Il
presidente di Casartigiani: un grave errore associare
i piccoli imprenditori agli evasori fiscali
BASSO: “Serve più attenzione per gli
artigiani”
di Giulio Strada
[Il Tempo - 1/09/06]
Non si può e non si deve il bilancio pubblico
con i piccoli artigiani. “Non sono evasori e
non possono essere aggravati da un carico fiscale
ancora più pesante” spiega a il Tempo,
il presidente di Casartigiani, Giacomo Basso.
Che ne pensa anche alla luce della proposta
di ripristinare la minimum tax?
Sulla minimum tax dico quello che dissi nell’89
, ricorda la tassa sul macinato degli anni della lesina
e come quella è controproducente e iniqua perché
chi ha prodotto di più paga meno, chi ha prodotto
meno paga di più. Una assurdità, incostituzionale.
Ma penso, innanzitutto, che non c’è riguardo
per l’artigianato, mischiato nella “grande
mischia” degli autonomi. Ho passato una vita,
nella rappresentanza, in una drammatica in senso etimologico,
appassionata valorizzazione del settore constatando
una dicotomia penalizzante: la destra ti illude, ti
blandisce, ti lusinga poi di fatto, per vari motivi,
ti abbandona , la sinistra è ispirata da preconcetti
atavici, che indistinguono, che soprattutto nell’artigianato
il lavoro, con tutto il rispetto per tutti, si sublima
perché indica la volontà e non sancisce
la condizione.
Sull’artigianato non mi stancherò mai
di dirlo, unico settore tutelato costituzionalmente,
bisognerebbe ragionare deduttivamente su ciò
che appare evidente e cioè ruolo, impegno,
storia, significato, rischio, sacrificio, valenza
economica e non solo induttivamente e burocraticamente
su ciò che è stato (parzialmente) contabilmente
osservato in termini fiscali.
E’ molto suggestivo e c’è
una logica in tutto ciò, ma in termini più
prosaici?
Sembra di vedere per chi come me ha esperienza, un
deja vù, ogni volta, con la sinistra al governo,
ritornano i vecchi schemi e le vecchie equazioni,
artigiani uguale evasori, basti pensare, appunto,
alla minimum tax, il capro espiatorio è sempre
lo stesso. Il vero motivo, adesso, delle statistiche
delle Agenzie delle Entrate, che ci riguardano, è
la crisi che ancora ci attanaglia. E poi è
sbagliato e noi non lo abbiamo mai fatto mettere autonomi
contro dipendenti, ma la verità è che
l’evasione, anche se i furbi stanno dappertutto,
è nella società di capitali, in alcune
professioni e nei doppi e tripli lavori di chi già
ha un lavoro a reddito fisso, molti dei quali è
pur vero sono stati costretti a ciò dal dimezzamento
del salario e dello stipendio in conseguenza dell’Euro,
che comunque è l’effetto non la causa,
che invece è sempre la furbizia dei pochi a
danno dei tanti.
Quindi chiusura netta?
Il Governo intende liberalizzare e fa bene ma lo deve
fare a 360 gradi, non far sembrare che l’unico
problema sono i tassisti, che sono una risorsa, quando
se si analizzasse al microscopio ci accorgeremmo di
una burocrazia degli intoccabili che è fatta
di ordini e valori, guarentigie.
Per quanto ci riguarda, sulla materia fiscale, abbiamo
sempre collaborato e molto, sugli studi di settore
e non solo e siamo pronti ad ulteriori concertazioni,
ma non si parta male, mettendoci all’angolo
e additandoci al pubblico ludibrio. Metà artigiani
lavora con l’Industria, questi hanno regole
di gare, contratti , norme, concorrenza, non si sfugge
e anche volendo non si può evadere. Quelli
che lavorano sui servizi rilasciano ricevute se sono
artigiani veri e non doppiolavoristi, ne hanno essi
stessi l’interesse. L’utente, laddove
ciò non avvenga, le può chiedere e poi
ci sono controlli e continui inviti al rispetto della
legalità fiscale anche da parte nostra, delle
nostre strutture.
Cosa pensa di questi cento giorni di Governo?
Mi ha stupito la mancanza di concertazione, aldilà
dell’Industria e del Sindacato che è
ovvio facciano la loro parte, e aldilà delle
convocazioni informali, che a volte sembrano assumere
il valore degli inviti al ballo di corte del nuovo
Sovrano.
Ma, credo, che adesso tutto sia regolamentato o almeno
lo spero. Sarebbe giusto fare come faceva Letta, che
perdeva un po’ di tempo ma sentiva tutti e come
per la verità faceva Prodi con buoni risultati,
nel suo primo Governo con tavoli per categorie. Ma
forse Prodi rimase scottato da alcune incoerenze.
Come diceva Flaiano in Italia si fa presto a soccorrere
il vincitore e poi dimenticarselo.
E’ preoccupato per la Finanziaria?
Per la Finanziaria non si può non esserlo,
per il futuro sono moderatamente ottimista; le diplomazie
sono al lavoro.