Turismo, pmi, artigianato le armi per la competitività
La ricetta del rilancio secondo Giacomo Basso, presidente Casartigiani
di Giovanni Galli
[Italia Oggi]


Turismo, piccola e media impresa e artigianato sono le sole armi di cui può vantarsi l’Italia per il rilancio della compretitività. Non incentivarli, acbe con la leva pubblica e rilanciando la contertazione, sarebbe un delitto. Ne è convinto il presidente di Casartigiani, Giacomo Basso, che chiarisce a Italia Oggi quale sia la posizione delle pmi artigiane dopo il primo incontro con il governo a palazzio Chigi su competitività e Mezzogiorno «L’Italia non avendo materie prime, è un paese trasformatore nel neo mercato globale. Con l’arrivo di competitor internazionali sempre più agguerriti e pronti a tutto, di paesi dove si paga poco fisco e dove il costo del lavoro è bassissimo, l’Italia ha solo queste armi per essere competitiva: il turismo, le pmi e l’artigianato. La nostra argenteria di famiglia, insomma».
Domanda. E la grande industria?
Risposta. Nonostante Montezemolo stia facendo ogni tentativo per recuperare un ruolo significativo, anche simbolico, all’industria italiana, e in questo siamo con lui, cappiamo però che la mostra grande impresa non è più quella degli anni 60. Per tornare a primeggiare, io credo si debba tornare a quanto si faceva negli stati uniti di inizio secolo, cioè puntare su ricerca e formazione. Che oggi vuol dire dare incentivi alla localizzazione alla aziende e disincentivi come deterrenti alla delocalizzazione. E realizzare una semplificazione privilegiata con la p.a. Ma soprattutto il paese deve fare in modo che si affermino nuovi fuoriclasse, puntando sempre sull’università.
D. Che cosa chiedete al governo come priorità?
R. Il governo deve prendere provvedimenti sula burocrazia e sulla valorizzazionee del territorio, intervenendo sulla sicurezza e sulle infratrutture. E poi deve consultarsi più spesso con i rappresentanti di coloro che producono veramente ricchezza chiedendo come possa metterli nella condizione di reggere le posizioni e il confronto, in particolare con la leva fiscale, interventi sul costro del lavoro e facilitazioni all’accesso al credito.
D. Ma il governo ha fatto capire che soldi non ce ne sono...
R. È vero, soldi ce ne sono pochi, ma ci sono idee. Sostenere la pmi e l’artigianato e incrementare il turismo è una conditio sine qua non, perché questo è l’unicoinvestimento per produrre ricchezza. Bisogna dire una volta per tutte che l’Italia è un paese ancora ricco nonostante il calo della domanda interna, perché si è prodotto molto con gli anni ma adesso è ora di ricominciare.
D. Ma anche quello dell’artigianato non sarà un mito?
R. No. Il mito dell’artigianato in Italia è reale e si è sviluppato di concerto al boom della grande impresa e ha resistito. Solo la Francia, che però ha altri paramentri e lineamenti diversi, può reggere il confronto. Per il settore, molto unito in questo momento anche a livello rappresentativo come dimostra il documento unitaro presentato al governo con Cna e Confartigianato, per reggere occorre meno burocrazia, allentare la pressione fiscale, riformaerr gli incentivi, facilitare l’accesso al credtio, confidando anche nella nuova Artigiancassa oltre che nel sostegno ai consorzi fidi.