IL Tempo [6 ottobre 2005]
Le piccole imprese fanno i conti con la manovra. Tra
i punti critici la Banca del Sud
Gli artigiani promuovono la finanziaria
Basso (Casartigiani): Accolte molte richieste. Recuperare
Tremonti è stato positivo
di Sergio Patti
Una legge finanziaria onesta, che accoglie molte richieste
del mondo artigiano. E’ questo il giudizio sulla
manovra espresso da CASARTIGIANI, una delle associazioni
più rappresentative del mondo artigiano. “Nonostante
le poche risorse disponibili – spiega il presidente
dell’organizzazione, Giacomo Basso – il
Governo ha deciso di agire sulla riduzione degli oneri
contributivi e non sul taglio dell’IRAP, che
avrebbe potuto creare discriminazioni tra piccole
e grandi imprese. Ed altrettanto apprezzabili sono
i minori oneri INAIL , i sostegni ai distretti industriali
, la destinazione del 5 per mille alla ricerca , i
rimborsi per i risparmiatori penalizzati dai grandi
crac finanziari con i proventi dei conti correnti
silenti…”
Dunque tutto bene? Gli artigiani sono soddisfatti?
Andiamo per ordine. Questa finanziaria contiene molti
elementi positivi. Ma anche qualche punto che non
ci ha convinto fino in fondo. L’idea di costituire
una banca del Sud per esempio , se raccoglie una forte
esigenza di credito delle imprese del Mezzogiorno,
dall’altro sembra troppo complessa e inefficace
rispetto al potenziamento degli strumenti che ci sono
già,come i Confidi e Artigiancassa. Sia chiaro:
per le imprese non è un problema nominale.
Non serve che una Banca si chiami del Sud o del Nord.
Quello che conta è che il credito arrivi a
tassi adeguati e in tempi certi.
Gli anni scorsi , quando c’erano più
soldi, siete stati molto più critici…
“E’ vero. Ma anche se può sembrare
paradossale , la mancanza di denaro può essere
un elemento positivo se si affina l’ingegno
e si spendono bene le risorse che ci sono. D’altra
parte , con poche eccezioni, persino l’opposizione
non ha avanzato grandi critiche. Evidentemente aver
recuperato Tremonti è stato un fatto positivo”
Gli enti locali sono a pezzi…
“La sforbiciata ai Comuni è preoccupante.
Però non c’è dubbio che può
stimolare le autonomie locali a ridurre gli sprechi.
Detto questo nessuno vuole nascondere che questo è
un Paese con undici milioni di persone a rischio di
povertà. E tra questi ci sono tanti piccoli
artigiani per i quali in futuro bisognerà fare
ancora di più”
Qual è la situazione del settore?
Le piccole imprese hanno tenuto in piedi l’economia
di questo paese, nonostante anni durissimi e la progressiva
assenza della grande industria. Adesso però
molte tra le aziende più piccole sono in fortissima
difficoltà. I fatturati si sono ridotti e tra
vincoli burocratici, oneri fiscali, deficit di infrastrutture
e costi del credito tirare avanti è sempre
più dura.
Sul Trattamento di fine rapporto intanto il
Governo ha preso altro tempo.
Si è rinviata la riforma di un mese. E allora?
Siamo di fronte a una delle più importanti
novità per il futuro dei lavoratori. Perché
correre? Sul Tfr invece bisogna procedere con i piedi
di piombo e garantire la necessaria sicurezza sociale.
Un mese in più o in meno non sposta niente.