ARTIGIANI E ITALIANI


Non per fare distinzioni nella morte, non per fare distinzioni nell’eroismo, non per fare distinzioni nel merito civile, ma solo per ricordare, sempre, ed evidenziare, come, anche, nel dolore, come nella tragedia, come nel coraggio, ci sia tanto di artigiano nella nostra italianità, nella nostra umanità.
Gaetano Butera detto Tano era di Riesi in provincia di Caltanissetta un piccolo paese di collina dove c’era e c’è povertà e un po’ di zolfo da estrarre, per sopravvivere. Ma l’amore si sa è figlio dell’espediente e della povertà e poi ogni siciliano quando sta a casa sua è un po’ un “califfo”, un’autorità. Se nasci lì, senti nelle narici, sempre, il profumo delle zagare, il fiore dell’arancio e del limone, il fiore dell’onore che fa fieri i siciliani, che fa avvertire forte il sapore della vita, ma anche quello dell’orgoglio e quello della ginestra il fiore della resistenza e della speranza che nasce anche su terreni aridi e franosi.
Tano faceva l’artigiano decoratore, il nostro grande mestiere artigiano, risorsa diversificata ma sempre ingegnosa, che quando proprio non è vocazione (ma nel caso di Butera lo era) è espediente, coniugato appunto alla povertà, come l’amore nel Simposio, ci lascia detto Platone.
Era anche bravo, certo il lavoro era quello che era, ma a volte i “Baroni” avevano bisogno di un buon decoratore anche se molto giovane come Lui, che era nato l’11 settembre del ’24. A diciotto anni era stato chiamato alle armi, come tanti ragazzi di quella generazione che non avevano capito neanche cosa fosse successo. Per quel po’ che ne sapeva i tedeschi non erano amici nostri e non potevano esserlo. Per quel che ne sapeva Lui, era un sogno l’America, ma non c’era rimedio, doveva andare incontro all’immane catastrofe voluta dal regime, ottusamente, pervicacemente, inutilmente.
L’otto settembre del ’43 con l’armistizio, Butera era a Roma in servizio al quarto reggimento carristi e si batté a Porta San Paolo per la difesa di Roma, combattendo contro le schiaccianti forze tedesche. Non era scappato Lui, molti erano andati a sud verso gli eserciti alleati, altri si nascosero, qualcuno andò a Salò, addirittura quel che restava di un Re ineffabile e anonimo era scappato via. Lui artigiano decoratore di neanche venti anni siciliano e solo, ma con il profumo delle zagare dentro se, non era fuggito. Andò tra i partigiani ma cadde presto in un’imboscata e fu trasportato a via Tasso. Chi viene a Roma si stupisce per la straordinaria bellezza dell’Urbe, ma dovrebbe vedere via Tasso e capire per la cupezza che incute, anche così, adesso, senza divise naziste in giro, cosa soffrì chi vi fu rinchiuso.
Gaetano non parlò, recita la motivazione della medaglia d’oro al valore; sopportava con fierezza le barbare torture inflittegli senza nulla rivelare sull’organizzazione di cui faceva parte. Condannato a morte affrontava serenamente l’estremo sacrificio.
E qui il destino di Gaetano Butera si unisce a quello di altri 334 martiri di cui molti artigiani e tutti italiani, eroi dimenticati, come l’essere umano è uso fare. Dimenticare forse per sopravvivere, finché il Bene non sconfigga il Male, definitivamente.
La mattina del 23 marzo a Via Rasella i Partigiani della brigata Garibaldi attaccarono una compagnia delle Polizei Regiment Bozen anche se forse per uno sbaglio, non si trattava dei feroci torturatori delle SS, facendo 32 vittime tra i militari.
Ebbe inizio la rappresaglia che culminò nell’eccidio, nel vile massacro, che fu organizzato da Herbert Kappler già “distintosi” per ferocia nel rastrellamento del ghetto di Roma e nelle torture a via Tasso.
Neanche ventiquattro ore dopo tutti i detenuti politici e anche qualche poveraccio incarcerato per altri motivi furono condotti a delle cave all’inizio della via Ardeatina. I superstiti della Polizei, almeno loro, non vollero partecipare alla brutalità. Biecamente, non si aspettarono neanche le 24 ore intimate per la consegna dei colpevoli dell’attentato. Dieci italiani per un tedesco, ordinò il pazzo furioso da Berlino. Ne erano morti 33 di tedeschi ma c’erano cinque italiani in più. Kappler per sporchi, esecrandi motivi personali, ne fece uccidere 335.
Nomi famosi, ma tutti sono famosi in gloria, come Pilo Albertelli professore di filosofia, Maurizio Giglio cui è intitolata la caserma delle Volanti della polizia, Aladino Govoni figlio del grande poeta, Giuseppe Montezemolo, Pietro Pappagallo Sacerdote e “Santo”, e tante persone, tutte esaltate dall’eroismo, dalla dignità del martirio, dalla mistica dell’esempio.
La mattina quando li hanno trasportati al martirio, la rappresentazione umana tragica si esprimeva in una cornice apparentemente consueta, quasi banale, come se non succedesse niente, l’aria era quella tipica di marzo contrastata, ma infida con quella luce che evoca e anticipa, ma nello stesso tempo scoraggia, come se il peggio non fosse ancora passato. Il dolore, la paura contesta il coraggio, la fierezza si mescola allo sgomento e perlopiù si caratterizza un ghigno di incredulità e di perdizione. Si cerca anche involontariamente il contatto con le braccia, con le mani, in una disperata, dislessica, disarticolata contiguità con i compagni e con essi con la vita. Come se il tatto desse la certezza del miracolo dell’esistenza, come se si riscoprisse struggente l’amore per l’umano e il compatimento per lo stesso tragico destino. Ognuno vede se stesso, come in uno specchio concavo, profondo e disperato negli occhi degli altri, per questo non bisogna piangere, prevale la rabbia. La preghiera c’è, Don Pappagallo invoca per tutti quel Dio che sembra ed è assente anche se non gli piace esserlo, anche se il pensiero di Gesù sulla Croce per chi è cristiano, mai come in quel momento è presente.
I vigliacchi carnefici, dopo aver compiuto la barbarie, infieriscono sulle vittime e fanno esplodere le mine sulle cave di pozzolana, per nascondere il massacro.
Ma la forza dell’Uomo è, che ciò che fa, in vita, ritorna nell’eternità. Per questo o almeno ci piace pensare così, non si deve dimenticare perché dimenticando gli altri, si dimentica se stessi.
Quelle mine hanno nascosto per poco tempo l’orrore, ma non l’umanità nobile, non il sacrificio, non l’esempio.
Tano era morto con i compagni, eroe tra gli eroi, e tutto intorno a voler sentire c’era un profumo di zagare il fiore della fierezza misto a quello della ginestra il fiore della speranza, il fiore della resistenza. Profumo che contrasta il puzzo nauseabondo dei mostruosi carnefici. Molti martiri erano artigiani e tutti italiani.

Giacomo Basso

 

Lista dei martiri delle Fosse Ardeatine

Agnini Ferdinando - Studente di medicina.

Ajroldi Antonio - Maggiore del Regio Esercito.

Albanese Teodato - Avvocato.

Albertelli Pilo - Professore di filosofia.

Amoretti Ivanoe - Sottotenente in servizio permanente effettivo.

Angelai Aldo - Macellaio.

Angeli Virgilio - Pittore.

Angelini Paolo - Autista.

Angelucci Giovanni - Macellaio.

Annarumi Bruno - Stagnino.

Anticoli Lazzaro - Venditore ambulante.

Artale Vito - Tenente Generale d'artiglieria.

Astrologo Cesare - Lucidatore.

Aversa Raffaele - Capitano dei Carabinieri Reali.

Avolio Carlo - Impiegato

Azzarita Manfredi - Capitano di cavalleria.

Baglivo Ugo - Avvocato.

Ballina Giovanni - Contadino.

Banzi Aldo - Impiegato.

Barbieri Silvio - Architetto.

Benati Nino - Banchista.

Bendicenti Donato - Avvocato.

Berardi Lallo - Manovale.

Bernabei Elio - Ingegnere delle Ferrovie dello Stato.

Bernardini - Commerciante.

Bernardini Tito - Magazziniere.

Berolsheimer Aldo - Commesso.

Blumstein Giorgio Leone - Banchiere.

Bolgia Michele - Ferroviere.

Bonanni Luigi - Autista.

Bordoni Manlio - Impiegato.

Bruno Dl Belmonte Luigi - Proprietario.

Bucchi Marcello - Geometra.

Bucci Bruno - Disegnatore.

Bucci Umberto - Impiegato.

Bucciano Francesco - Impiegato.

Bussi Armando - Impiegato delle Ferrovie dello Stato.

Butera Gaetano - Pittore.

Buttaroni Vittorio - Autista.

Butticò Leonardo - Meccanico.

Calderari Giuseppe - Contadino.

Camisotti Carlo - Asfaltista.

Campanile Silvio - Commerciante.

Canacci Ilario - Cameriere.

Canalis Salvatore - Professore di lettere.

Cantalamessa Renato - Falegname.

Capecci Alfredo - Meccanico.

Capozio Ottavio - Impiegato postale.

Caputo Ferruccio - Studente.

Caracciolo Emanuele - Regista e tecnico cinematografico.

Carioli Francesco - Fruttivendolo.

Carola Federico - Capitano d'aviazione.

Carola Mario - Capitano di fanteria.

Casadei Andrea - Falegname.

Caviglia Adolfo - Impiegato.

Celani Giuseppe - Ispettore capo dei servizi annonari.

Cerroni Oreste - Tipografo.

Checchi Egidio - Meccanico.

Chiesa Romualdo - Studente.

Chiricozzi Aldo Francesco - Impiegato.

Ciavarella Francesco - Marinaio.

Cibei Duilio - Falegname.

Cibei Gino - Meccanico.

Cinelli Francesco - Impiegato.

Cinelli Giuseppe - Portatore ai mercati generali.

Cocco Pasquale - Studente.

Coen Saverio - Commerciante.

Conti Giorgio - Ingegnere.

Corsi Orazio - Falegname

Costanzi Guido - Impiegato.

Cozzi Alberto - Meccanico.

D'Amico Cosimo - Amministratore teatrale.

D'Amico Giuseppe - Impiegato.

D'Andrea Mario - Ferrovie.

D'Aspro Arturo - Ragioniere.

De Angelis Gerardo - Regista cinematografico.

De Carolis Ugo – Maggiore dei Carabinieri Reali .

De Giorgio Carlo - Impiegato.

De Grenet Filippo - Impiegato

Della Torre Odoardo - Avvocato.

Del Monte Giuseppe - Impiegato.

De Marchi Raoul - Impiegato.

De Nicolò Gastone - Studente.

De Simoni Fidardo - Operaio.

Di Capua Zaccaria - Autista.

Di Castro Angelo - Commesso.

Di Consiglio Cesare - Venditore ambulante.

Di Consiglio Franco - Macellaio.

Dl Consiglio Marco - Macellaio.

Di Consiglio Mosè - Commerciante.

Di Consiglio Salomone - Venditore ambulante.

Di Consiglio Santoro - Macellaio.

Di Nepi Alberto - Commerciante.

Di Nepi Giorgio - Viaggiatore.

Di Nepi Samuele - Commerciante.

Di Nola Ugo - Rappresentante di commercio.

Diociajuti Pier Domenico - Commerciante.

Di Peppe Otello - Falegname ebanista.

Di Porto Angelo - Commesso.

Di Porto Giacomo - Venditore ambulante.

Di Porto Giacomo - Venditore ambulante.

Di Salvo Gioacchino - Impiegato.

Di Segni Armando - Commerciante.

Di Segni Pacifico - Venditore ambulante.

Di Veroli Attilio - Commerciante.

Di Veroli Michele - Collaboratore del padre commerciante.

Drucker Salomone - Pellicciaio.

Duranti Lido - Operaio.

Efrati Marco - Commerciante.

Elena Fernando - Artista.

Eluisi Aldo - Pittore.

Ercolani Giorgio - Tenente colonnello del Regio Esercito.

Ercoli Aldo - Pittore.

Fabri Renato - Commerciante.

Fabrini Antonio - Stagnino.

Fano Giorgio - Dottore in scienze commerciali.

Fantacone Alberto - Dottore in legge.

Fantini Vittorio - Farmacista.

Fatucci Sabato Amadio - Venditore ambulante.

Felicioli Mario - Elettrotecnico.

Fenulli Dardano - Maggior Generale

Ferola Enrico - Fabbro.

Finamonti Loreto - Commerciante.

Finocchiaro Arnaldo - Elettricista.

Finzi Aldo - Politico, ex sottosegretario del Ministero degli Interni del governo Mussolini

Fiorentini Valerio - Autista meccanico.

Fiorini Fiorino - Maestro musica.

Fochetti Angelo - Impiegato.

Fondi Edmondo - Impiegato commerciante.

Fontana Genserico -Tenente dei Carabinieri Reali

Fornari Raffaele - Commerciante.

Fornaro Leone - Venditore ambulante.

Forte Gaetano - Commerciante.

Foschi Carlo - Commerciante.

Frasca Celestino - Muratore.

Frascö Paolo - Impiegato.

Frascati Angelo - Commerciante.

Frignani Giovanni - Tenente colonnello dei Carabinieri Reali

Funaro Alberto - Commerciante.

Funaro Mos² - Commerciante.

Funaro Pacifico - Autista.

Funaro Settimio - Venditore ambulante.

Galafati Angelo - Pontarolo.

Gallarello Antonio - Falegname ebanista.

Gavioli Luigi - Impiegato.

Gelsomini Manlio - Medico.

Gesmundo Gioacchino - Professore di lettere.

Giacchini Alberto - Assicuratore.

Giglio Maurizio, nome di battaglia "Cervo" - Tenente di P.S. dei "Metropolitani" di Roma

Gigliozzi Romolo - Autista.

Giordano Calcedonio - Corazziere.

Giorgi Giorgio - Ragioniere.

Giorgini Renzo - Industriale.

Giustiniani Antonio - Cameriere.

Gorgolini Giorgio - Ragioniere.

Gori Gastone - Muratore.

Govoni Aladino - Capitano dei granatieri, figlio del poeta Corrado Govoni.

Grani Umberto - Maggiore della Regia Aeronautica in congedo.

Grieco Ennio - Elettromeccanico.

Guidoni Unico - Studente.

Haipel Mario - Maresciallo del Regio Esercito.

Iaforte Domenico - Calzolaio.

Ialuna Sebastiano - Agricoltore.

Imperiali Costantino - Rappresentante di vini.

Intreccialagli Mario - Calzolaio.

Kereszti Sandor - Ufficiale.

Landesman Boris - Commerciante.

La Vecchia Gaetano - Ebanista.

Leonardi Ornello - Commesso.

Leonelli Cesare - Avvocato.

Liberi Epidemio - Industriale.

Lioonnici Amedeo - Industriale.

Limentani Davide - Commerciante.

Limentani Giovanni - Commerciante.

Limentani Settimio - Commerciante.

Lombardi Ezio - Impiegato.

Lopresti Giuseppe - Dottore in legge.

Lordi Roberto - Generale della Regia Aeronautica.

Lotti Giuseppe - Stuccatore.

Lucarelli Armando - Tipografo.

Luchetti Carlo - Stagnaro.

Luna Gavino - Impiegato delle Regie Poste.

Lungaro Pietro Ermelindo - Vice Brigadiere di Pubblica Sicurezza.

Lunghi Ambrogio - Asfaltista.

Lusena Umberto - Maggiore del Regio Esercito.

Luzzi Everardo - Metallurgico.

Magri Mario - Capitano d'artiglieria.

Manca Candido - Brigadiere dei Carabinieri Reali.

Mancini Enrico[12] - Commerciante.

Marchesi Alberto - Commerciante

Marchetti Duilio - Autista.

Margioni Antonio - Falegname.

Marimpietri Vittorio - Impiegato.

Marino Angelo - Piazzista.

Martella Angelo

Martelli Castaldi Sabato - Generale della Regia Aeronautica.

Martini Placido - Avvocato.

Mastrangeli Fulvio - Impiegato.

Mastrogiacomo Luigi - Custode del ministero delle Finanza.

Medas Giuseppe - Avvocato.

Menasci Umberto - Commerciante.

Micheli Ernesto - Imbianchino.

Micozzi Emidio - Commerciante.

Mieli Cesare - Venditore ambulante.

Mieli Mario - Negoziante.

Mieli Renato - Negoziante.

Milano Raffaele - Viaggiatore.

Milano Tullio - Impiegato.

Milano Ugo - Impiegato.

Mocci Sisinnio

Montezemolo Giuseppe - Colonnello del Regio Esercito.

Moretti Augusto

Moretti Pio - Contadino.

Morgano Santo - Elettromeccanico.

Mosca Alfredo - Elettrotecnico.

Moscati Emanuele - Piazzista.

Moscati Pace - Venditore ambulante.

Moscati Vito - Elettricista.

Mosciatti Carlo - Impiegato.

Napoleone Agostino - Sottotenente di vascello della Regia Marina.

Natali Celestino - Commerciante.

Natili Mariano - Commerciante.

Navarra Giuseppe - Contadino.

Ninci Sestilio - Tramviere.

Nobili Edoardo - Meccanico.

Norma Fernando - Ebanista.

Orlandi Posti Orlando - Studente.

Ottaviano Armando - Dottore in lettere.

Paliani Attilio - Commerciante.

Pappagallo Pietro - Sacerdote.

Pasqualucci Alfredo - Calzolaio.

Passarella Mario - Falegname.

Pelliccia Ulderico - Carpentiere.

Pensuti Renzo - Studente.

Pepicelli Francesco - Maresciallo dei Carabinieri Reali.

Perpetua Remo - Rigattiere.

Perugia Angelo - Venditore ambulante.

Petocchi Amedeo

Petrucci Paolo - Professore di lettere.

Pettorini Ambrogio - Agricoltore.

Piasco Renzo - Ferroviere.

Piattelli Cesare - Venditore ambulante.

Piattelli Franco - Commesso.

Piattelli Giacomo - Piazzista.

Pierantoni Luigi - Medico.

Pierleoni Romolo - Fabbro.

Pignotti Angelo - Negoziante.

Pignotti Umberto - Impiegato.

Piperno Claudio - Commerciante.

Piras Ignazio - Contadino.

Pirozzi Vincenzo - Ragioniere.

Pisino Antonio - Ufficiale di marina.

Pistonesi Antonio - Cameriere.

Pitrelli Rosario - Meccanico.

Polli Domenico - Costruttore edile.

Portieri Alessandro - Meccanico.

Portinari Erminio - Geometra.

Primavera Pietro - Impiegato.

Prosperi Antonio - Impiegato.

Pula Italo - Fabbro.

Pula Spartaco - Verniciatore.

Raffaeli Beniamino - Carpentiere.

Rampulla Giovanni - Tenente colonnello.

Rendina Roberto - Tenente colonnello d'artiglieria.

Renzi Egidio - Operaio.

Renzini Augusto - Carabiniere.

Ricci Domenico - Impiegato.

Rindone Nunzio - Pastore.

Rizzo Ottorino - Maggiore del Regio Esercito.

Roazzi Antonio - Autista.

Rocchi Filippo - Commerciante.

Rodella Bruno - Studente.

Rodriguez Pereira Romeo - Tenente dei Carabinieri Reali.

Romagnoli Goffredo - Ferroviere.

Roncacci Giulio - Commerciante.

Ronconi Ettore - Contadino.

Saccotelli Vincenzo - Falegname.

Salemme Felice - Impiegato.

Salvatori Giovanni - Impiegato.

Sansolini Adolfo - Commerciante.

Sansolini Alfredo - Commerciante.

Savelli Francesco - Ingegnere.

Scarioli Ivano - Bracciante.

Scattoni Umberto - Pittore.

Sciunnach Dattilo - Commerciante.

Semini Fiorenzo - Sottotenente di vascello della Regia Marina.

Senesi Giovanni - Esattore istituto di assicurazioni.

Sepe Gaetano - Sarto.

Sergi Gerardo - Sottotenente dei Carabinieri Reali.

Sermoneta Benedetto - Venditore ambulante.

Silvestri Sebastiano - Agricoltore.

Simoni Simone - Generale.

Sonnino Angelo - Commerciante.

Sonnino Gabriele - Commesso.

Sonnino Mos² - Venditore ambulante.

Sonnino Pacifico - Commerciante.

Spunticchia Antonino - Meccanico.

Stame Nicola Ugo - Artista lirico.

Talamo Manfredi - Tenente colonnello dei Carabinieri Reali.

Tapparelli Mario - Commerciante.

Tedesco Cesare - Commesso.

Terracina Sergio - Commesso.

Testa Settimio - Contadino.

Trentini Giulio - Arrotino.

Troiani Eusebio - Mediatore.

Troiani Pietro - Venditore ambulante.

Ugolini Nino - Elettromeccanico.

Unghetti Antonio - Manovale.

Valesani Otello - Calzolaio.

Vercillo Giovanni - Impiegato.

Villoresi Renato - Capitano del Regio Esercito.

Viotti Pietro - Commerciante

Vivanti Angelo - Commerciante.

Vivanti Giacomo - Commerciante.

Vivenzio Gennaro

Volponi Guido - Impiegato.

Wald Pesach Paul

Wald Schra

Zaccagnini Carlo - Avvocato.

Zambelli Ilario - Telegrafista

Zarfati Alessandro - Commerciante.

Zicconi Raffaele - Impiegato.

Zironi Augusto - Sottotenente di vascello della Regia Marina.

 
 
 

Le salme identificate sono 322, le vittime 335. Dei tredici tuttora non identificati, si conoscono i seguenti nomi:

 

De Micco Cosimo compreso nell'elenco Caruso

Lodolo Danilo di cui i familiari avrebbero conosciuto una scarpa