Roma,
10 ottobre 2006
Alle Confederazioni Nazionali
Confartigianato - CNA - Casartigiani
Loro Sedi
OGGETTO: Legge finanziaria 2007; misure per Confidi
e accesso al credito PMI
Il disegno di Legge finanziaria per il 2007 approvato
dal Governo, ha registrato un giudizio estremamente
critico da parte delle Confederazioni artigiane sia
nel merito dei provvedimenti, che penalizzano in particolare
la nostra categoria, sia nel metodo che ha disatteso
il principio della vera concertazione e delle assicurazioni
fornite su politiche di sostegno e sviluppo della piccola
impresa.
Fedart è assolutamente in linea con le posizioni
Confederali e anzi esprime un giudizio particolarmente
critico sulla parte che riguarda i Confidi e gli incentivi
per l’accesso al credito delle PMI contenuta nel
capo II (Misure di sostegno all’apparato produttivo)
e in particolare agli articoli 104-108-109.
L’art. 104 (commi 7-8-9) istituisce il FONDO PER
LA FINANZA D’IMPRESA che opera con interventi
mirati a facilitare la concessione di garanzie su finanziamenti,
oltre alla partecipazione al capitale di rischio e ad
operazioni di finanza strutturata. A questo nuovo Fondo
sono conferite le risorse del Fondo di Garanzia per
le PMI (L.266/97) del Mediocredito Centrale e il Fondo
rotativo nazionale sugli interventi di capitale di rischio
(gestito da Sviluppo Italia). Sono altresì conferiti
a questo Fondo 50 milioni di Euro per il 2007, 100 per
il 2008 e 150 per il 2009.
Le modalità gestionali del Fondo, nonché
i criteri e le priorità di intervento, sono demandate
a decreto interministeriale, sentita la Banca d’Italia,
da emanarsi entro 60 giorni dall’approvazione
della Legge Finanziaria.
In mancanza di questi importanti orientamenti ministeriali
è arduo esprimere un giudizio compiuto, anche
se sorgono immediate perplessità e interrogativi
sulle modalità operative del nuovo Fondo; opererà
con Controgaranzia per utilizzare positivamente il ruolo
dei Confidi sul territorio, oppure con garanzia diretta
rischiando di essere strumento di concorrenza impropria
con il nostro sistema di garanzia? Il Fondo è
aperto anche alle imprese artigiane, come sembrerebbe
logico, oppure solo ai settori industria e commercio
facendo riferimento la norma a misure a favore dell’innovazione
industriale e operando con conferimento significativo
dell’ex Fondo di garanzia del Mediocredito che
era escluso per il nostro settore?
Anche in merito al soggetto gestore del Fondo (comma
8) con affidamento diretto ad Enti strumentali dell’Amministrazione
dello Stato (leggi IPI) ovvero ad altri soggetti esterni
(Mediocredito?) sorgono forti dubbi e preoccupazioni
sul coinvolgimento concreto del sistema Confidi e della
Società di gestione degli incentivi del mondo
artigiano quale Artigiancassa.
Nel dibattito parlamentare, occorrerà richiedere
chiarimenti e assicurazioni formali in merito.
L’art. 108 (interventi per i Consorzi e le cooperative
di garanzia collettiva fidi) articolato in tre commi,
riguarda esclusivamente le società finanziarie
del settore commercio di cui art. 24 D.L. 114/98 che
gestiscono tra l’altro i fondi interconsortili
di Confcommercio e Confesercenti, a cui sono attribuiti
30 milioni di euro per ciascuno degli anni 2007-2008-2009.
Questo articolo è assolutamente incomprensibile
e rappresenta una risposta elusiva e sorda alle proposte
di sostegno e sviluppo dell’intero sistema Confidi,
anche in prospettiva dell’evoluzione in intermediari
finanziari 107 e dell’entrata in vigore di Basilea
2.
Sul tema il Coordinamento Nazionale Confidi aveva peraltro
formulato proposte unitarie (allegato) sia su agevolazioni
normative (che non costano niente) sia su incentivi
finalizzati alla crescita ed alla razionalizzazione
dei Confidi.
L’art. 109 (Fondo di garanzia fidi) è relativo
alla Legge quadro Confidi n. 326/2003 con la modifica
dei commi relativi al conferimento del Fondo di garanzia
del Mediocredito Centrale in una s.p.a. mista pubblico-privata,
che viene invece abolita.
Nulla si evidenzia su altri aspetti della Legge quadro
bisognosi di modifiche, a suo tempo presentate e recepite
da maggioranza e opposizione nella precedente legislatura,
ma saltate per il voto di fiducia che fece decadere
tutti gli emendamenti.
Anche la Finanziaria 2007 ha perso un’occasione
importante per un’organica revisione e aggiornamento
della Legge quadro Confidi.
Nel trasmettere in allegato una prima serie di emendamenti,
confrontati anche con il Coordinamento Confidi, confidiamo
nel Vostro sostegno affinché possa essere recepito
il diffuso malcontento anche del mondo dei Confidi e
la necessità di apportare le necessarie modifiche
in sede di dibattito parlamentare.
A disposizione per ulteriori chiarimenti si coglie l’occasione
per un cordiale saluto.
I Coordinatori
Franco Cruciani Roberto Villa
Il Presidente
Tino Vaccari |