12/01/2018

Siamo ormai in Campagna elettorale e per i prossimi due mesi saremo “bombardati” da ogni tipo di messaggio, informazione, intervista, pronunciamento e quant’altro. Chi è cresciuto con la mitica Tribuna Politica di Ugo Zatterin, Giorgio Vecchietti, Jader Jacobelli, Mario Pastore, Willy de Luca, non può non avere rimpianti per quei personaggi così carismatici, aldilà dei loro meriti, e al di qua sicuramente dei loro demeriti che erano i protagonisti delle trasmissioni da Andreotti a Berlinguer, da Almirante a Nenni.
Tornando alle elezioni chi scrive, ancora una volta, ha escluso a priori qualsiasi lusinga e qualsiasi possibilità di candidatura, coerentemente fedele ad una scelta culturale etica e personale.  Del resto, sempre al sottoscritto e a pochi altri ancora operativi, cito Michele Marchese e Roberto Biondi, si deve la scelta determinata e antesignana di rottura di qualsiasi collateralismo per la nostra Organizzazione. Perché, come ebbe a dire il nostro collega D’Aliberti, proveniente da altri ambiti, sperimentando il ruolo e il rapporto all’interno di CASARTIGIANI, l’AUTONOMIA che c’è da noi non ha prezzo e non ha eguali.
Questo, però, non toglie che la dignità e il Ruolo stesso di corpo intermedio della nostra, come delle altre Organizzazioni, soprattutto se storiche come CASARTIGIANI, che quest’anno compie 60 anni,  deve essere fatto rispettare dalla Politica che non deve invadere il nostro campo, così come noi non dobbiamo invadere il suo, pretendendo dignità, considerazione e rispetto.
Questa volta c’’è una carta in più, fermo restando che tutti votano quello che vogliono, e soprattutto fanno questo i nostri artigiani, che non ci permetteremmo mai di condizionare, orientare o influenzare (però di ricordare chi si è battuto per le nostre istanze, questo non possiamo far a meno di fare).
La carta in più è quella che oltre a 1/3 di ambito elettorale soggetto a blindatissimo proporzionale nazionale, ci sono i 2/3 voluti dalla legge elettorale di collegi uninominali.
Secondo il nostro modesto parere è un ritorno ad una Democrazia più rappresentativa, con un rapporto diretto tra eletto ed elettore e laddove possibile è bene rappresentare direttamente quelle che sono le giuste, legittime aspettative del mondo artigiano e della dignità rappresentativa, oltre naturalmente quelle del bene dell’individuo. Perché il candidato, una volta eletto, seppur in un collegio, non si occuperà solo di una politica locale, anche se farà riferimento sempre al suo enclave, ma si impegnerà in una legiferazione nazionale.
Come dimostra la vita e le scelte, fare il politico non è un obbligo per nessuno e stavolta ancora di più, perché di una cosa siamo convinti, che in questo caso siamo davanti a una consultazione molto importante.
Auguri a quelli di noi, pochi per la verità, che hanno voluto cimentarsi in questa agone, ma su questo ci torneremo sopra, magari formulando alcune domande e aspettando alcune risposte.  Intanto le risposte che ci aspettiamo, da sempre, sono una tassazione diversa e molto più contenuta e una politica per la piccola impresa che è l’ultima risorsa esistente per il nostro Paese e, anche, il rispetto per tutti noi e tutti voi che ci siamo battuti in ogni tempo e con ogni difficoltà per farla uscire dalle secche della sottoconsiderazione.

 



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