25/01/2018

Per gli 80 anni di Adriano Celentano

Via Gluck confina con la campagna e se ascolti bene, con l’orecchio della musicalità, puoi sentire sempre il meccanismo degli orologi, che lui aggiusta e ripara. Del resto il ticchettio c’è ovunque, solo che noi non sempre lo sentiamo. Solo i più sensibili lo sentono e non lo temono.
Cos’è il tempo per noi umani se non la ricerca della tranquillità?!
Ami, odi, combatti, soffri, speri, ridi, piangi, le lancette girano e comunque il Meccanismo le muove.
Con ventiquattromila baci felici passano le ore in questo mondo di follia!
Quant’è vero che esiste un solo Adriano come quello e che è cristiano, lui non riesce a stare fermo, gli piace la musica ed è stato soprannominato il “molleggiato”, perché è leggero, agile e forsennato, sente il ritmo, anzi il ritmo è lui, Joan Lui. Ha una grande Fede e per questo canta: “pregherò per te che hai la morte nel cuore e se tu lo vorrai pregherai”. Forse è un po’ esibizionista, chissà quale artista non lo è, ma non vanitoso, semmai, vince la solitudine facendosi notare. Ha creato un Clan perché gli piace l’amicizia, per vincere la solitudine e la paura. “Ora sei rimasta sola, piangi e non ricordi nulla”, mai dover sentire questa sensazione. E se in spiaggia ha fatto il pagliaccio per mettersi in mostra agli occhi di lei, è anche, perché, vuole essere notato da Lui, sì proprio da Lui, che sta in alto. La spiaggia, il mare, la ragazza, ripetute metafore, del tempo, della vita, della giustificazione.
E’ milanese fino al midollo, ma non rinnega le sue origini del Sud. E’ milanese, ma non gli sono antipatici i romani. Anzi ha sposato una romana e un giorno ha interpretato “Er più”, uno che ne sapeva di amore e di coltello e che aveva per nemici quelli di San Giovanni, certi “macellari”, che te li raccomando. Romani, scusatelo per l’accento, ma il cuore è quello di un romano, anzi di un milanese, insomma di un italiano. A volte parla troppo “absit iniura verbis” ma c’è sempre qualcosa di buono, del resto il linguaggio è una convenzione e per farsi capire non basta quello, sennò che vorrebbe dire “Prisencolinensinainciusol“?! Eppure l’hanno capito tutti e lo cantano. E’ il cuore che ti fa capire non il lessico.
Odia la caccia e le prepotenze, e le prediche preferisce farle, che sentirle, ma ammira chi, oltre a predicare , fa e agisce e si spende per gli altri.
Il senso della vita è azzurro, questo colore racchiude il contenitore di ogni giornata, in cui la vita deve sorridere e contemplare il tutto, tutt’uno con il cielo e il mare, ma anche il cemento della città. Ma l’azzurro deve essere trafitto, da una ragione, una sagoma, da una sembianza sennò ci si accorge di non avere più risorse senza di lei. E poi questo rapporto, a volte difficile, con i preti, spesso non c’è n’è neanche uno per chiacchierar, neanche se lì vicino c’è un Baobab. Allora la ricerca è quella di un treno, per raggiungere lei. Lei può essere anche una sineddoche; l’importante è non stare fermi e non perdere quel treno.
I figli sono pezzi di noi, ma spesso non li riconosci da grandi, anche se li ami tanto, forse troppo, vedi i loro occhi e forse, ma non sempre, comprendi il mistero della vita. Le ragazze, poi, ti prendono l’anima, quando le calze a rete prendono il posto dei calzettoni.
La donna è sacra, da giovane e da vecchia. Ogni donna è sacra, anche quando ti dice che chi non lavora non fa l’amore, del resto non è quello che conta. E se hai una donna al fianco la devi valorizzare, perché ognuno se vuole può creare la coppia più bella del mondo . E dispiace per gli altri perché, non sanno cos’é l’amore; anche se bisogna sforzarsi di farlo capire a tutti cos’è veramente l’amore. “Uno schiaffo all’improvviso le mollai sul suo bel viso rimandandola da te”. L’amore a volte è rinuncia. Amor, ch'a nullo amato amar perdona. Solo chi ama sa cosa vuol dire amare ed è meglio amare che essere amato. Chi è amato veramente non può non riamare.
Adesso è un “momentaccio” grande amico di una vita, altro che “svalutation”, è una crisi difficile devono cambiare tutti i parametri e i presupposti e i nervi sono ancora più scoperti. Ma come dice un’altra canzone: bisogna sempre sforzarsi di capire e ascoltare musica vera e poi adesso canti “Ti penso e cambia il mondo”: del resto se il mondo non cambia, l’importante è non cambiare noi e se qualcuno ci aiuta a non cambiare, sia benedetto. Cos’è il tempo se non la ricerca della tranquillità e cos’è la tranquillità se non la ricerca di Dio. Viceversa senza l’Azzurro, la tranquillità è assenza ed è amaro rassegnarsi all’assenza e quindi all’inutilità del tutto.
Conviene aggiustare gli orologi, come il grande Artigiano, quello che da il meccanismo perpetuo, perché il loro ticchettare ci avvicina alla tranquillità e a Lui, Yuppi du Joan Lui e grazie.



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