L'Unione Sarda
[15 ottobre 2003]

Il Commento

Finanziaria, più fondi per artigiancassa, dare credito all'artigianato

di Giacomo Basso*

Siamo a metà legislatura e si fanno i bilanci, molto lusinghieri in campi come la politica estera, meno in economia se si fanno i conti con la situazione congiunturale e la fortuna, che non è stata amica, se si pensa a quante difficoltà ci sono state in questi due anni.
Per il 2004 il debito è al 2,2 % del PIL e la crescita stimata, con molto, molto ottimismo, è al 1,9 %. Già questo potrebbe essere esaustivo del quadro e lasciare poco spazio a sogni e suggestioni. E' già confortante, che non si torni alle vecchie finanziarie da "cura da cavallo", che ci hanno propinato
nel passato, anche se i nostri, di tutti, sacrifici ci hanno permesso di entrare, con piena dignità, in Europa.
Se si tiene conto, che in una situazione dove serpeggia un certo malcontento per l'aumento delle tariffe e dei prezzi, a seguito soprattutto, dell'avvento dell'Euro, il Governo ha, coraggiosamente , deciso, anche, di affrontare il nodo pensioni, si capisce bene quanto la situazione possa essere delicata.
Una finanziaria, che non può essere suggestiva, ma "di difesa" per usare il gergo calcistico; i cittadini che si constatano, con l'euro, più poveri rispetto a come si sentivano con la lira, (anche il Governatore Fazio fa riferimento ad un assurdo e generalizzato effetto cambio 1 Euro - 1.000 Lire) pur comprendendo, i più avveduti, però più abbienti , i vantaggsi in termini di stabilità, che comunque "l'ombrello" dell'euro garantisce e in più una riforma, che pur ben impostata e chiarita nei contorni, dal Premier a livello di informazione mediatica (a differenza di quanto avvenne per l'art. 18) non può non lasciare scontenti una vasta fascia di assicurati, che vedono unilateralmente modificata, anche se per giusti motivi di importanza generale, le condizioni e i diritti che erano alla base di una vita di lavoro. Tre situazioni che non possono far stare tranquilli; soprattutto se si pensa alla ormai inevitabile contrapposizione con il sindacato e a tutto quello che può comportare.
In questa situazione, dispiegare semplicemente i "chaier de doleans" del settore artigiano, può apparire in qualche modo fuori luogo, quasi velleitario, ma un conto è lamentarsi e chiedere tutto, altro è chiedere giusta considerazione e ciò che è giusto e possibile.
Pertanto, noi vogliamo continuare a fare professione di fiducia, chiedendo scelte mirate e pur realizzabili per il nostro settore, anche perché verifichiamo oggettivamente, scevri da valutazioni politiche, perché la nostra unica politica è quella imprenditoriale e artigiana, quanti piccoli e piccolissimi imprenditori credono , fortemente , ancora, alle speranze che Berlusconi ha saputo trasmettere di valorizzazione e rispetto del lavoro imprenditoriale.
Per questi motivi, pur compenetrandoci nel momento di difficoltà, non possiamo non chiedere con determinazione che questa Finanziaria preveda la conversione del Decreto Legge Quadro dei Confidi e soprattutto come "conditio sine qua non" provveda ad un adeguato rifinanziamento dell' Artigiancassa nel contesto di un sostegno complessivo dell'imprenditore nei confronti del sistema bancario.
Nel momento in cui la riforma fiscale tanto attesa, giocoforza, segna, per il momento, il passo e ci si deve confrontare con la stagnazione, per il piccolo imprenditore e l'artigiano il credito è la sussistentia vitae. E questo non ce lo si può negare e ci si deve sostenere, perché la consapevolezza che il nostro settore è l'ossatura dell'economia italiana è ormai assiomatica, pur se siamo tutti consapevoli che l'artigianato di produzione è in grande parte figlio della grande impresa italiana anni 50-60.
Però, la nostra carta in più, la nostra quasi esclusività, nel saper fare piccola e piccolissima imprenditoria, rischia di essere intaccata o limitata o peggio rischia di essere volontariamente esportata , da tanti nostri imprenditori, che potrebbero preferire altri scenari per il loro impegno per ovvi motivi di costi , di burocrazia (nonostante i progressi) , che il federalismo sembra a volte appesantire anziché alleggerire. E comunque rischiamo di essere invasi e paradossalmente, imprenditorialmente soppiantati in molti settori.
Va detto che dal Governo ci sono stati alcuni validi segnali di attenzione, quali i provvedimenti fiscali per l'edilizia, le modifiche alla CONSIP , e soprattutto da ultimo l'apprezzabilissimo avvio della 488 per le imprese artigiane con la definizione delle risorse, ma pensiamo di meritare ancora di più.
Pertanto in attesa della diminuzione delle tasse e dei costi in generale, e di tornare a incentivarci, dateci assolutamente credito, ne avrete in cambio tanto lavoro , tanto impegno e la silenziosa efficiente concretezza di sempre.

*Presidente nazionale
Casartigiani