dal quotidiano SECOLO D’ITALIA

BASSO: ARTIGIANI ESEMPIO PARTECIPATIVO

Roma. “Sicuramente la modifica dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori ha un valore simbolico, rappresenta l’inizio del processo di riforma del mercato del lavoro e dell’economia che il Centrodestra ha promesso di avviare. Non credo che sia un escamotage per licenziare più facilmente, ma sono sicuro che permetterà di assumere di più.
Ma è indubbio che nonostante gli sforzi in senso contrario della maggioranza , c’è stato un difetto di comunicazione e di comprensione che ha contribuito a lasciare la palla ai sindacati e alla sinistra permettendo che CGIL e DS ne facessero un totem. Ora il percorso è più difficile , ma non va per questo abbandonato”. Giacomo Basso leader di CASARTIGIANI non ha certo perso fiducia nel governo, ma nel contempo stimola la maggioranza a “saltare” l’opposizione preconcetta per ristabilire un rapporto diretto con il mondo del lavoro a cominciare dalla platea delle piccole e piccolissime imprese. “Per quanto riguarda le categorie da me rappresentate la modifica dell’articolo 18 ha un interesse molto relativo - continua Basso – anche se ritengo che abbia una valenza morale , potrebbe eliminare il triste fenomeno del licenziamento selvaggio dei giovani che hanno portato a termine i contratti di formazione e lavoro.
Proprio di fronte alla sclerotizzazione del confronto su un tema come questo che , appunto, non riguarda il motore della nostra economia , l’artigianato, mi domando se non sia pericolosa questa unità delle rappresentanze delle imprese che in molti chiedono.” Ma il Governo non può trovarsi di fronte oltre trenta sigle ogni volta che deve avviare il dibattito… “Io non nego l’importanza della rappresentanza unitaria – ribatte il leader di CASARTIGIANI – ma ribadisco che le imprese sono una cosa, gli artigiani un’altra. In Italia ci sono un milione e centomila ditte individuali e solo 50 mila hanno più di dieci dipendenti. E’ necessaria unità di rappresentanza per pretendere differenziazione normativa in materia di sicurezza, incentivi, accesso al credito. E in questa direzione deve muoversi il Governo, parallelamente alle iniziative già intraprese , come la riforma dell’articolo 18.
Nel Sud soprattutto lo sviluppo può venire solo da questo specifico imprenditoriale italiano, le microimprese che hanno dalla loro quella duttilità che rappresenta una ricchezza incomparabile. E che – conclude Basso – fa naturalmente a pugni con la cultura antagonista per rifarsi invece alla cultura partecipativa.