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Il Tempo
[12 marzo 2004]
Intervista - Il Presidente di CASARTIGIANI Basso:
a fine 2004 altri 70 appuntamenti con le tasse
GIUSTA LA SCELTA DEI SALARI DIFFERENZIATI PER REGIONE.
NON E' RITORNO ALLE GABBIE
di Gianni Di Capua
E' un momento di oggettiva difficoltà per la
grande impresa italiana, un momento di passaggio e di
ricambio, aggravato dai noti episodi di cronaca e purtroppo
da altre situazioni di "sofferenza".
In questo contesto preoccupante abbiamo intervistato
il presidente di una delle tre grandi confederazioni
artigiane, Giacomo Basso, di CASARTIGIANI.
D. Quale il significato dell'intesa col Sindacato,
che in particolare prevede salari differenziati per
regione?
R. Rappresenta una scelta federalistica intelligente,
utile a tutti, alle zone più ricche e a quelle
più povere, perché l'inflazione non è
programmata o "imposta per decreto", ma concertata
e perché in certe situazioni geografiche è
importante offrire lavoro e trovare occupazione, che
sancire diritti dirigistici, che non vengono poi rispettati
per impossibilità materiale e poi perché
il Mezzogiorno avrà una chance in più
di crescita e di virtuosa autoreferenzialità.
D. Insomma le "Gabbie salariali"?
R. No assolutamente, le retribuzioni non si decidono
a livello nazionale, ma dopo appropriato confronto regionale.
E da questo può nascere molto di buono e poi
gli attestati di plauso che ci sono giunti, in maniera
eterogenea, dimostrano che il modello è valido.
D. Sulle pensioni qual è il vostro parere?
R. L'ultima stesura ci pare di buon senso, riferita,
a quella del 2008, tutti a 65 anni, anche se non ci
piace molto quel 61 anni per andare in pensione per
gli artigiani contro i 60 dei dipendenti, che del resto
passeranno a 61 dal 2010 (e anche su questo abbiamo
riserve). Noi crediamo che aver raggiunto il criterio
60 età 35 di contributi, sia un punto alto di
mediazione. Non si parli però di aumento di contributi
per gli autonomi, perché non è economicamente
sopportabile e perché gli artigiani già
andranno in pensione con il 30 % dell'ultimo reddito.
Non scherziamo. Pensiamo invece agli incentivi necessari
per varare la previdenza integrativa.
D. L'artigianato fa la parte del "leone"
in economia, ma l'ultimo dato Unioncamere mostra una
crescita rallentata.
R. Sì, soprattutto al Sud, ma il tutto
è congiunturale ai riferimenti all'anno precedente,
il 2002 in cui nell'edilizia ci fu un vero boom, di
nascite d'imprese dovuto alle detrazioni e all'IVA contratta
sulle ristrutturazioni edilizie e comunque nel Mezzogiorno
i problemi sicurezza e infrastrutture permangono. E
poi c'è l'annoso problema fiscale.
D. Cosa vuol dire che non è stato fatto
a sufficienza sul fisco?
R. Questo Governo dimostra indubitabile attenzione
all'artigianato e molte cose buone anche su questo versante,
del resto apprezzate, sono state fatte, ma il problema
fiscale permane. Una nostra recente indagine dimostra,
che le principali scadenze fiscali per gli artigiani
per il 2004 sono ancora, ben 70, troppe! Dal 2001 affermo,
che il punto dirimente per un giudizio complessivo su
questa legislatura in economia , è e sarà
la diminuzione della pressione fiscale. Ma questo al
Governo lo sanno bene, soprattutto Berlusconi è
determinato a raggiungere l'obiettivo.
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