L'INTERVENTO DEL PRESIDENTE DI CONFARTIGIANATO GIORGIO GUERRINI

Imprenditrici, imprenditori, colleghi e amici! Benvenuti a questa manifestazione congiunta dell’artigianato, del commercio, della piccola e media impresa, del lavoro autonomo. È un evento storico per il nostro Paese, in cui tutte le forze economiche che fanno realmente la ricchezza dell’Italia, che il mondo intero ci invidia, sono qui assieme e fanno sentire la loro voce. Oggi in questa sala è riunito un mondo variegato, dall’artigianato di tradizione al grande centro commerciale, dalle filiere produttive ai servizi innovativi, dai trasporti alla filiera del turismo, dal piccolo commercio all’impresa innovativa, all’artigianato di alta qualità. Siamo abituati, purtroppo, aprendo i giornali ogni mattina a vedervi raffigurata un’Italia fatta soltanto di lavoro dipendente, di lavoro pubblico, di grande industria. Ma non è questo che muove ogni giorno l’economia del nostro Paese, non sono le masse di lavoratori pubblici improduttivi, o le poche industrie che vivono in un mercato protetto e monopolista a far crescere il PIL, a pagare i conti dello Stato, a riempire di beni e di servizi le case e le vite degli italiani. Siamo noi! Noi siamo l’altra Italia, quella che è impegnata a lavorare, a testa bassa e con la propria responsabilità. Quell’Italia fatta di imprenditori e delle loro famiglie, fatta di persone. Di persone che costruiscono la loro impresa attorno a sé, alla propria voglia di fare e di crescere, ai propri saperi. Di persone che sono connesse e unite le une alle altre in reti di imprese e di famiglie, che innervano i territori, che costruiscono la base per la vita di tutti i cittadini e sono capaci di accogliere anche chi viene nel nostro Paese per lavorare, con lealtà e rispetto. Di persone che sono capaci di rischiare, non come i monopolisti, o le imprese di Stato, o le imprese che godono di una protezione straordinaria in nome di chissà cosa. Noi rischiamo in proprio, ogni giorno che alziamo la saracinesca della nostra azienda. Rischiamo i nostri soldi, il nostro lavoro, la nostra faccia… E ci chiamano evasori, ci additano e ci sbeffeggiano. Questo non lo possiamo sopportare! Siamo noi a dare a questo Paese, ai giovani, alle donne, le possibilità di avere un lavoro, di collaborare con noi alla riuscita delle nostre attività. Occupazione, produzione, valore aggiunto, coesione sociale, tenuta economica del Paese. Questi sono gli obiettivi che contraddistinguono la nostra azione imprenditoriale, che qualificano i nostri territori e riempiono le nostre vite. Questo è anche il motivo per cui noi siamo gli amba sciatori del made in Italy nel mercato globale! Tutto il mondo riconosce la qualità della nostra produzione, del nostro artigianato, ma non solo: tutto il mondo riconosce la validità del nostro modello peculiare di economia fondata sulla micro e piccola impresa, sulle reti di produzione e servizio, sulle filiere e sui distretti. Tutto il mondo, tranne chi, nel nostro Paese – e sono molti e tutti interessati – puntano il dito contro i piccoli, considerati la causa dei più grandi mali. Non sarebbe difficile citare esempi di grandi imprese italiane incapaci di reggere la concorrenza internazionale e, contemporaneamente, casi di piccole imprese che invece hanno saputo conquistare e mantenere prestigiosa la leadership sui mercati mondiali. Noi non possiamo accettare che gli altri dicano se e quando dobbiamo aumentare le nostre dimensioni. Il nostro sviluppo non dipende dal capitale investito o dal numero dei dipendenti o dai metri quadrati del laboratorio, bensì dalla nostra capacità di integrarci nel sistema economico, di vincere la competizione sui tanti mercati che ci troviamo ad affrontare. A noi sta benissimo così, ci pensiamo da soli a crescere e a svilupparci, non vogliamo perdere la nostra autonomia e la nostra capacità di essere flessibili, elastici, aperti ad ogni innovazione e disposti a cambiare ogni giorno per seguire il mercato e le sue evoluzioni. Noi siamo disposti sempre a cambiare, altri sono disposti a tutto perché nulla cambi! Ci diano l’autonomia, il ruolo, il peso cui abbiamo diritto. Ci levino da sopra la testa il macigno dei costi, dei vincoli, delle anomalie tutte italiane, che schiacciano le nostre potenzialità di sviluppo! È troppo comodo puntare il dito contro di noi per poi nascòndercisi dietro quando si tratta di coprire gli scandali finanziari, gli effetti nefasti della facilità con cui si gioca con i capitali, sempre altrui. Colleghe e Colleghi, il momento è difficile, tra i tanti scogli che ogni giorno ci troviamo davanti nella nostra azione di imprenditori, abbiamo trovato nella Finanziaria uno dei più grandi ostacoli, inaspettato e che proviene proprio da chi ci dovrebbe aiutare, cioè dal Governo del nostro Paese. Al DPEF di luglio, nel quale avevamo intravisto le prospettive per un reale progresso del Paese e nel quale avevamo avuto fiducia, è seguita una legge finanziaria durissima, che non crea sviluppo ma realizza l’imposizione sulle nostre spalle di un peso insostenibile. Senza tagliare veramente gli sprechi, senza ridurre sul serio la spesa pubblica che ormai è diventata ridicolmente enorme e sempre più improduttiva, hanno fatto il conto e hanno detto… “poi passano loro a pagare”! “Passano loro”, cioè quelli che lavorano, quelli che producono… Ecco chi siamo, ce lo hanno detto loro e per questo dovremmo ringraziarli!! Ma ecco anche chi non siamo: non siamo quelli degli stipendi e delle pensioni d’oro, delle rendite di posizione. Non siamo quelli dei monopoli, dell’economia protetta, quelli che hanno il mercato pubblico assicurato, quelli che godono di ogni ammortizzatore e di ogni facilitazione. Non siamo neanche quelli che – non si sa come – sono sempre lì a beneficiare di interventi a pioggia e di incentivi fatti su misura per loro. Mentre noi paghiamo il conto, loro continuano ad accumulare ricchezza, come ci dimostrano le cifre, ad esempio, dei risparmi fiscali delle grandi imprese di Stato nell’energia e nelle telecomunicazioni, le cui perfòrmances economiche ed i cui risultati disastrosi sono sotto gli occhi di tutti. Lasciatemi dire “sono tristemente sotto gli occhi di tutti”, perché non si può che essere tristi a vedere sprecare tanto denaro, che per noi non viene dall’alto, ma è il frutto del nostro sudore, del nostro impegno di ogni giorno, ogni ora, ogni minuto della nostra vita lavorativa. Ma noi non siamo quelli, noi abbiamo ancora fiducia in noi stessi, nelle nostre imprese, nel nostro Paese. I dati parlano chiaro: questa che è qui oggi è l’impresa generale del Paese, è il modello imprenditoriale vero dell’Italia che c’è, è l’impresa per la quale il Governo deve lavorare e a vantaggio della quale devono essere costruite le politiche di sviluppo. Non quella che deve pagare il conto!! Non quella che si deve vedere penalizzata in nome di un fordismo da Italietta degli anni ‘50 che sopravvive solo da noi. Questo è il problema, questi sono i nodi che dobbiamo sciogliere, questa è la realtà con cui abbiamo da fare i conti. Questo è ciò che ci ha condotti qui, questo è ciò che ci unisce e ci contraddistingue. Oggi questa unità esce allo scoperto e acquista dignità pubblica perché è nei momenti difficili che si compiono le grandi scelte. Lo viviamo nella vita delle nostre imprese e lo viviamo anche nella nostra azione di Organizzazioni di rappresentanza. Troppo spesso si limita la rappresentanza in questo Paese ai soliti interessi scarsamente produttivi e ci si dimentica degli altri, anzi, come è capitato solo una manciata di giorni fa, ci si mette d’accordo per farli pagare. Invece oggi qui non c’è solo la vera Italia, ma c’è anche la vera rappresentanza, quella che ha diritto al peso e al ruolo che questo mondo di imprese e di interessi le conferisce. Concludendo il mio intervento voglio dare a tutti voi, a tutti noi, un messaggio di fiducia. È la fiducia che mi fa aprire ogni giorno la mia azienda e che mi fa dedicare tempo e fatica alla mia attività sindacale. A me come a tutti noi. Su questa fiducia, su questa forza positiva, su questo dinamismo noi imprenditori costruiamo ogni giorno e dobbiamo costruire anche oggi!!