Casartigiani News

Dal giornale "La Sicilia"

Artigiani, saldo 2011 negativo

Chiuso l'anno con 343 iscrizioni e 366 cancellazioni. Marchese: «Ma ci sono pure i furbi»

di Salvatore Maiorca

Saldo negativo tra imprese artigianali cancellate dall'albo provinciale e nuove iscrizioni: -23 a fine 2011; con 343 nuove iscrizioni contro 366 cancellazioni. È una ulteriore testimonianza della crisi. Certamente. È il segno che c'è chi non ce la fa più e chiude bottega. «Ma in certi settori di questo comparto c'è dell'altro: c'è l'abusivismo, il sommerso, il lavoro nero». Lo afferma Michele Marchese, presidente di Casartigiani Siracusa, il quale di artigianato se ne intende. Per essere uno tra i più «antichi» tipografi di Siracusa.
«Per un'analisi reale a volte non servono, o non bastano, i numeri, i quali piuttosto valgono ai fini statistici - afferma Marchese. - È il caso dell'Albo delle imprese artigiane della provincia di Siracusa. Vanno infatti considerate le caratteristiche delle imprese cessate: acconciatori, estetiste, meccanici e financo elettricisti e installatori di impianti. La maggioranza delle iscrizioni si riferisce invece a pizzerie e a lavori di manutenzioni edili, ai cosiddetti "muratori", ormai "costretti" a iscriversi visto che le manutenzioni, quasi sempre, possono portare contributi da leggi specifiche e quindi con spese da documentare»
.A giudizio del presidente di Casartigiani «si tratta di crisi di settore (acconciatori, eccetera) e non di comparto (l'artigianato): «Si cancellano dall'Albo (e lavorano in nero evadendo tributi e contributi) coloro che possono continuare a lavorare senza bisogno di una sede fissa».
A sostegno di quest'analisi Marchese cita uno studio della Fondazione Res sulle previsioni per l'economia siciliana nel 2012: «Come ha precisato - afferma - il nostro concittadino Carlo Trigilia, presidente della Fondazione Res, "La Sicilia va a due velocità: la parte orientale riesce a contrastare in qualche misura la crisi, la parte occidentale di meno». E cita anche un pensiero di Einstein sui fenomeni delle crisi: «Non possiamo pretendere che le cose cambino se continuiamo a fare le stesse cose. La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché porta progressi. La creatività nasce dall'angoscia come il giorno dalla notte. È nella crisi che sorgono l'inventiva, le scoperte, le grandi strategie. Chi supera la crisi supera se stesso senza essere superato. Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi è quella dell'incompetenza. L'inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia…».
Marchese invoca quindi «un maggior controllo sul territorio, evitando di andare a caccia dei noti, snellendo la burocrazia così pesante, ma individuando pure coloro che sfuggendo ai controlli recano danni a tutti gli altri».

21/02/2012

Documenti Allegati

Altri contenuti che potrebbero interessarti