delleconomia della Nazione è
anche dicotomicamente la ragione che porta a connotare
e verificare una volta compiuto il percorso
di disboscamento dall indefinito attuale
, allartigianato, di tante aziende , di due
ambiti artigiani o meglio dellartigianato
tradizionale , che cè sempre stato, soprattutto
in Italia, e che è una nostra peculiarità
e chance in più, fatto di ditte individuali e
familiari e dellartigianato più propriamente
imprenditoriale quello cosiddetto di piccola e media
impresa, che si realizza o si realizzerà in forma
giuridica S.r.l.
La distinzione non è solo semantico-lessicale
per voler dividere limpresa artigiana a tutti
i costi, ma di opportunità ,oltreché,
di giurisprudenza e di chiarezza. Insomma, non è
retorica dettata dal fatto che noi apparteniamo alla
scuola o allopinione economica imprenditoriale
, che non considera limpresa un unicume
che si contrappone ad una scuola cosiddetta olistica
(termine mutuato dalla medicina) che invece vorrebbe
tutta limpresa uniformata sotto una sola regia
legislativa, giurisprudenziale , contrattualistica,
de facto se non de jure e rappresentativa.
Dimostriamo, perché non è giusto e non
conviene a nessuno pensare in termini di impresa generale,
soprattutto in Italia dove lartigianato fortunatamente
non è un noumeno , ma un fenomeno dalle caratteristiche
delleccezionalità.
Sono almeno cinque comunque le analisi dimostrative
e riguardano laspetto contrattuale, in considerazione
dellambito neo umanistico che consiste nellartigianato,
quello normativo, quello relazionato alla new economy
a quello del credito e quelle relazionate ad decentramento
e ci fermiamo qui.
In tema di contratti si pensi a tutto il caos dellart.18,
viene subito da pensare e da considerare come abbia
potuto sopportare finora una categoria come la
nostra delle regole contrattuali tarate sulla grande
impresa o comunque sulla media piccola quando circa
cinquecentomila aziende hanno un solo dipendente e altre
circa duecentomila, due ( con cinquecentomila oltre
senza dipendenti). La filosofia di impresa, le dimensioni
la stessa ratio, il mercato, la preparazione, forse
anche per questo la logica, le finalità, il respiro
, tutto è diverso. Ma, anche qui, il sindacato
per tradizione e scuola ha sempre impostato, soprattutto
nel passato, la sua logica che è quella di una
formazione culturale relazionata storicamente sul grande.
Ricordo a proposito una feroce discussione
del giovane sottoscritto con Bertinotti allora segretario
generale aggiunto alla CGIL. Ora per la verità
grazie anche alla determinazione di valorosi colleghi
rendiamo più cara la pelle.
Purtroppo però il problema resta, i contratti
così tarati non vanno bene per la nostra categoria
artigiana, uniformata tra coloro che sono al limes della
piccola e media impresa e lartigianato tradizionale,
anche e soprattutto perché le guarentigie richieste
ad una azienda dimensionata , non possono essere certo
sopportate da imprese individuali con uno o due dipendenti.
Ci dovremmo dare finalmente una logica per il bene della
categoria o perlomeno nel nostro caso, per il bene di
quella categoria di artigianato tradizionale alla quale
ci sentiamo più vicini per formazione, cultura
e impegno, della e con la quale vivono milioni di famiglie
italiane.
Per quanto riguarda la normativa si pensi alla 626 e
alla 488, pleonastico con queste premesse ricordare,
che non cè stata mai una politica vera
per favorire la nostra tipicità, la nostra peculiarità
tutta italiana di un artigianato a germinazione spontanea
anche e soprattutto nella zona arida economicamente,
quasi fosse un cactus dalla linfa vitale autosufficiente
, che spesso però disseta i dispersi.
Ricordo le tante discussioni al CNEL, con i fautori
della scuola teoretica che dissertavano sullessere
minus dellartigianato, sulla assoluta soffocante
necessità di un piano regolatore che cambiasse
a tavolino la strategia economica del Paese adeguandola
allEuropa anglo franco tedesca. Così come
la discussione fu vivace nel contesto della Conferenza
europea sullartigianato e la PMI di Milano nel
97. Ma tantè il cactus artigiano
sopravvive nonostante tutto, per germinazione spontanea
e per ricambio naturale e cresce anziché diminuire
, con buona pace dei teoretici e delle strategie dirigistiche.
Tantè, che anche noi abbiamo cambiato strategia
e guardiamo di più ai grandi provvedimenti anziché
a provvedimenti specifici di sostegno. In altri termini,
anziché piccoli successi di circostanza e di
settore, che si possono ottenere più in ambito
locale, guardiamo ai provvedimenti importanti , al fisco,
alle infrastrutture, alla lotta alla criminalità,
al credito, al costo del lavoro. In una parola, alle
riforme che questo governo si è impegnato a fare
per far crescere lItalia. Tanto, se cresce lItalia
cresce lartigianato si pensi alla new economy
ed alla distinzione con la piccola e media impresa.
Lartigiano ha una agilità operativa, che
si inserisce perfettamente in questa nuova possibilità
, cosa che non avviene, frequentemente, per nessuna
impresa dimensionata, che necessariamente è legata
al mercato territoriale o al più nazionale, alle
sue rigide e perimetrate regole.
Certamente, molte aziende dimensionate si stanno adeguando,
ma guarda caso lo stanno facendo o parcellizzandosi
o sottodimensionandosi e quindi spesso divenendo artigiane
(ricordando sempre le prospettive delle S.r.l. unipersonale)
,
Sarà sempre più una questione di libera
scelta e di opzione, ma lartigianato produttivo
in particolare nei settori artistici vince qualsiasi
monopolio, perché ha un rapporto qualità-prezzo
irraggiungibile.
Le competenze sullartigianato poi, sono decentrate
in gran parte e soprattutto nei contesti delle categorie
a sostegno e dellinnovazione in ambito di enti
locali, la piccola e media impresa no, dovrà
sempre in qualche maniera per quanto snella, agile,
duttile, restare legata alla grande industria ed alle
sue regole.
Nellartigianato si può parlare di neoumanesimo
del lavoro, da sempre, nelle aziende più grandi
si può solo cominciare a sussurrare . Da noi,
cè sempre stata una partecipazione emotiva
ed economica del dipendente, spesso addirittura i ruoli
si supportano, anche perché spesso si è
legati a vincoli di parentela o comunque di radicata
amicizia. E questo nonostante il sasso buttatoci
tra i piedi della 108, che sembrava fatto apposta per
dividere, facendo nascere sospetti e diffidenze.
In ultimo si pensi al problema creditizio, che è
una delle cose che ci sta più a cuore, a parte
il fatto che molto dipende da noi e non più dalla
politica.
Poiché se faremo crescere cambiando tutti mentalità
il progetto della banca degli artigiani con Artigiancassa
BNL saremo nella condizione di rendere il migliore servizio
della categoria.
Il credito al progetto e non ai capitali è il
nostro vecchio sogno, la nostra utopia.
Nella piccola e media impresa il finanziamento è
al bilancio e non può essere altrimenti, nello
artigianato può e deve essere pur con valida
istruttoria, visti anche i precedenti, al progetto.
Combinare le due esigenze vuol dire non fare il bene
di nessuno e impedire a nuovi artigiani imprenditori
di nascere, condannandoli alla ricerca del posto di
lavoro.
Gli argomenti trattati ci riportano al postulato, rappresentare
lartigianato non è propriamente la stessa
cosa che rappresentare la piccola impresa. Si può
obiettare che nel commercio il cambio cè
stato, epocale, repentino e violento e che le organizzazioni
rappresentative , lo hanno controllato perché
ineluttabile. Ma è ovvio rispondere che il paragone
non regge , perché tra artigianato e commercio
le diversità sono nette, anche se spesso non
comprese dalla gente comune e quel che è peggio
dai politici. Lartigianato si adegua ai tempi,
da servizi o produzione, sopravvive perché necessario
, offre sempre e si adegua a nuove opportunità.
Il piccolo commercio, se non in alcune zone, non poteva
reggere il confronto con la grande distribuzione, poiché
nello stesso contesto, e con la stessa logica lofferta
era ed è troppo diversa. Quindi, se togliamo
lagricoltura e settori in cui la differenza è
fatta da forme giuridiche trasversali , quali le cooperative
soprattutto, in Italia limpresa o è grande,
media e piccola o è artigianato.
Le organizzazioni artigiane devono cominciare a porsi
il problema se rappresentare limpresa o lartigianato
perché spesso il conflitto delle
esigenze è palese o comunque se non si può
abbandonare la piccola impresa, sarà forse necessario
creare un comitato interno per il solo artigianato.
Poi, ognuno si regoli come meglio crede, perché
le idee possono essere diverse, ma si tenga conto che
la distribuzione delle forze o se volete delle divisioni,
favorisce i motivi della crescita.
Noi di CASARTIGIANI la nostra scelta labbiamo
fatta da tempo. Solo artigianato, è uno degli
slogan dettato da convinzione, che ci è più
caro. Le nostre battaglie, le nostre opinioni, la nostra
forza rappresentativa la stessa nostra struttura di
servizio ed assistenza è rivolta solo agli artigiani.
Ed è questa una delle tre condizioni, forse la
principale insieme allautonomia organizzativa
delle nostre strutture e alla apartiticità, che
hanno giustificato la nostra ragione di essere e il
nostro successo, soprattutto dopo la cosiddetta prima
repubblica.
Su questa strada noi continueremo a batterci, consapevoli
che è più forte la autorappresentanza
del comparto, che il nostro ruolo , ma che il nostro
impegno può dare un buon contributo, soprattutto
in un Paese, dove lIndustria che pure ha grandi
straordinari meriti soprattutto nel primo ammodernamento
della Nazione, ora conserva molto potere, ma è
soprattutto, salvo rispettabilissimi a volte prestigiosi
casi, rendita di posizione.
Forse non servirà a cambiare le cose questa analisi,
ma la dovevamo fare, perché la coscienza ci obbligava
a farlo.
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