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Il
Tempo
10 luglio 2003
«Per piccole imprese e Sud
bisogna fare di più»
«E' difficile fare previsioni perché sono
strettamente correlate alle risorse disponibili e alle
priorità da perseguire che saranno scelte dal
governo. Aspettative ce ne sono perché nel momento
in cui in Europa ci chiedono di insegnare il "mestiere"
di fare piccola impresa o, se preferite, di esportare
il nostro know how, e nel momento in cui in tal senso
una raccomandazione Ue del 6 maggio ridefinisce la dimensione
e la classificazione delle aziende e contempla le microimprese
oltre alle piccole e alle medie, è "conditio
sine qua non" sviluppare una politica di sostegno».
E' il giudizio del Presidente di Casartigiani, Giacomo
Basso, che in vista dell'elaborazione del Dpd e successivamente,
della Finanziaria, traccia le aspettative dell'artigianato
per una politica di sviluppo del settore.
Vuol dire che finora per le Pmi e l'artigianato è
stato fatto poco?
E' stato fatto sia sul piano del riconoscimento e della
considerazione del ruolo economico e sociale, soprattutto
con provvedimenti annunciati, ma non ancora realizzati,
quale la riforma fiscale o la legge 488 a tutti e la
riforma del lavoro e con quella sensazione certa che
in sede di governo si è ben capito che c'è
stato un rimodellamento della nostra identità
imprenditoriale, e anche sul piano dei fatti, se si
pensa al settore dell'edilizia, alle risorse Artigiancassa,
non sufficienti, alla stessa Tremonti Bis. Ma non basta,
per l'artigianato va fatto molto di più, soprattutto
per il Mezzogiorno.
Che cosa?
Quando proprio l'UE sancisce , finalmente, la classificazione
della microimpresa, è necessario che Governo,
Parlamento e Regioni recepiscano la raccomandazione
dell'Unione europea programmando uno sviluppo precipuo
alle microimprese in generale e meridionali in particolare
traendo soluzione ai loro problemi tecnologici innovativi.
Che cosa fare per incentivare i consumi?
Questo Governo ha dovuto affrontare troppe difficoltà,
calamità, guerra, buchi di bilancio e poi l'entrata
dell'euro, anche gli economisti dilettanti sapevano
che la moneta forte avrebbe favorito i risparmiatori
e sfavorito i consumi. Nel nostro settore credo che
per le ristrutturazioni delle case hanno funzionato
gli incentivi.
Qual è la cosa che vi sta a cuore e su cui
attendete il governo alla prova?
Per me si gioca tutto in prospettiva sulla riforma fiscale.
Se il governo riuscirà a portare a termine questa
riforma così importante , avrà ottenuto
un risultato straordinariamente meritorio.
E le pensioni?
Penso che sia una riforma da fare , ma con giudizio
e prudenza e con un forte richiamo al dialogo sociale.
R.C.
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