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Secolo d'Italia
10 luglio 2003
Basso, leader di Casartigiani,
lancia un appello al governo a nome delle piccole e
piccolissime imprese
Avete lavorato bene, non sciupate tutto
Roma. «Il mondo produttivo è preoccupato.
Il governo ha impostato un buon lavoro, ma c'è
bisogno di continuità nell'azione, serve coesione
per condurre in porto i progetti che interessano al
Paese e alle categorie in particolare e che erano stati
presentati con nostra soddisfazione». Giacomo
Basso, leader di Casartigiani, che guida una platea
di imprese piccole e piccolissime, con i suoi associati
è abituato alla concretezza: nemmeno all'esecutivo
chiede l'impossibile e preferisce lanciare un appello
alla stabilità, ma, in vista della presentazione
del Dpef, elenca una serie di proposte per l'artigianato
e le microimprese.
«Io so che le risorse a disposizione sono tutt'altro
che illimitate - sottolinea Basso - ma nell'ambito della
loro distribuzione chiediamo un interesse concreto per
la nostra categoria. E lo chiediamo non solo per interessi
di bottega, ma anche perché l'Europa si sta interessando
al tessuto produttivo italiano, che viene studiato anche
negli Usa e soprattutto è studiato nei Paesi
orientali che stanno per entrare nell'Ue. Si tratta
di competitori formidabili, rispetto ai quali chiede
all'esecutivo - è necessario salvaguardare l'identità
economica italiana che, piaccia o meno, si basa sul
sistema delle Pmi».
In concreto, come Casartigiani, che cosa chiedete al
Governo?
«Prima di tutti di stare attenti alle conseguenze
dell'accordo Basilea 2 sui Confidi. Bisogna mantenere
- spiega - le promesse di Tremonti di salvare l'identità
dei Confidi, altrimenti scomparirà una miriade
di aziende che vive grazie al credito agevolato. Inoltre
- aggiunge - chiediamo di rifinanziare l' Artigiancassa,
rendere strutturale la Tremonti bis, rifinanziare il
credito d'imposta, che ha avuto il merito di far crescere
il lavoro al Sud nelle piccole aziende, riconoscere
ai lavoratori autonomi una no tax area di importo pari
a quella dei dipendenti, non arrestare il cammino di
riduzione dell'Irap, ampliare la 488 agli artigiani,
per cui - conclude Basso - basta emanare il regolamento
attuativo».
Pi.Ro.
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