IL Tempo [26 maggio 2006]
Basso Casartigiani «Ora serve la coesione»
Il presidente dell’associazione: dialogo
tra governo,
opposizione e parti sociali per far ripartire l’economia
di Giulio Strada
«IL PAESE ha bisogno di coesione.
Il binomio unità-sostegno alla nostra economia
è una "conditio sine qua non", pena
il ridimensionamento del Paese e del nostro livello
di vita. Dobbiamo tornare a produrre e a favorire
le nostre straordinarie peculiarità come turismo
e artigianato, a tutti i livelli». Questo l’appello
che il presidente di Casartigiani Giacomo Basso, lancia
a tutti gli attori politici e sociali dopo le elezioni.
Cosa pensa di quello che è avvenuto in politica
dopo il 18 aprile? «Ho visto, anzitutto, una
grande prova di maturità democratica e questo
è molto positivo per il nostro Paese. Innanzitutto
saluto due ex sindacalisti, con i quali ho interloquito
fin da giovanissimo. Ricordo, conoscendo l'ambito
sindacale, Marini come uomo di alta mediazione. E
vedo nel presidente Napolitano un grande senso dello
Stato. Il Governo Prodi può vantare personalità
di spicco come Padoa Schioppa ma ha in sé anche
molte ombre. L’esecutivo dovrà centellinare
e ben scegliere i provvedimenti viste le difficoltà
al Senato. Certo mi dispiace per l'Italia, che un
uomo del calibro di Gianni Letta, rimanga inoperoso,
a prescindere dalla sua collocazione politica».
Quale è la gerarchia dei provvedimenti che
il Governo deve affrontare? «Anche alla luce
dei dati Ocse di questi giorni il Paese ha bisogno
di coesione e di unità e non solo per motivi
sociologici, etici e dianoetici, ma soprattutto per
motivi economici. Non avrei visto male il modello
Merkel. Quello di mettere al posto i conti italiani
senza gravare sulle tasche dei cittadini e di rilanciare
il Paese, comunque, è il grande compito dei
prossimi anni. Dobbiamo capire che non abbiamo più
sinecure o rendite economiche di posizione. Siamo
soli nel confronto globale e senza molti amici. Quindi,
la coesione e l’unità a favore della
nostra Economia è una "conditio sine qua
non", pena il ridimensionamento del Paese e del
nostro livello di vita. Dobbiamo tornare a produrre
e a favorire le nostre straordinarie peculiarità
come turismo e artigianato, a tutti i livelli. Si
deve tornare a un clima di collaborazione e non di
scontro». E l’artigianato? Secondo la
statistica del dipartimento delle politiche fiscali
il 43% degli autonomi denuncia meno di 10 mila euro
«La statistica è ineffabile e come per
i sondaggi vale sempre la storia del pollo di Trilussa.
Ma se il buon giorno si vede dal mattino, non c'è
da essere allegrissimi, ma siccome ho auspicato collaborazione
e unità non ne faccio un dramma. Il problema
dell'evasione viene troppo spesso sintetizzato nell'artigianato
in promiscuità con il lavoro autonomo. È
assurdo, e sottolineo assurdo, soprattutto perché
esistono gli studi di settore, varati da un governo
di centro sinistra, e quando è noto che la
troppo vasta evasione, che letteralmente ci distrugge,
è da altre parti. Non vogliamo fare del vittimismo
a priori ma, speriamo di non dover tornare nel "mirino";
l'ho detto in tempi non sospetti, prima delle elezioni,
quando si sussurrava, che per finanziare l'abbassamento
del cuneo fiscale, si dovevano aumentare i contributi
previdenziali agli artigiani altra cosa fuori dal
buon senso. Il Paese non dimentichi che cosa rappresenta
e che cosa ha fatto l'artigianato per gli italiani.
Cosa teme ora per la categoria. E cosa chiede venga
fatto al più presto? Non vogliamo tornare ad
essere un vaso di coccio in mezzo ai vasi di ferro
di manzoniana memoria. Dobbiamo, assolutamente, sostenere
l'Industria, che con le scelte di Montezemolo, già
sta rialzando la testa e dobbiamo ridare un valore
al salario e allo stipendio di tutti nel lavoro dipendente,
dopo i comportamenti poco leali seguiti da qualcuno
durante il passaggio all'Euro. La moneta unica ha
i suoi meriti soprattutto per la stabilità
che ha introdotto. Non vogliamo essere capri espiatori
da ricercare in chi ha meno voce e senza che non si
distingua il nostro ruolo, la nostra importanza da
quella di altri. L'artigianato, non lo si dimentichi,
è un settore tutelato ed è una nostra
quasi esclusiva e ha creato il Made in Italy.