Il Tempo
[
giugno 2004]

Intervista -
Il presidente Giacomo Basso
"Il nostro problema in economia è la competitività"
CASARTIGIANI: " Più sociale e meno liberismo"


Mille sedi in tutta Italia, decine di migliaia di iscritti che sono lo zoccolo duro di Casartigiani, la confederazione diretta da Giacomo Basso, che da anni è attento ai problemi del Paese in maniera propositiva. E senza risparmiare critiche.

Cosa pensa debba cambiare nella politica governativa?

Più sociale e meno di liberismo . Caccia agli sprechi ma mai contrazione del welfare. Un osservatorio sui prezzi e tariffe più incisivo e con possibilità di interventi con uffici appositi presso gli enti locali. Una politica per il Mezzogiorno più efficace per quella che in questi due anni deve essere la nostra nuova frontiera, nell'interesse di tutti, nord compreso. Il modello di Roma capitale rende giustizia anche alla pmi con un . maggiore PIL nazionale, molto più alto di qualsiasi altra città.

Per entrare nello più stretto aspetto economico?

R) Ho molto apprezzato interamente la relazione di Montezemolo; il problema nostro in economia è la competitività. Siamo arretrati di troppe posizioni e rischiamo di scontare la cosa tra qualche anno in termini addirittura di qualità sociale. Dobbiamo recuperare competitività e lo dice uno che rappresenta gli artigiani che sono lo zoccolo duro dell'economia. Ma la grande e media impresa deve essere rilanciata nell'interesse generale .
La ricetta di Confindustria più ricerca, più formazione, più infrastrutture, più internazionalizzazione della qualità italiana è da condividere. Poi dobbiamo prendere il trend della ripresa.

E le tasse?

Ha ragione il premier , le tasse vanno tagliate, perché è stato promesso e la gente non dimentica, poi perché sono troppo alte ed è l'unica "scossa" possibile . Ma si devono trovare le risorse perché sulle fasce alte sono pochi soldi ma per le medio basse servono dodici miliardi che guarda caso sono quelli che la Finanza ha accertato come evasi, soprattutto nella grande impresa, quindi abbassando le tasse anche alle aliquote alte e con una incisiva lotta all'evasione ci sarebbe un maggiore gettito e probabilmente si troverebbero le risorse per abbassare la pressione fiscale ai ceti medio bassi ,senza penalizzare il welfare, le imprese e il Mezzogiorno.

E gli artigiani?
Gli artigiani se si fa la riforma fiscale , se parte il nuovo piano industriale di Artigiancassa sul credito, e ci dovremmo essere, perché noi la nostra parte l'abbiamo fatta, si lancia l'impegno del sud con infrastrutture , sicurezza e incentivi agli investimenti e si valutano circostanziatamente e con serietà gli interventi sui tanti singoli settori secondo le necessità e le possibilità, basta lasciarli fare: Poi il confronto si sposta in sede di enti locali.
F.C.