I commenti da Cna, Confartigianato, Confesercenti, Casartigiani

I commenti dei presidenti di Cna, Casartigiani, Confesercenti e Confartigianato

Gli studi di settore concordati con una lunga concertazione, sono stati modificati unilateralmente senza concertazione. Cos il presidente di Casartigiani, Giacomo Basso, intervenendo alla manifestazione congiunta con Confartigianato, Cna, Confcommercio e Confesercenti ha spiegato una delle ragioni per cui oggi finalmente sono riuniti insieme gli stati generali dell'artigianato, del commercio e delle pmi, per manifestare contro la Finanziaria. Ben volentieri!“ ha sottolineato Basso - abbiamo concordato gli studi di settore e ce li vediamo adesso modificati unilateralmente, altri decidono e addirittura annunciano quanto dobbiamo pagare di contributi, per avere una pensione, che non serve neanche a sopravvivere, ma che costringer i pi1 a espletare il proprio sacerdozio artigianale e commerciale fino alla fine. Addirittura, continua Basso, ci si chiede di tramandare un mestiere con senso di responsabilit e spirito filantropico, perch tutto continui ma con il paradosso euclideo di dover pagare per i nostri apprendisti una contribuzione, cosa mai avvenuta in sessanta anni. Per il presidente di Confartigianato, Giorgio Guerrini, la manovra finanziaria, cos come e' stata pensata, coster alle piccole e medie imprese pi di 2 miliardi di euro. Guerrini ha parlato di evento storico per il nostro paese in cui tutte le forze economiche che fanno realmente la ricchezza dell'Italia che il mondo intero ci invidia, sono qui assieme e fanno sentire la loro voce. Il presidente di Confartigianato ha quindi spiegato che l'iniziativa vuole esprimere un forte no alla Finanziaria, in quanto la nostra preoccupazione che se la manovra rimane cos come e' non va bene e ha indicato tre voci che destano particolare preoccupazione: l'inasprimento degli studi di settore, l'innalzamento dei contributi per gli autonomi e l'introduzione dell'aliquota del 10% sull'apprendistato. Il presidente della Cna, Ivan Malavasi, ha sottolineato che le misure di bilancio adottate nell ambito della Finanziaria trascurano la necessit di riorganizzare e ridurre la spesa pubblica, penalizzando invece il sistema delle imprese, che in questi anni ha garantito l'occupazione e la tenuta economica e sociale del paese. Sono molti, ha lamentato il leader della Cna, i provvedimenti della manovra finanziaria che danneggiano le piccole e medie imprese italiane. Tra questi, ha spiegato, l aumento della pressione contributiva sugli apprendisti, che di fatto qualifica ideologicamente come lavoro precario un istituto che, in realt , per oltre 50 anni ha creato lavoro e professionalit , colpendo in questo modo l'unico strumento rimasto di ingresso agevolato sul mercato del lavoro. Ci saremmo aspettati, - ha concluso Malavasi - anche in ragione del diverso trattamento realizzato nell'ambito del cuneo, una diversa modulazione dei premi Inail che, per artigianato e commercio producono all'Istituto un avanzo di gestione di 1,8 miliardi l'anno. Il presidente di Confesercenti Marco Venturi, ha chiesto risposte adeguate alle Pmi attraverso una correzione profonda della Finanziaria. Per rilanciare l'Italia €“ ha detto Venturi - c' bisogno del concorso di tutti ed in particolare del mondo delle Pmi che rappresentano il 70% del fatturato e il 72% dell'occupazione. Se non avremo risposte positive continueremo la nostra lotta unitaria, alzeremo il tiro, mettendo in moto oltre 4 milioni di imprese, presenti in ogni citt , in ogni territorio, in ogni angolo di questa nostra Italia. Come Prodi, vogliamo che il nostro Paese cresca di pi e l'obiettivo del 3% indicato potrebbe essere realistico haha sottolineato Venturi - ma senza le Pmi e con questa Finanziaria, rimarr un pio desiderio. In particolare, il presidente di Confesercenti, ha invitato a un ripensamento su alcuni punti della manovra che penalizzano le Pmi: lo scontrino fiscale, l'aumento dei contributi, l'introduzione dei contributi per l'apprendistato, la tassa di soggiorno tutti fattori che incidono negativamente sull'economia dello Stato. Per mettere a posto i conti, continua Venturi, bisogna affrontare gli sprechi e l'economia illegale, il sommerso, che il vero problema dell'Italia.