La Gazzetta del Mezzogiorno
[17 ottobre 2003]

FINANZIARIA 2 / Intervista a Giacomo Basso, presidente dell'organizzazione
«Rifinanziare il credito agevolato»
Casartigiani: fondi Artigiancassa indispensabili per le imprese del Sud

BARI - «In periodi di stagnazione economica il credito è tutto per gli imprenditori e per gli artigiani» e dunque perché tagliarlo? Poche domande, semplici e «secche», quelle che gli imprenditori di Casartigiani rivolgono al governo, sollecitando maggiore attenzione in Finanziaria nei confronti del vastissimo tessuto imprenditoriale artigiano. Qualche domanda a Giacomo Basso, presidente dell'organizzazione.
Qual è il giudizio di Casartigiani sulla Finanziaria 2004?
«La situazione economica è quella che è e la crescita, stimata con troppo ottimismo all'1,9%, se vogliamo essere realisti non raggiungerà l'1%. Per questo chiediamo solo la giusta attenzione e, a fronte di alcuni validi segnali quali i provvedimenti fiscali sull'edilizia e l'importante sblocco delle risorse alla 488 per gli artigiani, manca un adeguato rifinanziamento al credito agevolato tramite Artigiancassa».
Riforma delle pensioni, tfr e occupazione: quali effetti delle attuali riforme prevedete nel vostro comparto?
«Sulle pensioni, per il momento siamo agli enunciati, ma tutta la fase, opportuna, di dialogo sociale dovrà portare ad un nuovo scenario, speriamo migliore. Quello che preoccupa è la stagione di scontro che si prepara sulla riforma previdenziale. Sul Tfr, l'artigianato è abbastanza preoccupato, perché per i piccoli e piccolissimi imprenditori non sarà facile ricevere garanzie appropriate. Per quanto riguarda l'occupazione, va rilanciata la grande industria, che perde occupati. Il nostro comparto, legato a filo doppio alla grande impresa, tiene bene, ma deve essere sostenuto in termini di credito, in attesa della imprescindibile riforma fiscale e di una nuova stagione di incentivi diretti».
Quale politica economica auspicate per il Mezzogiorno?
«Il Sud è una risorsa per tutto il Paese e lo diventerà ancora di più con l'ampliamento nel 2004 dell'Ue, ma va sostenuto per evitare, non solo la concorrenza dei Paesi dell'Est ma anche la stessa volontà dei nostri imprenditori di trasferire "la baracca" altrove, a causa dei costi. Il Mezzogiorno ha bisogno di infrastrutture, sicurezza e incentivi diretti, come il credito di imposta. La Puglia e la Basilicata non sfuggono a questa regola: è più difficile fare l'imprenditore dove non ci sono infrastrutture adeguate e le tasse sono troppo alte. Credo e spero che il governo con qualche aggiustamento di rotta, abbia intenzione di aprire un "new deal" per il Mezzogiorno».
Come giudicate la nuova legge sui Confidi varata dal governo?
«Positivamente, perché pone fine ad un'attesa protrattasi a lungo. Però siamo in attesa del recepimento, in sede di conversione del decreto legge, degli emendamenti presentati dalle Confederazioni tramite Fedart su alcuni punti fondamentali della legge, che devono garantire la rispondenza tra le esigenze legate alla particolare tipologia dei nostri Confidi e i parametri di operatività degli stessi, fissati per decreto. In altri termini, occorre che il legislatore consideri l'esistente e che pur nel rispetto delle oggettive esigenze di sviluppo qualitativo nell'erogazione delle prestazioni e nella patrimonializzazione, tenga conto delle difficoltà delle nostre entità ad adeguarsi a parametri troppo pretenziosi. Non andiamo a complicarci la vita: il sistema dei Confidi è un sistema arterioso, periferico, importantissimo per la nostra economia:non è sacrificabile, pena danni seri alla piccola imprenditoria, sull'altare di qualsivoglia omologazione o uniformizzazione. Mi sembra che Tremonti, anche rispetto alle nuove regole di "Basilea 2", abbia fatto suo il problema».

Bepi Martellotta
Giacomo Basso, presidente Casartigiani